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  • “Dite: E’ faticoso frequentare i bambini. Avete ragione. Poi aggiungete: perché bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi, inclinarsi, curvarsi, farsi piccoli. Ora avete torto. Non è questo che più stanca. E’ piuttosto il fatto di essere obbligati a innalzarsi fino all’altezza dei loro sentimenti. Tirarsi, allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi. Per non ferirli”. Janusz Korczack
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  • «Limitarsi a vivere non è abbastanza. C’è bisogno anche del sole, della libertà e di un piccolo fiore.» (Hans Christian Andersen)
  • L'uomo ha bisogno delle favole. Il fascino dei racconti fantastici che lo seduce in millenni, ha il potere di riportarlo alla normalità.... camminando a braccetto con Cenerentola e la Bella addormentata nel bosco, può ritrovare l'identità' perduta e capire meglio la realtà della vita" R. Battaglia
  • Senza la fantasia, senza la capacità di sognare, senza la poesia, siamo solo degli uomini. Con la fantasia e la poesia possiamo invece volare o perlomeno sollevarci da terra quel tanto che basta per sentirci qualcosa di più.

  • Noi non vediamo il mondo come è, vediamo il mondo come noi siamo. Talmud ebraico
  • Ognuno ha il mondo che si merita. Io forse ho capito che il mio è questo qua. Ha di strano che è normale. A. Baricco
  • I bambini hanno bisogno di raccontare favole quando qualcosa risulta troppo difficile da accettare. Francoise Dolto

Il ruolo dei NONNI

Per un bimbo sono figure importanti: fonte, al pari dei genitori, di amore incondizionato. Testimonianza tangibile del loro passato e della continuità della loro famiglia. Senza dimenticare l’aiuto pratico che offrono alla famiglia sempre e ancor di più nei momenti di difficoltà. La stragrande maggioranza dei nonni italiani, oggi, ha un’età compresa tra 65 e 75 anni. Nonni piuttosto giovani.  Proprio per l’ampiezza della fascia d’età, esistono diverse tipologie di nonni:  – quelli giovani, con impegni di lavoro ancora pressanti hanno un ruolo marginale nella vita del nipotino;  – c’è poi la categoria dei nonni volutamente assenti: quelli che, pur disponendo di tempo libero, preferiscono investirlo nel coltivare i propri interessi;  – infine, la maggioranza in Italia, è costituita dai nonni-sempre-presenti, che spesso diventano indispensabili all’interno del ménage familiare. La caratteristica che contraddistingue il nonno dal genitore è quella del vizio: Dolci e merendine vietati da mamma e papà, sono ad esempio concessi dai nonni. E la lista dei divieti infranti potrebbe continuare (quasi) all’infinito. Che fare?

– Non è il caso di preoccuparsi a meno che esistano restrizioni alimentari cui attenersi per salvaguardare la salute del bambino.

– La loro vita è piena di adulti e continuerà a esserlo: dalle educatrici dell’asilo, ai nonni, all’insegnante di nuoto, alla mamma di un amichetto. I bambini sono duttili e adeguano il loro comportamento a seconda di chi li custodisce.

– Anche se molto piccoli, i bambini sono in grado di comprendere che i nonni non sono mamma e papà. Non bisogna temere quindi che l’eccessiva indulgenza dei nonni e le diverse regole che impongono possano rovinare l’intervento educativo dei genitori. Semplicemente, il bimbo saprà che dai nonni può trovare sempre qualcosa di buono, una coccola in più e maggior tolleranza rispetto alle trasgressioni.

– È importante, però, che mamma o papà si attengano alle loro linee guide, senza strappi. Una frase del tipo “Ti lascio mangiare due brioche perché tanto dai nonni lo faresti” non farebbe che disorientare il piccolo.

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La Pimpa… e chi non la conosce?

Vi ricordate la Pimpa? La cagnolina con i grandi pois rossi e la lingua spesso a penzoloni? Bene, stavo mettendo in ordine le mie carte e considerate che io butto ben poco, così tra una rivista e un’altra mi è saltato agli occhi un “corriere dei piccoli”, giornalino che la nonna mi faceva trovare sotto l’ultimo cuscino del divano… così presa dall’euforia del ricordo ho deciso di consultare il magico mondo di internet per sapere qualcosa in più del mio fumetto preferito quando avevo 6 anni. Pimpa quest’articolo è per te!

Francesco Tullio Altan creò il mondo della Pimpa, fatto di animali parlanti e oggetti allegramente animati, con grandi occhioni tondi e col dono della parola. Nel 1975 la Pimpa apparve nell’edizione settimanale del Corriere dei Piccoli, rimanendo presente sul periodico per bambini fino alla sua chiusura. La Pimpa vive fuori città, nella casetta dell’Armando, un signore buono ed accomodante, dalla carnagione gialla, che sfoggia due baffoni, un naso lungo, una grossa cravatta rosa, ed una bombetta verde; nei confronti della Pimpa svolge una funzione quasi paterna. Il primo incontro fra i due protagonisti avvienne in un bosco: Armando, in cerca di fragole, scorge i grandi pallini della Pimpa, e scopre che la cagnolina sa parlare, è curiosa, simpatica ed affettuosa. Armando invita a casa sua la nuova amica, e le mette a disposizione una stanza con un grande letto ed una vivacissima trapunta multicolore. Gli amici più cari della cagnolina sono il coniglio a pois celesti Coniglietto, la gatta azzurra Rosita, ed il gallo Colombino. Poi c’è Tito, un cucciolo di cane, tutto blu, che in alcune storie appare come ospite della casa di Armando. Altri personaggi, via via apparsi nelle strisce e nei cartoni sono la rondine Luisa, il pinguino Nino, la formica Bibì, la lucciola Lucia, la foca Lulù, la zebra AdeleBombo Ippopotamo,  Bella CoccinellaCiccio PorcellinoPepita, la piccola dinosaura a pois rossi come la Pimpa. C’è anche la Pimpa Gemella, che appare dallo specchio del bagno, e non si limita a riflettere l’immagine della Pimpa, ma le parla e la consiglia, ed a volte la prende in giro. Sorridente e piena di vita, la Pimpa si avventura dappertutto, esplorando il piccolo mondo attorno a sé, oppure volando in aeroplano fino in Africa, navigando in barca fino all’Australia, o ancora partendo con il razzo Egidio per volare tra le nuvole, sulla luna e in mezzo alle stelle. A sera, la cagnolina rientra dall’Armando, e gli racconta l’esperienza della giornata: se “Armandone” appare scettico, ecco che la Pimpa lo rassicura, regalandogli i souvenir dei suoi fantastici viaggi. Poi beve un bicchierone di latte e si mette a dormire, salutando gli oggetti attorno a sé e strizzando l’occhio ai telespettatori.

maschietto o femminuccia?

Fra le credenze più diffuse, il fatto che gli spermatozoi ‘maschili’ correrebbero più in fretta di quelli ‘femminili’, resistendo di più all’ambiente acido della vagina. Da quì l’idea negli anni Ottanta di inondare la vagina con una soluzione alcalina, come il bicarbonato, prima dei rapporti sessuali. Altra credenza diffusa riguarda la posizione del letto: le penetrazioni più profonde porterebbero ad avere figli maschi. Più di recente si è diffusa la notizia che una dieta ipercalorica della madre darebbe origine a un maschietto. Ma la verità su tutte queste credenze è scarsamente comprovata scientificamente. Ed esiste soltanto un piccolo margine di possibilità di influenzare il sesso del nascituro. Vi sono poi due strategie conosciute che si basano però su ipotesi mai dimostrate.

  • La prima parte dal presupposto che gli spermatozoi contenenti il cromosoma sessuale X (che determina il sesso femminile) sono più lenti ma vivono più a lungo rispetto agli spermatozoi contenenti il cromosoma sessuale Y (determina il sesso maschile), velocissimi ma con un ciclo vitale breve. Di conseguenza fare l’amore il giorno esatto dell’ovulazione favorirebbe il concepimento di un figlio maschio, mentre fare l’amore uno-due giorni prima aiuterebbe ad avere una bambina.
  • L’altro metodo è basato sull’idea che pesci, salumi e carni favoriscano la vitalità degli spermatozoi Y; latte, latticini e carboidrati quella degli spermatozoi X. La dieta dell’aspirante mamma per almeno tre mesi prima del concepimento dovrebbe dunque privilegiare gli uni o gli altri alimenti a seconda del sesso desiderato.

Di fatto il sesso del bambino dipende sempre e comunque dal padre e, più di preciso, dall’eventualità che l’uovo femminile sia fecondato da uno spermatozoo portatore di X o di Y. L’uovo femminile non incide sul sesso del figlio perché contiene solo il cromosoma sessuale X. Due X danno una bambina, una X e una Y un maschietto. Responsabile dei contenuti medico-scientifici: dott. Claudio Ivan Brambilla

testardo, chi io?

Voi tutti genitori probabilmente avete gia assistito ad un attacco di testardaggine di vostro figlio. Sembra una cosa terribile. Gia sapete come va: in mezzo al negozio il bambino si mette a urlare e a pestare i piedi perché non volete comprargli per esempio dei giocattoli o dei dolci. Il vostro ragazzino di belle speranze puo farvi perfino una scenata, mentre voi piuttosto sprofondereste dalla vergogna non sapendo piu come farlo calmare. Quali sono le cause di un simile comportamento e come fronteggiarlo? Il fatto e che la testardaggine nel periodo tra i due e i tre anni d’eta e una manifestazione del tutto normale, anche se puo sembrare strano. Il bambino di due anni inizia a diventare indipendente; il suo mondo comincia a prendere forma e inizia a scoprire le proprie capacita rendendosi conto che e in grado di fare gia parecchie cose da solo. Si sente dire da lui sempre piu spesso “faccio da solo” in quanto il bambino effettivamente e sempre piu sicuro di sé e delle sue capacita; ovviamente non tutto gli va secondo i suoi piani e qui appaiono le conseguenze: il bambino e visibilmente agitato, pesta i piedi per terra, urla, nei casi piu disperati si butta a terra senza piu forze dove continua la sua ribellione. Vi dovete rendere conto che il bambino non fa tutto questo per farvi arrabbiare o per opporsi a voi a tutti i costi, ma in questo modo esprime la sua disperazione per i suoi insuccessi. Si sente scoraggiato perché non tutto va come si aspettava o perché non puo ottenere tutto quello che gli piacerebbe. Come reagire? Anche se siete sotto choc per la testardaggine del bambino, non rispondete con rabbia e urlando; la cosa migliore da fare e di provare a spiegargli con calma perché qualche cosa non e andata come lui voleva e perché non puo ottenere tutto quello che desidera. La vostra vicinanza e la sensazione che lo capite e gli volete bene aiuteranno il bambino a comprendere che il suo insuccesso non significa una sconfitta totale. Con una reazione calma gli farete capire che con la rabbia e le urla non si ottiene cio che si desidera. Il bambino deve conoscere oltre al suo mondo, anche il mondo degli altri nel quale esistono determinate regole. Deve imparare ad avere riguardo degli altri, ad adattarsi ed a stipulare accordi. Insomma, deve sapere che non puo ottenere sempre quello che vuole in quanto anche le altre persone hanno le loro esigenze e che quindi qualche volta deve rinunciare a qualche suo desiderio. Cosa si puo fare per calmare la testardaggine? Non si puo evitare completamente la testardaggine e anche non si deve farlo; e un male inevitabile sulla strada della crescita. Si puo alleviarla in qualche modo o tenendosi pronti a questa in modo tale da non perdere la testa in quel determinato momento. Se al bambino accade spesso di esser preso dalla testardaggine durante la spesa, attenetevi agli accordi stabiliti. Prima di andare a far compere col bambino, mettetevi d’accordo con lui su quello che puo scegliere o che gli comprerete. In tal modo avra dei chiari limiti delineati e non cerchera di manipolarvi in negozio. Se quel giorno non avete intenzione di comprargli niente spiegateglielo gia prima; magari potete proporgli di scegliere da solo gli spaghetti. Potete distrarlo con dei compiti che gli daranno la sensazione di essere importante. Usate questa strategia anche quando un attacco di testardaggine si sta avvicinando, deviando velocemente l’ attenzione cosi che si dimentica che cosa voleva ottenere. Potete evitare la testardaggine con successo anche a casa e fuori mettendolo a conoscenza delle regole in anticipo. Se avete intenzione di andare da qualche parte, diteglielo in anticipo per prepararsi; se, per esempio, lo distraete proprio quando e immerso nel gioco, vi e una forte probabilita che si opporra e non vorra andare da nessuna parte. Qualche volta non e facile far fronte alla testardaggine; in ogni caso provate ad essere pazienti ed a sopportare l’attacco il piu possibile in modo calmo. Vi conviene! Vi puo consolare che il “periodo della testardaggine” e fugace e che presto arrivera il tempo in cui il vostro bambino si adattera piu facilmente ed affrontera il mondo attorno a sé. Sara la fine della contestazione, beh, almeno per alcuni anni!

bimbo prepotente?

Arriva nella vita di ogni bambino il momento in cui si confronta con altri coetanei. Per alcuni bambini questo momento arriva solamente quando entrano all’asilo, per altri gia prima. E vero che i genitori e i parenti sono le persone piu importanti della sua vita in quanto fanno parte in gran misura dell’ambiente nel quale si sviluppa la personalita del bambino. I suoi coetanei rappresentano cio con i quali puo mettersi alla prova e conoscere i diversi aspetti della sua personalita. Ovviamente tutto non si svolge senza vari conflitti e ostacoli… Che cosa fare se il vostro bambino si comporta prepotentemente nei confronti di altri bambini?  Non abbattetevi cercando di trovare cosa avete fatto di sbagliato per avere un bambino cosi prepotente. Dovete rendervi conto che l’aggressivita fa qualche volta parte della personalita del bambino che lui esperimenta; in minor o in maggior misura, a secondo dei bambini. Forse il vostro piccolino si comporta prepotentemente nei confronti di un suo coetaneo col quale gioca spesso in giardino e voi siete gia preoccupati perché non sapete quale potrebbe esserne la causa? E in particolare non sapete come risolvere il problema. In questi casi evitate di intromettervi nel gioco del bambino (tranne in casi estremi ovviamente, quando e veramente necessario), altrimenti creerete una situazione che e rivolta agli adulti. In simili casi, ogni genitore prende in genere la difesa del proprio bambino e questo potrebbe condurre a dei conflitti fra gli adulti non fra bambini. Questo confonde i bambini. Se i bambini, nel gioco, non vanno mai d’accordo perché uno prevale costantemente sull’altro ed e aggressivo, questo e probabilmente il segno che i bambini caratterialmente sono troppo diversi. In tal caso e meglio cercare un altro “amichetto” col quale giocare. Se il vostro bambino e di natura vivace e decisa, cercategli un coetaneo che gli assomiglia. Tutti e due si sentiranno bene e se la caveranno anche meglio insieme. Cosa fare se il bambino si comporta prepotentemente all’asilo? La maestra si lamenta che il vostro bambino si comporta in modo aggressivo nei confronti degli altri bambini del gruppo e che quindi i bambini iniziano ad evitarlo. Come agire? Provate a capire che l’aggressivita non deriva sempre dalla cattiveria e che lo stesso bambino non sa probabilmente perché si comporta in modo aggressivo. La prepotenza e spesso un segno che il bambino e insicuro, che non ha autostima. Semplicemente il bambino non sa cosa fare con i sentimenti aggressivi, come controllarli. Se e prepotente con gli altri bambini, questi iniziano ad ignorarlo, non giocano volentieri con lui, e lui diventa sempre piu isolato e dunque sempre piu insicuro. Cerca in qualche modo di nascondere, con il suo comportamento aggressivo, il fatto di essere in realta sensibile e solo. Il circolo vizioso così è chiuso. Proprio per questo e importante, per i bambini aggressivi, che al loro comportamento non si reagisca con parole forti o ancora peggio con punizioni corporali. In tal modo semplicemente si rafforzera la sua prepotenza. E preferibile affrontare l’aggressivita col dialogo, in questo modo forse si riuscira a sapere che cosa l’opprime. Cercate di stargli vicino il piu possibile e di rafforzare la sua autostima. Trovate insieme altri modi piu accettabili di comportarsi con i coetanei; siate pazienti perché l’aggressivita e un segno che il bambino non si sente bene e non e colpevole di questo atteggiamento. Quando i coetanei incominciano ad evitarlo per via del suo comportamento non accettabile, significa per lui un ripudio maggiore. Cercate quindi di stargli vicino fino ad un certo punto, fategli sapere che lo comprendete e lo sostenete ma che nonostante cio non approvate il suo comportamento. Se nonostante tutto vi sembra che il bambino debba essere punito per il suo comportamento prepotente, non usate la forza fisica altrimenti rafforzerete la sua aggressivita. Cercate di trovare qualche punizione piu ragionevole come per esempio un compito domestico leggero, oppure vietategli di guardare la televisione (punizione educativa!). Parlatene anche, ovviamente, con la sua maestra d’asilo; che non lo isoli, ma lo aiuti a ristabilire rapporti normali con i suoi coetanei. Se la maestra, comunque, e comprensiva e coscienziosa, sapra gia da sola come sia meglio intervenire. In ogni caso, seguite sempre il comportamento del bambino e la sua posizione nel gruppo.

bambini Indaco

“Chi sono? Perché vengono  chiamati così? Come possiamo capire se nostro figlio è un Bambino Indaco?” Procediamo per gradi. La definizione “Indaco” è stata usata per la prima volta da Nancy Ann Tappe,  che nel 1982 scrisse un libro sull’argomento (Capire la vostra vita attraverso il Colore).  Nancy, scrittrice, sensitiva e terapeuta, è in grado di vedere quelli che lei chiama “i colori della vita”  ed ha un metodo personalissimo per “leggere” questi colori. Alla fine degli anni settanta, Nancy incominciò a notare una trasformazione nei colori vitali, con alcuni colori, come il fucsia o il rosso cremisi,  che tendevano ad affievolirsi o a scomparire. Tuttavia la sua ricerca iniziò soltanto negli anni ottanta, quando  alcuni genitori,  preoccupati per il comportamento anomalo, “fuori dagli schemi” dei loro bambini, si rivolsero a lei per esseri aiutati.  Con sorpresa Nancy si accorse che il colore vitale di tutti questi bambini  tendeva all’azzurro violaceo. Di qui la definizione “Bambini Indaco”.

Chi sono dunque i Bambini Indaco?  Ecco come li descrivono Lee Carroll e Jan Tober nel loro libro “The Indigo Children”.

…Un Bambino Indaco è una creatura che possiede attributi psicologici insoliti e particolari e che ha un modello comportamentale diverso da quelli a cui siamo abituati.  Di conseguenza, molto spesso i genitori di questi bambini si trovano spiazzati ed impreparati nel difficile compito di educare i loro figli. Ignorare questi nuovi modelli significa creare squilibrio e frustrazione nella mente di questi preziosi bambini. Ci sono diversi tipi di bambini Indaco, ma per ora ci limiteremo a darvi un elenco delle loro principali caratteristiche con i più comuni modelli comportamentali.

-Vengono al mondo con un senso di regalità (e spesso agiscono con regalità)

– Pensano di “meritarsi di essere qui” e sono sorpresi quando gli altri non condividono questo loro punto di vista.

– Non hanno problemi di autostima. Spesso essi dicono ai loro genitori “chi sono”.

– Hanno difficoltà ad accettare  l’autorità (soprattutto quando è imposta ed immotivata).

–  Si rifiutano di fare alcune cose. Per esempio non amano aspettare in coda.

– Si sentono frustrati dai metodi  tradizionali che non richiedano l’impiego della loro creatività.

– Spesso, sia a casa sia a scuola, trovano la soluzione più logica per fare le cose, il chè può farli apparire anticonformisti e ribelli.

– Sembrano asociali a meno che non si trovino con i loro. simili.  Se non ci sono bambini con la loro stessa consapevolezza, si sentono incompresi e  tendono a chiudersi in se stessi. L’ambiente scolastico  è spesso estremamente difficile per loro.

–  Non rispondono a discipline basate sul senso di colpa.

–  Non si sentono in imbarazzo a parlare delle loro necessità….. “

Bibliografia:  Lee Carroll e Jan Tober “The Indigo Children” – Ed. Hay House Inc.


Giochiamo all’indovino?

Avete mai giocato all’indovino? Ecco le spiegazioni. Tutti siedono in circolo. Si sceglie un bambino che faccia da indovino e lo si invita ad allontanarsi dagli altri. Un altro bambino farà il capo, il capo batte le mani e tutti lo imitano; allora l’indovino ritorna fra gli altri, si ferma in mezzo al cerchio e tenta di indovinare chi è il capo. Il capo fa ogni genere di movimenti e smorfie e tutti gli altri bambini devono imitarlo il più prontamente possibile. L’indovino può tentare tre volte di indovinare chi è il capo, se ci riesce sceglierà lui chi sarà il prossimo capo. Buon divertimento!