quand’è l’ora di fare la nanna

Passati i primi mesi è possibile stabilire con il bambino un rituale piacevole e sempre uguale per l’ora di andare a dormire. Nonostante sia consigliato procedere sempre allo stesso modo nei preparativi della nanna fin dai primi giorni di vita, ciò diventa ancora più importante quando il bambino cresce. È piacevole caratterizzare il rituale della nanna con una fiaba o una filastrocca che il piccolo gradirà molto. Per facilitare l’addormentamento del piccolo è meglio concludere il rituale della nanna prima che si addormenti del tutto. È bene essere intransigenti su alcuni aspetti del faccenda “sonno” sia per abituare bene il bimbo sia per consentire a mamma e papà un riposo tranquillo: una volta messo a letto, il bimbo ci deve rimanere: alcuni fanno i capricci per addormentarsi, altri non ne vogliono sapere di stare sdraiati. Occorre essere decisi e lasciare la stanza anche se il piccolo protesta, se scappa fuori dal lettino bisogna riportarcelo con fermezza evitando discussioni; mantenendo questo atteggiamento il bambino imparerà presto le regole; se nel complesso dorme poco di notte non preoccupatevi, il sonno nell’infanzia è molto variabile: se durante il giorno vi sembra vispo e non affaticato va tutto bene.

i sogni dei bimbi

Prima dei tre anni manca la capacità di raccontare: è dunque difficile indagare sui sogni dei bambini. Subito dopo, i piccoli fanno dei resoconti, ma spesso la fantasia e il sogno reale s’intrecciano in modo inconsapevole. Il contenuto pare essere statico, poca partecipazione personale, scarse interazioni, prevalenza di animali. Negli anni successivi c’è uno sviluppo della complessità del sogno, parallelo a quello cognitivo ed affettivo. Compaiono personaggi fantastici, luoghi immaginari, simboli.  Secondo Freud, i sogni infantili sono molto chiari, brevi e coerenti. Il loro contenuto è di solito trasparente: si tratta dell’adempimento di un desiderio diurno, o la copia fedele di vicende familiari e scolastiche. E’ solo dalla terza infanzia che inizia a formarsi il sogno simbolico, con messaggi mascherati ed enigmatici come quello degli adulti. E’ facile che il bambino, anche molto piccolo, abbia degli incubi, che non sa nemmeno raccontare. A volte si verificano dei sogni ricorrenti, quasi a riflettere un blocco che non riesce a superare. E’ importante che l’adulto accolga le sue associazioni spontanee, cioè tutte le impressioni che aggiunge di sua iniziativa: farlo raccontare, fargli disegnare il racconto, lasciar emergere senza minimizzare il nocciolo dell’angoscia dell’incubo. Ascoltare al mattino i sogni dei bambini, senza interpretarli, è un gioco utile: aiuta a valorizzare il sogno e il sonno, e a non averne paura. Un tempo si alimentavano gli incubi con minacce al momento dell’addormentamento. E’ importante invece cercare di predisporre dei “sogni d’oro”, con ninnananne rassicuranti, visualizzazioni dei colori preferiti, antidoti magici inventati insieme. E se la strega dell’incubo si fa viva lo stesso, la mattina dopo bisogna disegnarla il meglio possibile e bruciarla. Con l’unico rischio che il rituale liberatorio si riveli così divertente da indurre nuove incursioni di mostri per poterlo ripetere.

pallido raggio di luna

Si dice che un giovane
pallido raggio di luna crescente
abbia sfiorato il lembo
d’una leggera nuvola autunnale;
e così, nel sogno di un mattino
bagnato di rugiada, per la prima
volta nacque il sorriso che ondeggia
sulle labbra dei bambini che dormono. (Tagore)