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  • “Dite: E’ faticoso frequentare i bambini. Avete ragione. Poi aggiungete: perché bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi, inclinarsi, curvarsi, farsi piccoli. Ora avete torto. Non è questo che più stanca. E’ piuttosto il fatto di essere obbligati a innalzarsi fino all’altezza dei loro sentimenti. Tirarsi, allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi. Per non ferirli”. Janusz Korczack
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  • L'uomo ha bisogno delle favole. Il fascino dei racconti fantastici che lo seduce in millenni, ha il potere di riportarlo alla normalità.... camminando a braccetto con Cenerentola e la Bella addormentata nel bosco, può ritrovare l'identità' perduta e capire meglio la realtà della vita" R. Battaglia
  • Senza la fantasia, senza la capacità di sognare, senza la poesia, siamo solo degli uomini. Con la fantasia e la poesia possiamo invece volare o perlomeno sollevarci da terra quel tanto che basta per sentirci qualcosa di più.

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  • I bambini hanno bisogno di raccontare favole quando qualcosa risulta troppo difficile da accettare. Francoise Dolto

Politica

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I neonati riconoscono le note

La musica è già scritta nel cervello umano: a due giorni di vita siamo già in grado di riconoscere le note e persino di accorgerci delle stonature. Lo ha dimostrato una ricerca italiana pubblicata dalla rivista Pnas (Proceedings of the National Academy of Sciences), una delle più prestigiose pubblicazioni internazionali in materia scientifica. Il team di ricercatori ha monitorato diciotto bambini di due giorni di vita mentre ascoltavano musica, sottoponendoli ad una risonanza magnetica funzionale, una tecnica che permette di vedere il cervello al lavoro. In questo modo sono state evidenziate risposte allo stimolo musicale identiche a quelle degli adulti, cioè attivazioni di specifiche regioni dell’emisfero di destra. In più, è stato notato che la reazione ad una musica “sbagliata”, in cui erano state introdotte delle dissonanze, era diversa da quella prodotta con l’ascolto da parte dei diciotto neonati di melodie “giuste”. Ciò dimostra, è la conclusione dei ricercatori, che sin dai primi giorni di vita esiste nel nostro cervello una specializzazione musicale, capace di riconoscere la musica e le sue distorsioni.

Al via il Festival della Musica Italiana

Questa sera in eurovisione, avrà inizio il 60° Festival della canzone italiana condotto da Antonella Clerici che i nostri bimbi ricordano sicuramente per le numerose canzoncine che animavano la trasmissione la prova del cuoco. La conduttrice, dallo storico palco del Teatro Ariston, presenterà cinque serate che si concluderanno il 20 febbraio in cui il pubblico conoscerà la canzone vincitrice assoluta della kermesse.
Tra gli ospiti delle serate di parla da Susan Boyle, fenomeno dell’anno, scoperta dal programma inglese “Britain got talent”, la nostrana Elisa e Claudio Baglioni. Certa anche la partecipazione di Paolo Bonolis e Luca Laurenti, oltre che di Christian De Sica.

“DO, RE, MI, FA SOL, LA, SI” sono le sette note musicali e rappresentano i suoni che noi conosciamo. Una volta la musica non veniva scritta, perché i musicisti si tramandavano oralmente le musiche. Ad un certo punto, però, si capì l’importanza di disporre di un sistema di scrittura, in modo che qualsiasi musicista, anche senza aver mai ascoltato quella determinata musica, potesse eseguirla con uno strumento o con la voce, semplicemente leggendo le note su uno spartito. Nella musica occorre imparare a leggere le note, esattamente come occorre imparare l’alfabeto per leggere e scrivere. Le note vengono scritte su un pentagramma formato da cinque linee, proprio come le cinque dita della mano. Su questo pentagramma o rigo musicale le note si muovono, scendendo e salendo: per capire questo, possiamo immaginare una scala, i cui gradini sono le note musicali. Se si vuole ottenere suoni più alti, bisogna salire fino in soffitta, per ottenere suoni più bassi, invece, bisogna andare giù in cantina, e quindi scendere!