• ❤ Sarah ❤

  • “Dite: E’ faticoso frequentare i bambini. Avete ragione. Poi aggiungete: perché bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi, inclinarsi, curvarsi, farsi piccoli. Ora avete torto. Non è questo che più stanca. E’ piuttosto il fatto di essere obbligati a innalzarsi fino all’altezza dei loro sentimenti. Tirarsi, allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi. Per non ferirli”. Janusz Korczack
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  • «Limitarsi a vivere non è abbastanza. C’è bisogno anche del sole, della libertà e di un piccolo fiore.» (Hans Christian Andersen)
  • L'uomo ha bisogno delle favole. Il fascino dei racconti fantastici che lo seduce in millenni, ha il potere di riportarlo alla normalità.... camminando a braccetto con Cenerentola e la Bella addormentata nel bosco, può ritrovare l'identità' perduta e capire meglio la realtà della vita" R. Battaglia
  • Senza la fantasia, senza la capacità di sognare, senza la poesia, siamo solo degli uomini. Con la fantasia e la poesia possiamo invece volare o perlomeno sollevarci da terra quel tanto che basta per sentirci qualcosa di più.

  • Noi non vediamo il mondo come è, vediamo il mondo come noi siamo. Talmud ebraico
  • Ognuno ha il mondo che si merita. Io forse ho capito che il mio è questo qua. Ha di strano che è normale. A. Baricco
  • I bambini hanno bisogno di raccontare favole quando qualcosa risulta troppo difficile da accettare. Francoise Dolto

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Home schooling

Niente più scene di terribili crampi allo stomaco o di termometri che scottano dopo esser stati opportunamente collocati su una lampadina. Niente più frasi del tipo “mamma non mi va di andare a scuola” o nessuna indecisione sulla possibilità o meno di entrare per paura di un’interrogazione. Oggi, molti bambini imparano nel salotto di casa. Niente più scuole ma “ambienti educativi”: l’homeschooling è un fenomeno che sta prendendo sempre più piede, anche in Italia. I sostenitori muovono da concezioni comuni: i bambini devono poter esprimere la loro individualità e le loro attitudini attraverso percorsi adatti e personali; devono essere seguiti con amore nell’apprendimento; essere educati all’autonomia e all’indipendenza; e sviluppare la sete di conoscenza senza costrizioni derivanti da orari, scadenze e limiti. “I fautori della homeschooling – scrive Sandra Chistolini, ordinario di pedagogia dell’Università di Roma Tre – lamentano il fatto che il sistema educativo pubblico continua ad anticipare l’età di ingresso dei piccoli nella scuola, allontanandoli troppo presto dalle cure amorevoli ed attente della famiglia. Per chi opta per l’homeschooling, le ragioni del cuore, dell’affetto familiare, dell’amore, dell’attenzione da rivolgere al bambino sono prioritarie, rispetto alla conformità ad una norma comune dominante, ma non esclusiva. Tali ragioni sono giustificate dalla filosofia che vede nella persona il valore più alto da tutelare e salvaguardare, anche in contrapposizione alle istituzioni che, perseguendo un certo bene comune, talvolta dimenticano la visione d’insieme dell’educazione volta al bene”. Una risposta di quanti oggi credono che la scuola pubblica non possa offrire ai loro figli la migliore educazione possibile e che hanno sviluppato, a volte anche unendo le forze e creando dei piccoli gruppi, sistemi alternativi basandosi sul metodo Steiner o su quello Montessori. Molte iniziative sono confluite in blog o siti internet nei quali è possibile scaricare programmi o materiali didattici nell’ottica di uno scambio e di una condivisione dei risultati. Ad esempio su www.educaresano.net si legge: “I voti si lascino ai monaci, le promozioni al campionato di calcio e le bocciature ai virtuosissimi del gioco delle bocce. Preferiamo un figlio libero di decidere e consapevole della sua importanza e unicità, sicuro di poter dare un valido contributo a chi lo circonda, piuttosto di un avido individuo in corsa per il potere e per il denaro, magari ricco, ma incapace di dare un senso a ciò che esiste, magari socialmente ben inserito, ma rassegnato a dover essere incastrato in situazioni che altri gli hanno imposto, rendendolo incapace di agire e di reagire”. Ma siamo sicuri che tutti quelli che hanno frequentato una scuola siano diventati così? Bisogna riconoscere che l’homeschooling priva i bambini di un’esperienza di vita fondamentale e formativa prima di tutto dal punto di vista sociale e umano: sviluppare la propria individualità è sempre possibile anche frequentando una scuola pubblica; inserirsi in un contesto lavorativo e far parte di un gruppo di lavoro diventa più difficile se per anni si è rimasti nel proprio salotto di casa con mamma e papà senza aver mai affrontato una sfida o uno scontro con un compagno o con un docente. “Il bambino sottratto alla scuola – continua Sandra Chistolini – è privato dell’ambiente di vita che è proprio all’età, ambiente nel quale egli impara con i compagni, incontra insegnanti lodevoli e meno lodevoli, assapora le regole del vivere comune ed apprende a relazionarsi a se stesso, alle altre persone, alle cose che lo circondano e che egli governa con la sua intelligenza e la sua volontà. Il dialogo tra genitori ed insegnanti, la partnership tra famiglia e scuola sono lo strumento e il patto della via sociale all’educazione. Si possono considerare le ragioni familiari che giustificano la homeschooling, ma è difficile trovare le ragioni pedagogiche dell’autoesclusione dalla scuola. La homeschooling mostra di essere interessata allo sviluppo della persona, a prescindere dalla società, e fa dipendere la riuscita del sistema sociale dalla formazione dell’individuo, eliminando i fattori di disturbo nel percorso. Non c’è conflitto da sostenere e per questo non si attivano neanche i meccanismi della sana competizione. Isolare i figli dal sistema educativo che si considera negativamente, potrebbe essere una buona soluzione per salvare i bambini dalle sconfitte della vita quotidiana” ma non è detto che per loro sia un bene. Che ne pensate?

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