4 Aprile 2010

L’uovo

L’uovo di Pasqua è un dolce della tradizione pasquale, divenuto nel tempo il simbolo della stessa festività della Pasqua cristiana, assieme alla colomba. La tradizione del classico uovo di cioccolato è recente, ma il dono di uova vere, decorate o dorate, è correlato alla festa pasquale sin da tempi molto più antichi. La tradizione del dono di uova ebbe inizio ben prima della nascita del Cristianesimo: già fra i Persiani, infatti, era diffusa la tradizione dello scambio di semplici uova di gallina all’avvento della stagione primaverile, seguiti nel tempo da altri popoli antichi quali gli Egizi, i quali consideravano il cambio di stagione una sorta di primo dell’anno, i Greci e i Cinesi. Spesso le uova venivano rudimentalmente decorate a mano. L’usanza dello scambio di uova decorate si sviluppò poi anche, nel Medioevo come regalo alla servitù. Nel medesimo periodo l’uovo decorato, da essere essenzialmente il simbolo della rinascita primaverile della natura, andò ad intrecciarsi con il Cristianesimo divenendo il simbolo della rinascita dell’Uomo, di Cristo: la diffusione dell’uovo come regalo pasquale sorse probabilmante in Germania, quando fra i tradizionali doni di Pasqua fece la comparsa il regalo di semplici uova. Sempre nel Medioevo si diffuse anche la tradizione della creazione di uova artificiali fabbricate o rivestite in materiali preziosi quali argento, platino o oro, ovviamente destinata agli aristocratici e ad i nobili: Edoardo I d’Inghilterra commissionò la creazione di circa 450 uova rivestite d’oro e donate in occasione della Pasqua. Ma la ricca tradizione dell’uovo decorato è dovuta all’orafo Peter Carl Fabergè, che nel 1883 ricevette dall’attuale zar il compito di preparare un dono speciale per la zarina Maria; l’orafo creò per l’occasione il primo uovo Fabergè un uovo di platino smaltato di bianco contenente un ulteriore uovo, creato in oro, il quale conteneva a sua volta due doni: una riproduzione della corona imperiale ed un pulcino d’oro. La fama che ebbe il primo uovo di Fabergé contribuì anche a diffondere la tradizione del dono interno all’uovo. In tempi più recenti l’uovo di Pasqua maggiormente celebre e diffuso è il classico uovo di cioccolato, la cui diffusione è stata probabilmente incentrata nell’ultimo secolo.

PASQUA EBRAICA e PASQUA CRISTIANA identità e divergenze

La Pasqua viene definita un festa mobile poiché viene celebrata la prima domenica dopo la luna piena che segue l‘equinozio di primavera. L’origine della Pasqua ha origini antiche, infatti anche gli ebrei avevano una festa che veniva celebrata all’inizio della primavera, secondo un calendario che era basato sulle fasi della luna. Era la festa di Pesah, al plenilunio del primo mese lunare dopo l’equinozio di primavera. Una festa che viene celebrata ancora oggi e che ricorda l’intervento di Dio liberatore nel passato e pone le basi per la salvezza futura. La parola Pesah significa «saltare oltre», a memoria perenne della piaga per la quale l’Angelo del Signore uccise tutti i primi nati delle famiglie egiziane, mentre i figli degli ebrei furono risparmiati poichè il Signore aveva detto di uccidere agnelli o capretti  e con il sangue cospargere gli stipiti delle loro porte, dopo di che il faraone concesse agli Ebrei di lasciare per sempre l’Egitto. Era la partenza per la nuova Terra e la liberazione dalla schiavitù. L’analogia è evidente nella lettura dei Vangeli, ove Gesù (ebreo) viene detto Agnello di Dio, poiché, per i cristiani, il sangue di quell’Unico Agnello ha redento il mondo, e la Resurrezione di Cristo (che vuol dire l’Unto) è per i Cristiani l’evento nuovo e divino che offre agli uomini il dono della nuova Vita, veicolata dal battesimo. Infatti, in origine si battezzava una sola volta l’anno, nella notte di Pasqua, perché momento di morte e nascita a nuova vita in Cristo e con Cristo. La differenza sostanziale fra la Pasqua ebraica e quella cristiana sta nel fatto che l’Agnello cristiano è risorto e di questo viene dato annuncio subito. Inoltre la Pasqua ortodossa non coincide con quella cattolica poiché la chiesa ortodossa non ha ancora accettato la riforma gregoriana del calendario, quindi, il più delle volte, cade successivamente.