Habemus Papam

E’ arrivata poco prima delle 19.10 l’attesa fumata bianca. Al secondo giorno, dopo cinque scrutinii e due fumate nere, c’è il successore di Benedetto XVI.  “Viva il papa, viva il papa”, è il grido che proviene da Piazza San Pietro, dove i fedeli sembrano stare in più in uno stadio che nella piazza della più grande basilica di Roma. Le campane della basilica di San Pietro suonano a festa per annunciare il nuovo papa. Lo stesso succede in piazza del Duomo a Milano, in piazza San Marco a Venezia, in tutte le chiese italiane. A minuti conosceremo il nome del successore Joseph Ratzinger. Sarà il cardinale francese Jean Luis Tauran ad annunciarlo. La notizia è finita subito su internet anche sul sito del Vaticano, dove appare lo stemma del Vaticano con la scritta ‘Habemvs Papam’.

Io non sono particolarmente religiosa ma vedere il tappeto di gente in piazza San Pietro, gente proveniente da tutto il mondo, lì insieme riunita per la stessa motivazione è davvero uno spettacolo straordinario. I flash, le luci, le bandiere sventolanti. Una festa, canti e balli. E “se mi sbaglio  mi corrigerete”…

…E un’altra emozionante pagina di storia sta per essere scritta.

Papà in sala parto

Partorire: una faccenda per sole donne, da affrontare in un ambiente intimo e silenzioso con l’assistenza discreta di un’ostetrica… Lo si pensava in passato, e ne è convinto tuttora un autorevole ginecologo francese, Michel Odent, che ha esposto le sue osservazioni in un recente convegno internazionale. La presenza degli uomini in sala parto, secondo lo studioso, sarebbe soltanto fonte di disturbo. Il “bando” riguarda ginecologi e infermieri, ma il principale imputato, per Odent, è il papà che assiste: con le sue ansie, l’immancabile cinepresa per immortalare l’evento e le continue domande al personale, rischia di aumentare il livello di stress della compagna. Queste però sono considerazioni che non devono scoraggiare le coppie, bensì spingerle ad affrontare seriamente e con sufficiente anticipo questa scelta, chiedendosi con onestà se la presenza di lui potrà davvero costituire un aiuto per la compagna oppure un intralcio. “La valutazione deve prendere in considerazione il carattere e i desideri di entrambi”, spiega Fadin. “Molte donne non hanno piacere di essere viste dalla persona amata in un momento di difficoltà ‘antiestetica’ e fisica”. Una volta deciso di vivere l’esperienza insieme, il passo successivo è informarsi, se possibile frequentando le sessioni dei corsi preparto aperte ai mariti. Qui gli uomini avranno l’opportunità di confrontarsi tra di loro e chiedere spiegazioni al personale medico. Imparando a esercitare un po’ di autocontrollo, riusciranno a essere di conforto e incoraggiamento per la mamma durante il travaglio e il parto. Nella maggior parte dei punti nascita le due fasi si svolgono in ambienti distinti. Il futuro papà ha quindi la possibilità di scegliere se partecipare soltanto alla prima o a entrambe. “Il travaglio è la parte più ‘soft’, sebbene possa durare 6 o 7 ore. E la vicinanza di una persona cara è davvero importante, non soltanto per il sostegno morale ma anche per la semplice compagnia. Il parto vero e proprio richiede una maggiore solidità di carattere da parte dell’uomo, e la donna è forse troppo impegnata per avvertire appieno la sua presenza. Tuttavia, affrontarlo insieme è un’esperienza che rimarrà per sempre nella storia emotiva della coppia”, chiarisce Fadin.

il papà in sala parto

Il padre gioca un ruolo fondamentale nel percorso di un bimbo. Innanzitutto, i genitori devono essere consapevoli e sereni mentre si accingono al nuovo percorso che li porterà ad essere una triade. La coppia deve desiderare il figlio dal profondo del cuore; il desiderio però non deve diventare uno spasmo angoscioso; è necessario riflettere ed analizzare le proprie motivazioni profonde. Per concepire è importante vivere bene il proprio corpo, la sessualità e la vita. Durante la gravidanza il padre si pone come un secondo utero, un’accogliente dimora per la sua compagna e per il figlio, dove la donna si adagia e si accoccola lasciandosi guidare. Lo sviluppo fisico fetale è influenzato dalla figura paterna, la stessa vibrazione della voce maschile favorisce lo sviluppo di organi che vengono stimolati in modo minore dalla voce della mamma. Il padre può avere ruolo importante anche durante il parto: la sua presenza tuttavia è una ‘conquista’ abbastanza recente. Il bimbo che ha avuto modo di conoscere il suo papà durante la gravidanza, che si è ben relazionato con lui, sarà un bimbo che lo riconoscerà a prima vista e che si metterà in risonanza con lui. Il papà è colui che ‘conduce fuori’, che porta il figlio verso il mondo esterno: va da se che il suo ruolo formativo e educativo è di fondamentale importanza.

io & papà

Meno apprensivi e protettivi delle mamme possono mettere in gioco doti tipicamente maschili come fisicità, manualità, grinta… Ai piccoli il papà sembra alto e forte, una figura rassicurante simile ad un grande albero dalle salde radici. Proprio questa fisicità fa sì che tocchi a lui il compito di accompagnare i figli alla scoperta di una motricità che sappia “osare” un po’. E stringendo forte la mano al papà che si fa quel “passettino oltre”, che ci si avventura alla scoperta del mondo senza paura, sapendo si poter contare su un rifugio sicuro. Insieme a lui (e con la complicità della mamma) si possono fare tantissime cose… e tu cosa fai col tuo papà?

Ciao papa Giovanni Paolo II

Anche La mia Tata vuole ricordare con affettuoso rispetto la figura di un grande uomo. Ciao papa Giovanni Paolo II.

“Un uomo che parte,
vestito di bianco,
per mille paesi
e non sembra mai stanco…”

diventare papà

Un figlio lo si sceglie in due, normalmente. Spesso, però, si sente dire che siano le donne, col loro puntuale campanello biologico, a “spingere” di più per avere dei figli. Gli uomini, un po’ per condizionamenti culturali, un po’ per paura di dover dividere con un’altra persona l’affetto della propria compagna, un po’ perché ci si sente “carichi” di pesanti responsabilità, spesso tendono a non porsi il problema, almeno non in maniera pressante. Ragionandoci su, tuttavia, si possono trovare tanti motivi “razionali” per i quali la scelta di diventare padri può essere assolutamente sensata.  La ragione per la quale nasce il desiderio di avere un figlio è assolutamente irrazionale. Avrete notato il volontario ossimoro: “ragione irrazionale”… In effetti è proprio così. Si possono trovare mille sensate giustificazioni al non volere un figlio: la carriera, la propria libertà, il fattore economico, la consapevolezza di vivere in un mondo pericoloso e pieno di incertezze… Ebbene, tutte queste sostenibilissime ragioni si dissolvono non appena scatta in testa una strana pulsione, così forte da cancellare in un attimo tutta la nostra razionalità. Tale pulsione la conoscete già, si chiama Amore. Non c’è niente che sia più forte e allo stesso tempo più irrazionale dell’Amore. E’ una forza che ci spinge a fare cose che – razionalmente – mai avremmo neppure immaginato di fare. E’ un uragano di emozioni, fortissime ed incontenibili. Possiamo opporci con tutta la nostra razionalità, ma alla fine ne siamo sopraffatti. Se vi siete innamorati almeno una volta nella vita, sapete bene di cosa sto parlando. Ebbene, provate a ricordare quei sentimenti così forti, provate a ricostruire lo stato confusionale che avete vissuto, l’euforia irrazionale per le piccole cose, gli occhi bagnati di lacrime per l’emozione. Bene, ora provate ad immaginare un’emozione mille volte più forte di questa, qualcosa che vi scuote dal profondo, che vi fa piangere di gioia e tremare di paura al tempo stesso, qualcosa che vi fa capire finalmente il segreto della vita. Ecco, ci siete quasi vicini: avere un figlio è questo ed anche molto più di questo.