L’amicizia

I vostri amici sono i vostri bisogni esauditi. E’ il vostro campo, che seminate con amore e che mietete con gratitudine. Egli è la vostra mensa e l’angolino accanto al fuoco. Perchè vi recate da lui con la fame, e lo cercate per avere pace. Se il vostro amico vi apre la mente non temete il “no” nella vostra, nè trattenete il vostro “si”. E se lo vedrete silenzioso, il vostro cuore non cessi d’ascoltare il suo cuore. Perchè senza parlare, nell’amicizia, tutti i pensieri, tutti i desideri, tutte le aspettazioni, nascono e sono condivisi con una gioia priva di clamori. Non vi attristate quando vi dividete dall’amico; Perchè le cose che amate di più in lui, saranno più evidenti durante l’assenza, come la montagna a chi sale, che è più nitida dal piano. (Gibran)

Che cos’è il Matrimonio, maestro?

”Allora Almitra di nuovo parlò e disse: Che cos’è il Matrimonio, maestro?
E lui rispose dicendo:
Voi siete nati insieme e insieme starete per sempre.
Sarete insieme quando le bianche ali della morte disperderanno i vostri giorni.
E insieme nella silenziosa memoria di dio.
Ma vi sia spazio nella vostra unione,
E tra voi danzino i venti dei cieli.
Amatevi l’un l’altro, ma non fatene una prigione d’amore:
Piuttosto vi sia un moto di mare tra le sponde delle vostre anime.
Riempitevi l’un l’altro le coppe, ma non bevete da un’unica coppa.
Datevi sostentamento reciproco, ma non mangiate dello stesso pane.
Cantate e danzate insieme e state allegri, ma ognuno di voi sia solo,
Come sole sono le corde del liuto, benché vibrino di musica uguale.
Donatevi il cuore, ma l’uno non sia di rifugio all’altro,
Poiché solo la mano della vita può contenere i vostri cuori.
E siate uniti, ma non troppo vicini;
Le colonne del tempio si ergono distanti,
E la quercia e il cipresso non crescono l’una all’ombra dell’altro”. (
Gibran)

I tuoi figli…

I tuoi figli non sono figli tuoi.

Sono i figli e le figlie dela vita stessa.

Tu li metti al mondo, ma non li crei.

Sono vicini a te ma non sono cosa tua.

Puoi dare loro tutto il tuo amore,

non le tue idee.

Tu puoi dare dimora al loro corpo,

non alla loro anima.

Perchè la loro anima

abita nella casa dell’avvenire

dove a te non è dato entrare,

neppure in sogno.

Puoi cercare di somigliare a loro

ma non volere che assomiglino a te.

Perchè la vita non ritorna indietro

e non si ferma a ieri.

Tu sei l’arco che lancia i figli verso il domani. (Gibran)