• ❤ Sarah ❤

  • “Dite: E’ faticoso frequentare i bambini. Avete ragione. Poi aggiungete: perché bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi, inclinarsi, curvarsi, farsi piccoli. Ora avete torto. Non è questo che più stanca. E’ piuttosto il fatto di essere obbligati a innalzarsi fino all’altezza dei loro sentimenti. Tirarsi, allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi. Per non ferirli”. Janusz Korczack
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  • L'uomo ha bisogno delle favole. Il fascino dei racconti fantastici che lo seduce in millenni, ha il potere di riportarlo alla normalità.... camminando a braccetto con Cenerentola e la Bella addormentata nel bosco, può ritrovare l'identità' perduta e capire meglio la realtà della vita" R. Battaglia
  • Senza la fantasia, senza la capacità di sognare, senza la poesia, siamo solo degli uomini. Con la fantasia e la poesia possiamo invece volare o perlomeno sollevarci da terra quel tanto che basta per sentirci qualcosa di più.

  • Noi non vediamo il mondo come è, vediamo il mondo come noi siamo. Talmud ebraico
  • Ognuno ha il mondo che si merita. Io forse ho capito che il mio è questo qua. Ha di strano che è normale. A. Baricco
  • I bambini hanno bisogno di raccontare favole quando qualcosa risulta troppo difficile da accettare. Francoise Dolto

Sant’Anna

a me il giorno di Sant’Anna piaceva tanto. Si andava a Castebuono per festeggiare la patrona del paese e vedere i giochi di fuoco. Quanti giochi di fuoco ho visto in quelle estati! Non ho mai più rivisto tutte quelle luci, quei colori e quei rumori. In realtà i rumori dei giochi di fuoco non mi sono mai piaciuti, guardavo estasiata ma con le mani impegnate a tappare le orecchie. A Castelbuono i giochi di fuoco li sparano la notte del il 26 luglio per celebrare  Sant’Anna. Ci si andava anche per le bancarelle, per vedere gente, per mangiare un buon gelato, per passeggiare avanti e indietro lungo il corso. Adesso, forse, qualcuno della comitiva, sarà ancora a Castelbuono ad osservare, magari con molto meno stupore e purtroppo (forse) con meno entusiasmo i giochi di fuoco che stanotte spareranno. Io invece sono a casa e ricordo con affetto delle estati libere e spensierate decorate da luci magicamente colorate. Momenti indimenticabili che terrò sempre nel mio cuore.

Ok ho scritto come avrebbe scritto mia nonna. E i 40 gradi esterni non sono una scusante!

una divagazione

La vita, aggiunta dopo, lontano da quel posto, era stata una divagazione. Erri de Luca “I pesci non chiudono gli occhi”.

Una gita nelle vicinanze…

Cari lettori, dopo il tempaccio di ieri avete deciso di non volere più stare a casa e proponete a tutta la famiglia una gita “purchè sia nelle vicinanze”? …Non sapete dove andare? La mia Tata consiglia! A 89 km da Palermo, vicinissima a Cefalù, famosa per i suoi monumenti e Castelbuono rinomata per i dolci alla manna, all’interno del Parco delle Madonie, c’è Pollina. Rispetto Cefalù e Castelbuono sicuramente meno conosciuta ma questo ha fatto si che Pollina conservasse un fascino incredibile: si rimane incantati a passeggiare tra le viuzze del paese ancora ignare del moderno asfalto. Fiori dai mille colori e mille profumi decorano i balconi o le scale esterne delle abitazioni. Un tripudio di odori nell’unico market del paese, il cosiddetto “forno”, pane e detersivo sono quelli che ti rimangono impressi nel ricordo: Un posto da visitare, almeno una volta nella vita…

Pollina

Pollina (Puaddrina in siciliano) è un comune di 3.122 abitanti in provincia di Palermo. Fa parte del Parco delle Madonie. Il comune di Pollina comprende anche la frazione di Finale.Solo luogo in tutto il mondo mediterraneo, per una singolare miscela di fattori culturali ed ambientali, a Pollina si è conservata la conoscenza e la tecnica per produrre ancora la manna. Nei boschi del territorio pollinese, divenuti una sorta di “museo a cielo aperto”, si ottiene questo prodotto unico intaccando con un particolare coltello il tronco del frassino in estate. Il liquido che sgorga dalle incisioni si condensa seccandosi all’aria estiva, si raccoglie e viene usato in composti medicinali, esattamente come duemila anni fa quando i medici greci e romani lo chiamavano “miele di rugiada” o “miele di frassino”. Gli arabi invece ritenevano possedesse proprietà spirituali e fosse benedetto perché citato dal Corano.