arcobaleno e… bimbi

La leggenda narra che, quando nasce un bambino,
Dio crea un ponte tra il cielo e la terra: l’arcobaleno,
per perpetuare un patto d’amore con il mondo e l’umanità.

Ogni bimbo è un dono di tenerezza dai colori dell’iride.
L’arco è un mezzo cerchio, una metà di bene regalata da Dio ad ogni fanciullo, il quale ha come compito, durante il percorso della vita, di completarlo in un unico insieme rotondo ed armonico.

Il cerchio dell’esistenza è concluso da un ultimo punto,
un atomo indissolubile che, alla fine della vita,con una scintilla divina ci unisce al Padre, per ritornare a Lui, tra le sue braccia.

Ogni giorno ha un regalo per i suoi figli…
Il mondo con le sue mani di vento accarezza la mente.
La natura con toni di luce illumina gli occhi dell’anima.
Il tepore del sole fa battere il cuore.
Festa, quando si nasce è un giorno di festa!
Le piante danno ossigeno al respiro.
La musica è il battito del sangue che scorre nelle vene.
Cascate di lacrime per la gioia della vita.
Il profumo della terra, appena baciata dalla pioggia,
s’impregna nella memoria, fino ad arrivare al cuore.
Come creta si plasma il ricordo di un sogno antico.
Un campo di grano bagnato, papaveri spavaldi fanno capolino qua e là, fiordalisi impauriti spuntano sparuti con il loro caldo azzurro.
Nell’aria l’odore gradevole dei fiori di campo.
Il dolce sapore del succo della frutta nutre d’ingenuità il corpo.
Vivere un’essenza concessa, esistere per il creato,riscaldati dalla rassicurante coperta della natura.
Vivere per la gente, per dare noi stessi a tutti quanti.
La volta celeste notturna è incastonata di stelle dorate.
La luna d’argento nel cielo aspetta un racconto,
un pensiero, il soffio di una favola fatata, incantata.
Ad ogni bambino piccino, si racconta così la leggenda dell’arcobaleno, come figlio di Dio, del mondo, della natura umana, si sente persona nell’universo e con il cuore in mano va incontro al destino, al domani, fino ad arrivare a concludere il suo cerchio d’amore.
Ogni tanto dalla tasca toglie il fazzoletto per asciugare le lacrime, ma quando alza gli occhi al cielo e vede l’arcobaleno,un sorriso gli si strappa dalle labbra,
rammenta che Dio è vicino a lui e che lo sta tenendo per mano.

I sette… o sei colori dell’arcobaleno?

Isaac Newton, originariamente (1672), nominò solo cinque colori primari: rosso, giallo, verde, blu e violetto. Solo più tardi introdusse l’arancione e l’indaco, dando sette colori in analogia con il numero di note in una scala musicale. In realtà oggi sappiamo che l’intervallo di lunghezze d’onda visibile all’uomo (380 – 760 nm) è suddivisibile in sei famiglie di colori, nelle quali non è compreso l’indaco. Newton parlò di sette colori, scorgendo tra il blu e il violetto un altro colore, ma forse venne influenzato dalle convinzioni e dalla religione dell’epoca.

L’arcobaleno

L’arcobaleno è un fenomeno ottico e meteorologico che produce uno spettro (quasi) continuo di luce nel cielo quando la luce del Sole attraversa le gocce d’acqua rimaste in sospensione dopo un temporale, o presso una cascata o una fontana. Visivamente è un arco multicolore, rosso sull’esterno e viola sulla parte interna; la sequenza completa è rosso, arancione, giallo, verde, azzurro, indaco evioletto. In realtà i colori dell’arcobaleno sono sei, ma viene aggiunto l’indaco, che in realtà non è un colore e che è semplicemente una sfumatura di viola, semplicemente per arrivare al numero sette che è considerato più solenne. Esso è la conseguenza della dispersione e della rifrazione della luce solare contro le pareti delle gocce stesse. In rari casi, un arcobaleno lunare, o notturno, può essere visto nelle notti di forte luce lunare. Ma, dato che la percezione umana dei colori in condizioni di poca luminosità è scarsa, gli arcobaleni lunari sono percepiti come bianchi.

Dopo la pioggia di G. Rodari

Dopo la pioggia viene il sereno,
brilla in cielo l’arcobaleno:

è come un ponte imbandierato
e il sole vi passa, festeggiato.

È bello guardare a naso in su
le sue bandiere rosse e blu.

Però lo si vede – questo è il male –
soltanto dopo il temporale.

Non sarebbe più conveniente
il temporale non farlo per niente?

Un arcobaleno senza tempesta,
questa si che sarebbe una festa.

Sarebbe una festa per tutta la terra
fare la pace prima della guerra.