• ❤ Sarah ❤

  • “Dite: E’ faticoso frequentare i bambini. Avete ragione. Poi aggiungete: perché bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi, inclinarsi, curvarsi, farsi piccoli. Ora avete torto. Non è questo che più stanca. E’ piuttosto il fatto di essere obbligati a innalzarsi fino all’altezza dei loro sentimenti. Tirarsi, allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi. Per non ferirli”. Janusz Korczack
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    mauri53 su Andando in giro per stori…
    Franco su Mobile bar in vendita
    Lilia da Frusseda su MIMMO
  • «Limitarsi a vivere non è abbastanza. C’è bisogno anche del sole, della libertà e di un piccolo fiore.» (Hans Christian Andersen)
  • L'uomo ha bisogno delle favole. Il fascino dei racconti fantastici che lo seduce in millenni, ha il potere di riportarlo alla normalità.... camminando a braccetto con Cenerentola e la Bella addormentata nel bosco, può ritrovare l'identità' perduta e capire meglio la realtà della vita" R. Battaglia
  • Senza la fantasia, senza la capacità di sognare, senza la poesia, siamo solo degli uomini. Con la fantasia e la poesia possiamo invece volare o perlomeno sollevarci da terra quel tanto che basta per sentirci qualcosa di più.

  • Noi non vediamo il mondo come è, vediamo il mondo come noi siamo. Talmud ebraico
  • Ognuno ha il mondo che si merita. Io forse ho capito che il mio è questo qua. Ha di strano che è normale. A. Baricco
  • I bambini hanno bisogno di raccontare favole quando qualcosa risulta troppo difficile da accettare. Francoise Dolto

Ormai è quasi tutto pronto!

10388600_10205478145901484_7973040443132949958_nChe fine ho fatto? No, non sono scappata e nemmeno sparita, ho avuto giusto qualche piccolo preparativo da dover affrontare! Ormai siamo arrivati alla fine di questa bella storia chiamata gravidanza vissuta tra alti e bassi, con paure, preoccupazioni e tanta, tantissima gioia. La curiosità è la mia migliore amica in questo periodo. Curiosa di sapere quanto sarà piccolo, che fisionomia, che colore degli occhi, avrà i capelli? sarà un bimbo bravo? mi farà disperare dai primi giorni? Sarà per questo che la chiamano anche Attesa?!

e voi pensavate che le cose non cambiano!

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Educare

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E quando parlerai di educare, non dimenticare che è sempre all’autonomia.
Perchè come per ogni essere vivente, educare è far crescere sulle proprie radici.
E non dimenticare neppure che educare sarà sempre alla libertà.
Educare è indicare una strada, mostrare dei punti di riferimento e lasciar partire… E da parte tua lasciar cadere l’illusione che sarà la medesima strada percorsa da te.
Come per un gabbiano, educare vorrà dire dare energia e coraggio e lanciarlo nel cielo. Senza pensare di essere il solo a educarlo, perchè l’aria e il suo coraggio lassù sosterranno il suo volo.
Non potrai formare esseri liberi se non donando libertà. E solamente vivendo il rischio della responsabilità ne farai esseri responsabili.
Stare in piedi, camminare. Aprire la bocca e parlare, esprimersi. Saranno queste per un bambino le esperienze necessarie per diventare pure lui uomo come te.
Ma da ciò riconoscerai domani il suo valore di adulto: la solidità di stare in piedi da solo e una parola aperta, che non si nutra di ambiguità.
Educare è educare alla differenza. E il primo a comprenderlo sarai proprio tu.
Come una madre vedrai l’altro diventare grande e ogni giorno di più allontanarsi da te, differente.
Educare sarà accompagnarlo per mano, ma poi seguirlo soltanto con lo sguardo… sarà farsi vicino per poi porre fra di voi una distanza, che tuttavia vi legherà diversamente. E per sempre.
Educare è costruire un essere umano. E aiutarlo ad amare cio’ che è differente, piuttosto che averne paura.
Perche’ sarà solo fra le differenze che vivrete la vostra vita di creature umane.
E mentre il simile non farà che consolidare cio’ che sei, il differente ti interpellerà e ti farà avanzare…
Educare è trasmettere un sapere o una tradizione, per veder sorgere da essa una creatività nuova e diversa: l’avvenire in questo modo prenderà forza in ciò che oggi tu saprai dare.
Ma la libertà di essere differente resterà la tua lezione più grande.

bambini nati sotto un cavolo

Per secoli nelle regioni dell’Europa Centrale il cavolo è stato l’unico alimento che, durante i mesi invernali, garantiva una quantità sufficiente di vitamine e minerali. Simbolo di vita e di fecondità veniva seminato in marzo e raccolto dopo 9 mesi in novembre, come accade con la gestazione dei bambini. A quei tempi infatti i concepimenti avvenivano principalmente in primavera e le nascite nell’autunno successivo. La ragione era semplice: i matrimoni si celebravano nei mesi invernali quando non si doveva lavorare nei campi e la nascita di un figlio si decideva in primavera perchè solo allora il contadino sapeva se i raccolti dell’annata avrebbero garantito un reddito sufficiente a mantenere la famiglia. La piantagione e la raccolta dei cavoli erano compito esclusivo della donna, che spingeva ogni piantina nel terreno aiutandosi con un punteruolo di legno. Le ragazze affacendate in questo compito si divertivano a chiedere ai giovanotti “Sapete come nascono i bambini?”
Le raccoglitrici erano chiamate levatrici (come le donne che aiutavano nel parto) perchè il loro compito era di tagliare il cordone ombelicale che legava il cavolo alla terra.

Il ruolo dei NONNI

Per un bimbo sono figure importanti: fonte, al pari dei genitori, di amore incondizionato. Testimonianza tangibile del loro passato e della continuità della loro famiglia. Senza dimenticare l’aiuto pratico che offrono alla famiglia sempre e ancor di più nei momenti di difficoltà. La stragrande maggioranza dei nonni italiani, oggi, ha un’età compresa tra 65 e 75 anni. Nonni piuttosto giovani.  Proprio per l’ampiezza della fascia d’età, esistono diverse tipologie di nonni:  – quelli giovani, con impegni di lavoro ancora pressanti hanno un ruolo marginale nella vita del nipotino;  – c’è poi la categoria dei nonni volutamente assenti: quelli che, pur disponendo di tempo libero, preferiscono investirlo nel coltivare i propri interessi;  – infine, la maggioranza in Italia, è costituita dai nonni-sempre-presenti, che spesso diventano indispensabili all’interno del ménage familiare. La caratteristica che contraddistingue il nonno dal genitore è quella del vizio: Dolci e merendine vietati da mamma e papà, sono ad esempio concessi dai nonni. E la lista dei divieti infranti potrebbe continuare (quasi) all’infinito. Che fare?

– Non è il caso di preoccuparsi a meno che esistano restrizioni alimentari cui attenersi per salvaguardare la salute del bambino.

– La loro vita è piena di adulti e continuerà a esserlo: dalle educatrici dell’asilo, ai nonni, all’insegnante di nuoto, alla mamma di un amichetto. I bambini sono duttili e adeguano il loro comportamento a seconda di chi li custodisce.

– Anche se molto piccoli, i bambini sono in grado di comprendere che i nonni non sono mamma e papà. Non bisogna temere quindi che l’eccessiva indulgenza dei nonni e le diverse regole che impongono possano rovinare l’intervento educativo dei genitori. Semplicemente, il bimbo saprà che dai nonni può trovare sempre qualcosa di buono, una coccola in più e maggior tolleranza rispetto alle trasgressioni.

– È importante, però, che mamma o papà si attengano alle loro linee guide, senza strappi. Una frase del tipo “Ti lascio mangiare due brioche perché tanto dai nonni lo faresti” non farebbe che disorientare il piccolo.

maschietto o femminuccia?

Fra le credenze più diffuse, il fatto che gli spermatozoi ‘maschili’ correrebbero più in fretta di quelli ‘femminili’, resistendo di più all’ambiente acido della vagina. Da quì l’idea negli anni Ottanta di inondare la vagina con una soluzione alcalina, come il bicarbonato, prima dei rapporti sessuali. Altra credenza diffusa riguarda la posizione del letto: le penetrazioni più profonde porterebbero ad avere figli maschi. Più di recente si è diffusa la notizia che una dieta ipercalorica della madre darebbe origine a un maschietto. Ma la verità su tutte queste credenze è scarsamente comprovata scientificamente. Ed esiste soltanto un piccolo margine di possibilità di influenzare il sesso del nascituro. Vi sono poi due strategie conosciute che si basano però su ipotesi mai dimostrate.

  • La prima parte dal presupposto che gli spermatozoi contenenti il cromosoma sessuale X (che determina il sesso femminile) sono più lenti ma vivono più a lungo rispetto agli spermatozoi contenenti il cromosoma sessuale Y (determina il sesso maschile), velocissimi ma con un ciclo vitale breve. Di conseguenza fare l’amore il giorno esatto dell’ovulazione favorirebbe il concepimento di un figlio maschio, mentre fare l’amore uno-due giorni prima aiuterebbe ad avere una bambina.
  • L’altro metodo è basato sull’idea che pesci, salumi e carni favoriscano la vitalità degli spermatozoi Y; latte, latticini e carboidrati quella degli spermatozoi X. La dieta dell’aspirante mamma per almeno tre mesi prima del concepimento dovrebbe dunque privilegiare gli uni o gli altri alimenti a seconda del sesso desiderato.

Di fatto il sesso del bambino dipende sempre e comunque dal padre e, più di preciso, dall’eventualità che l’uovo femminile sia fecondato da uno spermatozoo portatore di X o di Y. L’uovo femminile non incide sul sesso del figlio perché contiene solo il cromosoma sessuale X. Due X danno una bambina, una X e una Y un maschietto. Responsabile dei contenuti medico-scientifici: dott. Claudio Ivan Brambilla

olio Johnson’s baby

Cade un mito. L’olio Johnson’s baby, a causa delle numerose pubblicità televisive è considerato uno dei migliori idratanti per la pelle dei più piccoli e anche degli adulti: è vero???
Come sapete, sulle etichette dei prodotti gli ingredienti adoperati vengono disposti in ordine decrescente in base alla quantità in cui essi sono presenti. Se leggete il retro della confezione dell’olio in questione, troverete in primis la paraffina, uno dei primi sottoprodotti del petrolio. Quindi cosa accade? Quando applichiamo l’olio sulla pelle è come se stendessimo uno strato di plastica che non permette alla pelle di respirare, così facendo, l’acqua naturalmente presente nelle cellule della pelle, non può uscire come normalmente fa e, rimanendo intrappolata, dona alla pelle un’aspetto idratato. Allora, vi domanderete, il fatto che questo olio, usato sulla pelle bagnata, idrata 10 volte in più dei normali idratanti, è pubblicità ingannevole? Assolutamente no! Infatti, intrappolando più acqua sotto la paraffina, la pelle resta idratata più a lungo! Quanto scritto finora è stato tratto dal giornale Altroconsumo e dai numerosi articoli in interneta riguardo. Il mio rimane comunque un consiglio: prediliggete un olio naturale come quello di cocco, o di mandorle che, contenendo lipidi simili a quelli che costituiscono le membrane delle cellule della pelle vengono facilmente assorbiti e la idratano… A voi la scelta!