Scarpine fragoline

Le scarpine da neonato fatte a mano sono certamente una delle cose più carine che potete fare per i piccoli nati o per chi è in procinto di arrivare. Le scarpette da neonato che vediamo in foto sembrano delle fragoline e le potete fare sia con la lana che con il cotone.
Ecco quello che serve:
– 50 gr di lana o di cotone (devono corrispondere ad una lunghezza di circa 110 metri)
– Fili di lana di un colore diverso per i laccetti
– Panno lenci per fare il fiorellino
– 2 bottoni gialli
– Ferri di lana da 3,5 mm
– Ago da maglia
– Segna maglie (spille da balia o altro)
Procedimento
Per realizzare le scarpette da neonato dovete fare così:
Avviate 31 maglie nel colore principale, in questo caso rosso, e lavorate 4 ferri tutti a dritto.
Nel 5° ferro lavorate a dritto la prima maglia, un aumento prendendo il filo trasversale tra le due maglie e lavorandolo a dritto ritorto (=1 aum.), 14 maglie a dritto, 1 aum., 1 maglia a dritto, 1 aum., 14 maglie a dritto, 1 aum., 1 maglia a dritto (31 maglie iniziali + 4 aum = 35 maglie).
I ferri di ritorno, cioè il rovescio del lavoro si devono lavorare tutti e sempre a dritto.
Nei ferri di andata procediamo con gli aumenti:
7° ferro: 1 a dritto, 1 aum., 14 a dritto, 1 aum., 3 a dritto, 1 aum., 14 a dritto, 1aum., 1 a dritto (35 m. + 4 aum. = 39 m.)
9° ferro: 1 a dritto, 1 aum., 15 a dritto, 1 aum., 5 a dritto, 1 aum., 15 a dritto, 1 aum., 1 a dritto (39 m. + 4 aum. = 43 m.)
11° ferro: 1 a dritto, 1 aum., 16 a dritto, 1 aum., 7 a dritto, 1 aum., 16 a dritto, 1 aum., 1 a dritto (43 m. + 4 aum. = 47 m.)
Lavorare dal 12° al 24° ferro a dritto.
Adesso si deve diminuire il numero di maglie.
Il 25° ferro: 13 a dritto, 1 accavallata semplice (cioè, passo una maglia dal ferro sinistro al ferro destro senza lavorarla, lavoro la maglia successiva a dritto e faccio passare la maglia non lavorata su quella lavorata) per 5 volte, 1 a dritto, 2 maglie insieme a dritto per 5 volte, 13 a dritto (47 m. – 5 m – 5 m. =37).
26° e 27° ferro: cambiamo colore e lavoriamo a dritto.
28° ferro: 10 a dritto, chiudiamo le 17 maglie centrali, 10 a dritto.
29° ferro: 10 a dritto, avviamo a nuovo con il filo del lavoro 9 maglie, lavoriamo le restanti 10 maglie.
Dal 30° al 34° ferro: lavoriamo a dritto. 35° ferro: chiudiamo tutte le maglie.
Cucite la suola e il dietro della scarpina con il punto maglia e poi attaccate il fiorellino che dovete fare in questo modo. Ritagliate un fiorellino nel panno lenci bianco, poi cucite al centro il bottone giallo.

neonato abbandonato in strada

CAMPOBASSO, 29 APR – A Campobasso un neonato e’ stato trovato in strada da una donna che lo ha subito portato al pronto soccorso. Secondo i medici dell’ospedale ‘Cardarelli’, dove e’ ora ricoverato nel reparto di Neonatologia, il bimbo e’ in discrete condizioni. Qualche ora dopo l’arrivo del piccolo, al pronto soccorso e’ giunta una donna di circa quarant’anni che e’ stata ricoverata per emorragia post-partum. Si indaga per accertare eventuali legami fra i due episodi. (notizia ansa)

Quale tutina?

L’acquisto delle prime tutine per il proprio bambino è uno dei momenti più dolci di tutta la gravidanza. E’ un gesto che, davvero, aiuta a realizzare che presto avremo un figlio. Emozionante e intenso, è anche un momento in cui sorgono mille dubbi di carattere pratico: quale tessuto? quale tipo di tutina? quale taglia? quante tutine? Ogni ospedale consegna una lista abbastanza dettagliata del corredo necessario alla nascita e alla degenza in ospedale della mamma. Spesso però queste indicazioni non sono esaustive per chi si ritrova per la prima volta nella sua vita ad acquistare capi per un neonato. Ecco allora qualche consiglio che speriamo possa esservi utile. Ovviamente la scelta è principalmente dettata dalla stagione in cui nasce il bambino. Ci sono però delle indicazioni utili in linea generale. Il cotone è sempre un’ottima scelta perché non irrita la pelle così sensibile del neonato. Spesso il riscaldamento nelle nursery è molto alto ed è quindi assolutamente sufficiente anche per l’inverno. I modelli disponibili sono diversi. La tutina più diffusa comprende i piedini ed è allacciata dietro. D’inverno è decisamente più semplice prevedere soluzioni comprensive di piedini (anche se con la crescita del bambino sono quelle che si devono accantonare più velocemente) mentre per l’estate non sono indispensabili, sebbene nei primi mesi di vita siano proprio i vestiti ad aiutare il neonato nella primissima percezione dei suoi limiti corporali. L’allacciatura posteriore suscita pareri diversi: alcune non hanno grossi problemi, per altre è uno scoglio insormontabile. In alternativa, è possibile scegliere tutine che si allacciano sul davanti e che sono indubbiamente più comode da infilare. Lo svantaggio? Non tutte le marche le prevedono e solitamente hanno un prezzo superiore rispetto a quelle tradizionali. Un’altra possibilità è data dalle tutine “spezzate” ovvero dal completo di ghette e magliettine. Alcuni le consigliano perché, durante il cambio, non è necessario spogliare interamente il neonato; altri temono che lo “spezzato” possa far prendere freddo al bambino sulla pancia. Il consiglio è semplice: scegliete per i vostri acquisti modelli diversi in modo di poter sperimentare tutte le soluzioni e trovare quella che preferite. La verità è che solo quando avrete il vostro bambino fra le braccia e comincerete a conoscerlo scoprirete quale è la tutina ideale. Per quanto riguarda infine la taglia spesso vi sentirete dire che le taglie “nascita” o “zero” si usano davvero poco perché i bambini crescono in fretta. E’ vero. Prendetene un paio ma non acquistate solo tutine dai 3 mesi in su. Inoltre, ricordatevi che le misure espresse nelle etichette sono indicative: se avete un body o una tutina taglia 50 cm e vi nasce un bambino lungo 51 non disperate! Qualche accorgimento: il consiglio più diffuso è quello di lavare sempre i capi per neonati prima che li indossino. L’idea è quella di preservare il neonato da tutti i germi e i batteri che il capo può aver “raccolto” nel suo passaggio dalla confezione al negozio e dal negozio a casa vostra. Per il detersivo, potete scegliere in commercio tra le soluzioni proposte proprio per i neonati. Ricordatevi però che gli additivi chimici potrebbero irritare la pelle delicata del neonato e che esistono disinfettanti e antibatterici naturali, come ad esempio il sapone di Marsiglia.

gps in culla

Segnali acustici, monitor a raggi infrarossi, gps. Sono questi i prodotti più venduti a genitori che intendono controllare ogni movimento del loro bebè. Così la culla diventa una postazione elettronica all’avanguardia per neonati che vorrebbero solo dormire senza che questo faccia scappare dal letto mamma e papà. Sono le ultime trovate della tecnologia per la sicurezza dei bimbi, ma sarebbe meglio dire per genitori ansiosi. Mestiere difficile, quello dei genitori, sempre con il dubbio di non riuscire a fare mai abbastanza per i loro piccoli. Così quando iniziano a fare acquisti per l’erede devono scegliere: la comodità o la sicurezza? Fra attrezzature dalle forme più svariate, che serviranno solo per i suoi primi mesi di vita, i neo genitori si muovono fra gli scaffali pensando l’evento più tragico in assoluto, la morte in culla, oppure il respiro interrotto per avere ingerito qualcosa, o il pericoloso rigurgito e in ultimo il freddo della notte se il pupo si scopre. Unica soluzione quella di controllare 24 ore su 24 il neonato con sistemi di controllo da centrale di polizia. Se il pupo piange i segnali acustici danno l’allarme: se si gira nella culla e si scopre ecco i monitor che vedono nel buio ma trasformano la cameretta in un match del gioco laser game. Poi c’è il sensore del respiro, viene sistemato sotto il materasso e suona ogni venti secondi se non rileva alcun movimento. Questo si chiama Angel Care ma quello più richiesto è il Respisense, perché, oltre il controllo scrolla delicatamente il bebè finché non ricomincia a respirare.  Molti pediatri (per fortuna!) ne sconsigliano l’uso perché aumenta l’ansia piuttosto che diminuirla. Al contrario un bravo genitore deve infondere sicurezza e tranquillità.

Fontanelle

Non bisogna mai toccare la testa di un neonato perché ha le fontanelle aperte! È una convinzione diffusa che può generare apprensione nelle neomamme. In realtà le fontanelle sono delle aree delicate ma non così tanto da non poterle accarezzare o strofinare con gentilezza quando si fa il bagnetto al piccolo. Il processo di sviluppo della scatola cranica avviene in gran parte nel primo anno. Alla nascita, le ossa sono più morbide di quelle dell’adulto e, tra di loro, esistono spazi vuoti dette “fontanelle”. In corrispondenza di questi spazi non ci sono ossa a proteggere il cervello, ma una membrana fibrosa, flessibile e resistente. Le principali fontanelle sono quella anteriore (-bregmatica o maggiore-) e quella posteriore (-lamboidea o minore-). La fontanella anteriore, sulla sommità della testa, è la più grande e di forma romboidale. Quella posteriore, appena sopra la nuca, tra le ossa occipitali e parietali, è più piccola e triangolare. La loro unzione è quella di consentire alle ossa del cranio di crescere fino a raggiungere le dimensioni adulte. Inoltre, costituiscono un meccanismo di protezione in caso di trauma cranico, perché con la loro elasticità attutiscono l’impatto, evitando la rottura delle ossa. Anche per questo motivo, il cranio dei bambini piccoli sopporta meglio i traumi rispetto a quello degli adulti.

La dolce carezza del vento

Il massaggio è come la carezza del vento: porta via le inquietudini dell’animo e alleggerisce il peso del corpo. (Antico detto cinese)

Quali possono essere le inquietudini di un esserino di pochi giorni? Il passaggio dalla liquida e calda intimità del grembo materno al chiasso e freddo della sala parto non è un’esperienza facile. I neonatologi parlano, non a caso, di “trauma del parto” e la stessa mamma prova nostalgia per la profonda familiarità con la vita che cresceva dentro di lei. Dopo secoli di arido pragmatismo, i pediatri più attenti stanno riscoprendo i benefici del contatto fisico tra genitori e bambini. “Massaggiare è uno dei modi più efficaci per stabilire un rapporto con il piccolo”

Quando un bambino si fa male o è triste, istintivamente lo stringiamo a noi e subito si sente meglio. Questi gesti naturali, che un tempo venivano considerati solo autosuggestioni prive di fondamento scientifico, hanno trovato invece una conferma dalle ricerche più avanzate. Per facilitare l’attaccamento mamma bambino, nei reparti di terapia intensiva neonatale viene spesso praticata la marsupio-terapia, la quale permette ai genitori di avere uno stretto contatto fisico con il proprio bambino, di poterlo coccolare e accudire, superando il timore iniziale e i sentimenti di ansia di fronte la sua apparente fragilità. 

 

Leggendo qua e la…

La balia è una persona di servizio che accudisce un neonato provvedendo anche al suo allattamento; la balia asciutta è invece chi accudisce uno o più neonati senza allattarli.

Fino agli inizi del Novecento era uso invalso nelle classi agiate o nei casi di necessità di affidare il neonato ad un’altra puerpera, scelta spesso tra i familiari di personale di servizio o tra i propri contadini, affinché provvedesse all’allattamento insieme al proprio figlio; la balia doveva essere sana e robusta per assicurare la capacità di allattare entrambi i neonati e per evitare la trasmissione di malattie. Questa pratica era dovuta, oltre ai casi di necessità quali il decesso della madre per cause inerenti al parto, alla scelta di sollevare la madre dalle incombenze e gravami dell’allattamento, per esigenze sociali, di salute o estetiche. Spesso si venivano a creare forti legami affettivi tra l’infante, la balia e il fratello di latte che potevano anche proseguire nel tempo. Nel diritto islamico la parentela di latte è parificata con quella di sangue, creando tra l’altro una compiuta vocazione ereditaria fra fratelli di latte. La pratica è stata via via superata grazie all’emancipazione delle classi subordinate e per l’affermarsi dell’allattamento con latte artificiale.