voi come lo chiamavate?

Non ditemi che non avete mai giocato a piedino! Magari molti di voi non lo chiamano piedino, (come lo chiamavate?) ma sicuramente molte ore delle vostre giovani estati le avrete dedicate a saltellare da un quadrato all’altro stando attente a non sbagliare salto e puntando sempre al sette al momento di gettare il sassolino! Io non ero molto brava e forse non mi piaceva nemmeno tanto come gioco ma lo ricordo con piacere. Ricordo con piacere il momento. Una strada privata, odore di gelsomino, bambini in festa: cosa c’è di più bello?? E adesso questo gioco compare per magia nelle case sotto forma di tappeto. Forse ne comprerò uno anch’io così i ricordi piacevoli arrederanno casa…e non si mai che diventi anche brava a saltellare!

Come scegliere il gioco del bimbo?

Ecco alcuni consigli su come scegliere il gioco ideale:

• Considerare l’età del bambino ma non farne un vincolo: molti giocattoli “crescono” insieme ai bambini che modificano il loro modo di utilizzarli in base alle loro nuove acquisizioni ed esigenze emotive.

• Non farsi condizionare dal sesso: la definizione di giochi “da maschio” o “da femminuccia” spesso corrisponde a preconcetti culturali che i bambini non hanno. Un giocattolo non condizionerà il senso di identità del bambino, che dipende da fattori ben più profondi e complessi!

• Mettere a disposizione del bambino una vasta gamma di possibili giochi affinché possa fare le sue scelte in base alle esigenze ed ai desideri del momento.

• Non demonizzare alcuni giocattoli per le loro caratteristiche aggressive e potenzialmente violente: teniamo presente che l’aggressività è una componente del corredo emotivo umano e negarla può rendere più difficile per il bambino imparare ad affrontarla e gestirla. È importante “supervisionare” tali giochi osservando l’utilizzo che il bambino ne fa.

• Cercare di orientare la scelta verso giocattoli che permettano un intervento attivo del bambino, che si possano cioè prestare a diversi utilizzi e trasformazioni in base alla fantasia del bambino che li riceve.

• Non esagerare con i giocattoli “intelligenti”, quelli cioè che hanno necessariamente una finalità didattica ed educativa: il bambino impara e cresce soprattutto fingendo, inventando, costruendo, recitando una parte.

• Favorire, man mano che il bambino cresce, giochi da condividere con altri: crescendo, infatti si sviluppa la sua capacità di giocare con altri bambini (sappiamo che il gioco è primariamente solitario fino a divenire nel tempo socializzato).

• Non scegliere necessariamente fra quelli proposti dalla moda del momento, indirizzandosi qualche volta, verso un giocattolo “alternativo”: anche se non è facile prescindere dall’influenza della pubblicità, specialmente quella televisiva, è opportuno provare a lasciarsi guidare dal proprio intuito.

• Non utilizzare nella valutazione il solo parametro economico. Non sempre infatti un giocattolo importante e costoso susciterà nel bambino curiosità, divertimento ed interesse duraturo.

• Scegliere il gioco pensando al bambino che lo riceve, e non per realizzare i propri desideri insoddisfatti (quello che non abbiamo potuto avere…) o per rivivere le emozioni della propria infanzia (il giocattolo che amavamo da piccoli…). Si potrà trovare soddisfazione e rivivere le proprie emozioni infantili dando al bambino la piena disponibilità a giocare con lui, a condividere i suoi percorsi fantastici e creativi.
A cura della Dott.ssa Cristiana De Ranieri, Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma


Giochiamo all’indovino?

Avete mai giocato all’indovino? Ecco le spiegazioni. Tutti siedono in circolo. Si sceglie un bambino che faccia da indovino e lo si invita ad allontanarsi dagli altri. Un altro bambino farà il capo, il capo batte le mani e tutti lo imitano; allora l’indovino ritorna fra gli altri, si ferma in mezzo al cerchio e tenta di indovinare chi è il capo. Il capo fa ogni genere di movimenti e smorfie e tutti gli altri bambini devono imitarlo il più prontamente possibile. L’indovino può tentare tre volte di indovinare chi è il capo, se ci riesce sceglierà lui chi sarà il prossimo capo. Buon divertimento!

L’importanza del gioco

Partendo dal presupposto che il gioco è la migliore forma di attività infantile, necessaria per tutti i bambini, è bene utilizzarlo correttamente per favorire il loro sviluppo globale. Oltre ad essere una necessità biologica e fisiologica, il gioco è per il bambino un veicolo di espressione di emozioni e di sentimenti; contribuisce alla formazione della sua coscienza morale e sociale, lo stimola a trovare nuove e ingegnose soluzioni, e lo aiuta ad adattarsi all’ambiente che lo circonda. Proprio per questo motivo, quando ci accingiamo a comprare un giocattolo per nostro figlio teniamo in considerazione normalmente tre elementi: il gioco deve educare, deve formare il bambino e deve aiutarlo nel suo sviluppo psicologico. Uno studio recente sui giochi più adatti ad ogni singola età, ha messo in rilievo che nei primissimi anni di vita, il gioco più apprezzato ed amato dal bambino è normalmente sua madre o la persona adulta che si prende cura di lui. Il gioco unisce i bambini agli adulti e viceversa. Giocare equivale a farsi conoscere e conoscere meglio i bambini, a dialogare e a creare legami più forti. Si può affermare che giocare è il miglior modo di educare.

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