• ❤ Sarah ❤

  • “Dite: E’ faticoso frequentare i bambini. Avete ragione. Poi aggiungete: perché bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi, inclinarsi, curvarsi, farsi piccoli. Ora avete torto. Non è questo che più stanca. E’ piuttosto il fatto di essere obbligati a innalzarsi fino all’altezza dei loro sentimenti. Tirarsi, allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi. Per non ferirli”. Janusz Korczack
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  • L'uomo ha bisogno delle favole. Il fascino dei racconti fantastici che lo seduce in millenni, ha il potere di riportarlo alla normalità.... camminando a braccetto con Cenerentola e la Bella addormentata nel bosco, può ritrovare l'identità' perduta e capire meglio la realtà della vita" R. Battaglia
  • Senza la fantasia, senza la capacità di sognare, senza la poesia, siamo solo degli uomini. Con la fantasia e la poesia possiamo invece volare o perlomeno sollevarci da terra quel tanto che basta per sentirci qualcosa di più.

  • Noi non vediamo il mondo come è, vediamo il mondo come noi siamo. Talmud ebraico
  • Ognuno ha il mondo che si merita. Io forse ho capito che il mio è questo qua. Ha di strano che è normale. A. Baricco
  • I bambini hanno bisogno di raccontare favole quando qualcosa risulta troppo difficile da accettare. Francoise Dolto

La scuola è finita! …finalmente!

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Home schooling

Niente più scene di terribili crampi allo stomaco o di termometri che scottano dopo esser stati opportunamente collocati su una lampadina. Niente più frasi del tipo “mamma non mi va di andare a scuola” o nessuna indecisione sulla possibilità o meno di entrare per paura di un’interrogazione. Oggi, molti bambini imparano nel salotto di casa. Niente più scuole ma “ambienti educativi”: l’homeschooling è un fenomeno che sta prendendo sempre più piede, anche in Italia. I sostenitori muovono da concezioni comuni: i bambini devono poter esprimere la loro individualità e le loro attitudini attraverso percorsi adatti e personali; devono essere seguiti con amore nell’apprendimento; essere educati all’autonomia e all’indipendenza; e sviluppare la sete di conoscenza senza costrizioni derivanti da orari, scadenze e limiti. “I fautori della homeschooling – scrive Sandra Chistolini, ordinario di pedagogia dell’Università di Roma Tre – lamentano il fatto che il sistema educativo pubblico continua ad anticipare l’età di ingresso dei piccoli nella scuola, allontanandoli troppo presto dalle cure amorevoli ed attente della famiglia. Per chi opta per l’homeschooling, le ragioni del cuore, dell’affetto familiare, dell’amore, dell’attenzione da rivolgere al bambino sono prioritarie, rispetto alla conformità ad una norma comune dominante, ma non esclusiva. Tali ragioni sono giustificate dalla filosofia che vede nella persona il valore più alto da tutelare e salvaguardare, anche in contrapposizione alle istituzioni che, perseguendo un certo bene comune, talvolta dimenticano la visione d’insieme dell’educazione volta al bene”. Una risposta di quanti oggi credono che la scuola pubblica non possa offrire ai loro figli la migliore educazione possibile e che hanno sviluppato, a volte anche unendo le forze e creando dei piccoli gruppi, sistemi alternativi basandosi sul metodo Steiner o su quello Montessori. Molte iniziative sono confluite in blog o siti internet nei quali è possibile scaricare programmi o materiali didattici nell’ottica di uno scambio e di una condivisione dei risultati. Ad esempio su www.educaresano.net si legge: “I voti si lascino ai monaci, le promozioni al campionato di calcio e le bocciature ai virtuosissimi del gioco delle bocce. Preferiamo un figlio libero di decidere e consapevole della sua importanza e unicità, sicuro di poter dare un valido contributo a chi lo circonda, piuttosto di un avido individuo in corsa per il potere e per il denaro, magari ricco, ma incapace di dare un senso a ciò che esiste, magari socialmente ben inserito, ma rassegnato a dover essere incastrato in situazioni che altri gli hanno imposto, rendendolo incapace di agire e di reagire”. Ma siamo sicuri che tutti quelli che hanno frequentato una scuola siano diventati così? Bisogna riconoscere che l’homeschooling priva i bambini di un’esperienza di vita fondamentale e formativa prima di tutto dal punto di vista sociale e umano: sviluppare la propria individualità è sempre possibile anche frequentando una scuola pubblica; inserirsi in un contesto lavorativo e far parte di un gruppo di lavoro diventa più difficile se per anni si è rimasti nel proprio salotto di casa con mamma e papà senza aver mai affrontato una sfida o uno scontro con un compagno o con un docente. “Il bambino sottratto alla scuola – continua Sandra Chistolini – è privato dell’ambiente di vita che è proprio all’età, ambiente nel quale egli impara con i compagni, incontra insegnanti lodevoli e meno lodevoli, assapora le regole del vivere comune ed apprende a relazionarsi a se stesso, alle altre persone, alle cose che lo circondano e che egli governa con la sua intelligenza e la sua volontà. Il dialogo tra genitori ed insegnanti, la partnership tra famiglia e scuola sono lo strumento e il patto della via sociale all’educazione. Si possono considerare le ragioni familiari che giustificano la homeschooling, ma è difficile trovare le ragioni pedagogiche dell’autoesclusione dalla scuola. La homeschooling mostra di essere interessata allo sviluppo della persona, a prescindere dalla società, e fa dipendere la riuscita del sistema sociale dalla formazione dell’individuo, eliminando i fattori di disturbo nel percorso. Non c’è conflitto da sostenere e per questo non si attivano neanche i meccanismi della sana competizione. Isolare i figli dal sistema educativo che si considera negativamente, potrebbe essere una buona soluzione per salvare i bambini dalle sconfitte della vita quotidiana” ma non è detto che per loro sia un bene. Che ne pensate?

Ottobre si Ottobre no

Figli in vacanza fino al 30 settembre. E la scuola? Se ne riparla ad ottobre! Una possibilità che farà felice la maggioranza dei bambini, ma che potrebbe creare qualche problema organizzativo ai genitori che devono tornare al lavoro. In parlamento, ad ogni modo, se ne sta discutendo. La proposta è del senatore Giorgio Rosario Costa (Pdl). E il ministro dell’Istruzione, Maria Stella Gelmini, si è detta “molto aperta”. “Il nostro Paese vive di turismo e a settembre si possono avere migliori opportunità economiche per le vacanze. Posticipare l’apertura dell’anno scolastico potrebbe aiutare molte famiglie a dare un aiuto al settore turistico”. Tu mamma cosa ne pensi? Vorresti che la scuola riaprisse ad ottobre anziché a metà settembre? Pensi che potrebbe essere l’occasione per una vacanza in famiglia a costi più accessibili? Oppure sarebbe un problema? Dì la tua!

Scuola ad Ottobre?

Per le scuole di ogni ordine e grado l’anno scolastico ha iniziodopo il 30 settembre“. Un solo articolo di 16 parole. Questo il breve e conciso ddl presentato dal senatore del Pdl Giorgio Rosario Costa a Palazzo Madama. L’intento, ha chiarito subito il parlamentare, è rilanciare il turismo visto che l’allungarsi delle ferie estive degli alunni italiani porterà alle “regioni a vocazione balneare” un “positivo risvolto economico”. Almeno, questo, secondo il ragionamento di Costa. Si tratta certo di un ritorno al passato, come negli anni ’60 e ’70, quando la scuola iniziava i primi di ottobre, proposto anche per aspettare la fine del caldo di settembre che a volte è veramente torrido, un provvedimento che piacerà di sicuro alla maggior parte degli studenti, ma che non tiene conto dalla reale situazione socio-economica in cui vivono le famiglie italiane. Dove potranno lasciare i figli fino a quella data, quando nella maggior parte dei casi a lavorare sono entrambe i genitori? E dove pensa, il senatore, che gli italiani riescano a trovare i soldi per allungare le loro ferie fino a tre mesi o, in alternativa, per pagare chi si prenda cura della prole mentre loro si guadagnano lo “striminzito” stipendio? Per questo, nel commentare la proposta di spostare l’inizio scolastico a dopo il 30 settembre Angela Nava del coordinamento genitori democratici, si legge su Corriere.it, ha dichiarato: “Come associazione non possiamo essere soggetti agli umori di chi presenta provvedimenti che modificano la pianificazione delle povere vacanze degli italiani. Un ragionamento si può fare in modo disteso, con la condivisione, se si vuole rilanciare il turismo”. Ma nel modificare il calendario scolastico, ha aggiunto la Nava, bisogna tenere presente anche che “il clima non è favorevole e soprattutto l’edilizia scolastica antiquata non consente di andare oltre i primi di giugno con le lezioni”. (articolo tratto da http://www.libero.it)

La scuola adotta la città

In occasione dell’edizione 2010 della manifestazione “Palermo apre le porte”, come di consueto, alcune scuole adotteranno monumenti della città e gli scolari accompagneranno nella visita coloro che volessero approfittare per conoscere ed approfondire la storia e l’arte di Palermo.
Le visite restanti nell’anno in corso 2010 si svolgeranno in altri tre fine settimana: 7-9 maggio; 14-16 maggio e 21-23 maggio. Per quattro week-end gli alunni delle scuole, diventeranno delle vere e proprie guide turistiche / ingresso libero / Palermo.

Bollino per le scuole

È in arrivo il bollino di qualità per le scuole. A promuoverlo è il ministero dell’Istruzione. Il riconoscimento che assegna il marchio di qualità ed eccellenza agli istituti si chiama Saperi. Un acronimo delle sei aree cruciali per un buon sistema educativo: servizi, apprendimenti, pari opportunità, etica,ricerca e integrazione. 

http://www.sirq.it/public/marchio/news.php 

Il bollino guiderà famiglie e studenti alla ricerca delle migliori scuole italiane. Negli istituti che otterranno, o hanno ottenuto, la certificazione tutto funziona, o dovrebbe funzionare, alla perfezione. Con insegnanti, e personale al servizio di genitori e alunni. E con un´unica mission: formare alunni preparati e rendere ai cittadini il servizio migliore. E voi come considerate il bollino di qualità? Qualcosa di valido?