• ❤ Sarah ❤

  • “Dite: E’ faticoso frequentare i bambini. Avete ragione. Poi aggiungete: perché bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi, inclinarsi, curvarsi, farsi piccoli. Ora avete torto. Non è questo che più stanca. E’ piuttosto il fatto di essere obbligati a innalzarsi fino all’altezza dei loro sentimenti. Tirarsi, allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi. Per non ferirli”. Janusz Korczack
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  • «Limitarsi a vivere non è abbastanza. C’è bisogno anche del sole, della libertà e di un piccolo fiore.» (Hans Christian Andersen)
  • L'uomo ha bisogno delle favole. Il fascino dei racconti fantastici che lo seduce in millenni, ha il potere di riportarlo alla normalità.... camminando a braccetto con Cenerentola e la Bella addormentata nel bosco, può ritrovare l'identità' perduta e capire meglio la realtà della vita" R. Battaglia
  • Senza la fantasia, senza la capacità di sognare, senza la poesia, siamo solo degli uomini. Con la fantasia e la poesia possiamo invece volare o perlomeno sollevarci da terra quel tanto che basta per sentirci qualcosa di più.

  • Noi non vediamo il mondo come è, vediamo il mondo come noi siamo. Talmud ebraico
  • Ognuno ha il mondo che si merita. Io forse ho capito che il mio è questo qua. Ha di strano che è normale. A. Baricco
  • I bambini hanno bisogno di raccontare favole quando qualcosa risulta troppo difficile da accettare. Francoise Dolto

La mafia uccide solo d’estate

“La mafia uccide solo d’estate”, un film che diverte e commuove. Perché si può parlare di mafia, anche con un sorriso. E’ con il sorriso infatti che Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif, racconta le stragi mafiose che sconvolsero la Sicilia tra gli anni ’70 e ’90 attraverso gli occhi di un bambino, Arturo, che nasce e cresce a Palermo. Partendo dalla strage di Viale Lazio del 1969, Pif unisce elementi di finzione a immagini di repertorio e racconta l’omicidio del generale Dalla Chiesa, di Boris Giuliano, di Pio La Torre e Rocco Chinnici fino ad arrivare alle bombe di Capaci e di via D’Amelio. Filo conduttore di questa storia è l’amore di Arturo per Flora nato tra i banchi di scuola. Arturo prova a superare la timidezza e a dichiararsi a Flora, anche se sente dire dai grandi che le donne sono pericolose, perché ogni omicidio “è solo una questione di femmine”. Sarà proprio quell’amore che lo spingerà a diventare giornalista e ad aprire gli occhi pian piano sulla realtà. Non bisogna preoccuparsi degli omicidi e delle sparatorie, perché La mafia uccide solo d’estate gli assicura il padre; e Arturo ci crede. Come crede che Andreotti sia una brava persona in quanto “amico degli amici”, tanto da arrivare a chiedere a Dalla Chiesa, nella sua prima intervista: “L’onorevole Andreotti dice che l’emergenza criminalità è in Calabria e in Campania, Generale, ha forse sbagliato regione?”. Il film, vincitore del Premio del Pubblico al Torino Film Festival riesce a farci vivere la Palermo di quegli anni e merita di essere sostenuto. E non solo come tributo alla memoria dei tanti caduti per mano criminale, ma perché quella Palermo dove la mafia sembra lontana, rivive oggi in tante nostre città, solo apparentemente estranee a questo fenomeno. La mafia ci uccide tutti, un pochino, ogni giorno. Pif ha colto una verità di per sé poco appariscente, e ce la mostra da dietro una maschera di apparente ingenuità e goffaggine, che fa ridere e commuovere, di quelle lacrime che arrivano da non si sa bene dove e rimangono anche dopo che le hai asciugate.

il-poster-ufficiale-del-film-di-pif

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Winter…da vedere?

l film è ispirato alla storia vera del delfino Winter e della comunità che si unisce per salvargli la vita: mentre nuota libero, un giovane delfino rimane impigliato in una trappola per granchi e riporta gravi ferite alla coda, viene soccorso e trasportato al Clearwater Marine Hospital, dove gli viene dato il nome Winter. Ma la sua lotta per sopravvivere è solo all’inizio. La perdita della coda può costargli la vita e saranno necessarie l’esperienza di un appassionato biologo marino, l’ingegno di un brillante medico esperto di prostetica e l’incrollabile devozione di un ragazzo per portare a compimento un miracolo – un miracolo che non solo ha salvato Winter, ma è riuscito ad aiutare migliaia di persone in tutto il mondo.

La tigre e la neve

Se muore lei, per me tutta questa messa in scena del mondo che gira, possono anche smontare, portare via, schiodare tutto, arrotolare tutto il cielo e caricarlo su un camion col rimorchio, possiamo spengere questa luce bellissima del sole che mi piace tanto… ma tanto… lo sai perché mi piace tanto? Perché mi piace lei illuminata dalla luce del sole, tanto… portar via tutto questo tappeto, queste colonne, questo palazzo… la sabbia, il vento, le rane, i cocomeri maturi, la grandine, le 7 del pomeriggio, maggio, giugno, luglio, il basilico, le api, il mare, le zucchine… le zucchine…

dal film “La tigre e la neve”

Mi è venuto in mente un film del 1985!

Proprio ieri sera, mentre vi parlavo della favola del sole e della cometa mi è venuto in mente un film che ha quasi la mia età e che avrò visto senza scherzare almeno un centinaio di volte… Non credo sia stato un grande successo ma già all’età di sei anni lo avevo eletto a mio film preferito. Il titolo è Lady Hawk diretto da Richard Donner, con protagonisti Matthew Broderick, Rutger Hauer e Michelle Pfeiffer. Certe volte basta una semplice frase o una favola, come in questo caso, a riaprire i cassettini della memoria. Poi una semplice ricerca in internet ed ecco la trama:

« Sempre insieme, eternamente divisi… »

Durante il Medioevo, nel castello d’Aguillon, il piccolo ladro Philippe Gaston, detto il Topo, riesce a fuggire dalle prigioni del castello di Aguillon poco prima della sua esecuzione; durante la fuga dalla città rischia di venire nuovamente catturato dalle guardie del Vescovo ma in suo aiuto accorre l’ex capitano Etienne Navarre che, battendosi contro i suoi vecchi soldati, lo porta al sicuro. Per Phillipe non sarà facile capire che il suo oscuro salvatore è in realtà vittima di una maledizione, scagliata contro di lui e la sua amata, Isabeau d’Anjou, dal malvagio Vescovo. Infatti il corrotto prelato, invaghitosi della giovane e non sopportando l’idea di saperla felice insieme a Navarre, ha fatto un patto col diavolo per mezzo del quale ha condannato i due ad una vita infelice, senza la possibilità di incontrarsi: di giorno lei sarà lo splendido falco che Navarre cura e protegge, di notte lui sarà un feroce lupo nero, docile solo alle carezze di Isabeau. Ma Navarre non sopporta più la sorte che lo tormenta ormai da tempo e in Philippe, riuscito a venir fuori dalle blindatissime prigioni del castello, egli vede l’unica possibilità di aiuto: vuole rientrare in città per uccidere il Vescovo, quindi togliersi la vita, sacrificando anche Isabeau. Quando, in un agguato, il falco viene ferito, Philippe chiede soccorso al vecchio eremita Imperius, un tempo monaco al castello e colpevole d’aver tradito con il Vescovo il segreto dei due amanti. Imperius salva Isabeau e rivela al giovane di aver ricevuto, in sogno, una rivelazione: ben presto ci sarà l’opportunità di rompere la maledizione e far tornare normali i due innamorati, poiché ci sarà un giorno senza la notte e una notte senza il giorno, ma per farlo Navarre dovrà rinunciare al suo proposito di vendetta sul Vescovo. Il monaco si mette in viaggio insieme ai tre per riuscire a convincere Navarre a desistere dal suo folle piano suicida e tentare l’unica strada che permetta a lui ed Isabeau di ritrovare insieme la felicità che meritano. Navarre entra in chiesa a cavallo per uccidere il Vescovo, Philippe vi entra attraverso i tombini per osservare la scena, il monaco Imperius, da lontano, attende il segnale del suono delle campane per uccidere il falco-Isabeau. Quando tutto sembra volgere al termine, dopo la lotta contro le guardie del Vescovo, Isabeau compare all’ingresso della chiesa. Imperius, che aveva avuto l’ordine di Navarre di uccidere il falco se le campane avessero suonato, aveva invece capito che “la notte senza il giorno ed il giorno senza la notte” era l’eclissi di sole, che si stava svolgendo proprio in quel momento. Ora i due, entrambi in carne ed ossa, affrontano il Vescovo che vorrebbe colpire la donna alle spalle, ma Navarre, complice “il Topo” che nel frattempo gli passa lo spadone, infilza il perfido prelato. Lo avete mai visto?

Hanry ti presento Sally

Harry: Ci ho pensato tanto… e il risultato è che ti amo. 

Sally: Cosa? 

Harry: Ti amo. 

Sally: E che cosa pensi che ti risponda adesso? 

Harry: Per esempio: anch’io ti amo. 

Sally: Preferisco: me ne vado. 

Harry: Allora non significa niente per te? 

Sally: Mi dispiace, Harry. Lo so che questa è la notte di capodanno, lo so che ti senti solo ma tu non puoi arrivare qui, dirmi che mi ami e aspettarti che questo risolva tutto. Le cose non funzionano in questo modo. 

Harry: Bè, e come funzionano? 

Sally: Non lo so! Ma non in questo modo… 

Harry: Allora proviamo così: ti amo quando hai freddo e fuori ci sono 30 gradi, ti amo quando ci metti un’ora a ordinare un sandwich, amo la ruga che ti viene qui quando mi guardi come se fossi pazzo, mi piace che dopo una giornata passata con te sento ancora il tuo profumo sui miei golf e sono felice che tu sia l’ultima persona con cui chiacchiero prima di addormentarmi la sera. E non è perché mi sento solo. E non è perché è la notte di capodanno. Sono venuto stasera perché quando ti accorgi che vuoi passare il resto della vita con qualcuno, vuoi che il resto della vita cominci il più presto possibile! 

Sally: Ecco! Tanto sei il solito imbroglione! Dici cose del genere, e mi spieghi poi come faccio a odiarti io? 

E invece io ti odio! Ti odio. Sul serio… ti odio… 

E si baciano…  

The bucket list

The Bucket list, in Italia Non è mai troppo tardi. Un magnate d’industria multimilionario (Jack Nicholson) ed un umile meccanico (Morgan Freeman) si ritrovano a condividere il medesimo triste destino: entrambi si ritrovano ricoverati nella stessa stanza d’ospedale ammalati di cancro, entrambi sono malati terminali. I due non si danno per vinti e, desiderando trascorrere al meglio il tempo che rimane loro da vivere, decidono di fare tutto ciò che non hanno mai potuto per motivi di tempo, per pigrizia o per mancanza di denaro. Insieme decidono di imbarcarsi in una straordinaria avventura on the road lungo il viaggio della vita, diventando grandi amici e vivendo al massimo fantastiche imprese. Continuando a depennare la lista delle esperienze da vivere, si paracadutano nell’immenso vuoto dei cieli, affrontano bizzarre corse automobilistiche e visitano straordinarie meraviglie come il Taj Mahal, scoprendo il Mondo e riscoprendo se stessi prima che sia troppo tardi…

Alice’s Adventures in Wonderland

Alice in Wonderland è un film diretto da Tim Burton, la cui uscita è prevista per il 3 marzo (La première mondiale si è tenuta a Londra il 25 Febbraio 2010). L’opera, definita dallo stesso Burton un nuovo territorio nel quale non si era mai inoltrato mescola tecnologie visive e di fotografia tra live action e motion capture. Contrariamente a quanto si pensava, non è stata inclusa all’interno del processo creativo la tecnica della stop’n motion, spessissimo presente all’interno dei lavori Burtoniani. La MPAA ha ritenuto necessario avvertire il pubblico del fatto che per poter visionare questo film gli spettatori più piccoli debbano esser accompagnati da figure adulte per la presenza di “Azione di tipo fantastico e violenza, incluse immagini che potrebbero suggestionare i più piccoli ed un Brucaliffo che fuma”. Il film narra di eventi seguenti alle rocambolesche avventure vissute dalla ragazzina narrate nei romanzi “Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie” e “Attraverso lo specchio e quel che Alice vi tovò” di Lewis Carrol. Difatti la ritroviamo cresciuta, all’età di diciannove anni.