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  • “Dite: E’ faticoso frequentare i bambini. Avete ragione. Poi aggiungete: perché bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi, inclinarsi, curvarsi, farsi piccoli. Ora avete torto. Non è questo che più stanca. E’ piuttosto il fatto di essere obbligati a innalzarsi fino all’altezza dei loro sentimenti. Tirarsi, allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi. Per non ferirli”. Janusz Korczack
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  • «Limitarsi a vivere non è abbastanza. C’è bisogno anche del sole, della libertà e di un piccolo fiore.» (Hans Christian Andersen)
  • L'uomo ha bisogno delle favole. Il fascino dei racconti fantastici che lo seduce in millenni, ha il potere di riportarlo alla normalità.... camminando a braccetto con Cenerentola e la Bella addormentata nel bosco, può ritrovare l'identità' perduta e capire meglio la realtà della vita" R. Battaglia
  • Senza la fantasia, senza la capacità di sognare, senza la poesia, siamo solo degli uomini. Con la fantasia e la poesia possiamo invece volare o perlomeno sollevarci da terra quel tanto che basta per sentirci qualcosa di più.

  • Noi non vediamo il mondo come è, vediamo il mondo come noi siamo. Talmud ebraico
  • Ognuno ha il mondo che si merita. Io forse ho capito che il mio è questo qua. Ha di strano che è normale. A. Baricco
  • I bambini hanno bisogno di raccontare favole quando qualcosa risulta troppo difficile da accettare. Francoise Dolto

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Asino

Fra tutti gli animali l’Asino è quello che più di ogni altro esprime la doppiezza e l’ambivalenza dei simboli. L’Asino, infatti, è per eccellenza sinonimo di ignoranza, eppure in matematica l’espressione “ponte dell’asino”indica un punto di particolare difficoltà.  Questo animale, dunque, partecipa delle due nozioni, discordanti e contraddittorie, di sapere e di ignoranza e non per nulla Giordano Bruno si identificava con l’asino che proprio in virtù dei suoi maggiori difetti – ignoranza e ostinazione – costituiva per il grande filosofo l’allegoria di chi cerca la verità. Ed ancora: l’asino è considerato la cavalcatura degli umili, ma in India e in Cina era la cavalcatura regale di dèi, principi ed eroi e come tale migrò nel mondo greco e in tutta l’area mediterranea dove mantenne questa funzione fino a quando non gli venne, in parte, sottratta dal cavallo.
Per gli Indoeuropei dell’Anatolia, in particolare gli Ittitti e gli Hyksos, l’asino era simbolo di regalità e di saggezza, attributi che hanno la loro massima espressione nelle lunghe orecchie di questo animale: uno scettro sormontato da due orecchie d’asino era l’emblema di tutti gli dèi dinastici in ricordo dei tempi in cui il dio Set dalle orecchie d’asino governava il loro pantheon. La cattiva fama dell’asino presso gli Egizi – e conseguentemente presso il mondo greco-romano che attraverso il Medioevo l’ha traghettata fino ai nostri giorni – nasce per l’appunto all’indomani della cacciata degli Hyksos dall’Egitto.

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