Amico mare!

Buongiorno cari amici, oggi è l’ultimo appuntamento con Amico mare! Speriamo che le notizie fornitevi relative al mare e ai suoi abitanti vi saranno utili quest’estate: ricorderete dell’amore di mamma polpa, del fatto che non tutte le meduse pungono, o che i delfini non smettono di nuotare nemmeno mentre dormono? o ancora ricorderete dell’amore del signor pescespada verso la sua compagna, dell’abilità mimetica dei pesci camaleonti e soprattutto vi ricorderete di me? Dory appartenente alla specie dei pesce chirurgo… vi ricorderete?? Spero proprio di si! Un abbraccio, cari bambini, è stato davvero un piacere tenervi compagnia il martedì! Adesso, per concludere, un articolo relativo al mare nostrum, il Mar Mediterraneo. Buone vacanze e tanti divertenti, sane nuotate! Dory de La mia Tata

Mar Mediterraneo

Il termine Mediterraneo deriva dalla parola latina Mediterraneus, che significa in mezzo alle terre. Il mar Mediterraneo attraverso la storia dell’umanità è stato conosciuto con diversi nomi. Gli antichi Romani lo chiamavano, ad esempio, “Mare Nostrum“, ossia il nostro mare (e in effetti la conquista romana toccò tutte le regioni affacciate sul Mediterraneo). Circa cinque milioni di anni fa, il Mar Mediterraneo era una vallata profonda e secca che divideva tre continenti: Europa, Africa e Asia, fino a quando un cataclisma fece una breccia nel muro di contenimento dell’oceano Atlantico ad ovest, verso l’odierna Gibilterra. In un processo durato molti, molti anni, una gigantesca cascata di acqua ha incominciato ad inondare l’intero bacino mediterraneo, facendo nascere un nuovo mare. Analizzando più attentamente la configurazione di questo nuovo mare troviamo che è formato piuttosto da un insieme di mari: il mar Alboran, Golfo di Lione, il Tirreno, lo Ionio, il mar Egeo, l’Adriatico, ognuno con caratteristiche proprie. Nell’insieme il Mediterraneo è un mare profondo: dai 3000 ai 4000 metri. Questa profondità permette ad alcune specie di balene di viverci, come anche il pesce spada, il tonno e il delfino, quest’ultimo spesso incontrato dalle moderne barche da diporto durante le crociere. Il Mediterraneo è un mare piuttosto chiuso. Vi è un piccolo scambio delle acque con l’Atlantico sullo stretto di Gibilterra e con il mar Nero sullo stretto del Bosforo ad Istanbul. All’estremo est, il canale di Suez, sebbene navigabile, è soltanto una comunicazione artificiale con il mar Rosso. Le coste africane ed asiatiche sono aride e piatte, mentre le coste europee, anche se non soggette a piogge pesanti, sono verdi e montagnose, con un clima più temperato. Il continente africano da sempre si spinge lentamente verso il continente europeo e questo ha causato l’innalzamento delle Alpi. La conseguente frattura nella crosta terrestre ha formato i vulcani: Etna, Stromboli e Vesuvio in Italia e Santorino in Grecia. Questo movimento verso il continente europeo è anche la causa della attività sismica in questa area. In generale, il clima è tiepido e temperato: per l’appunto definito “mediterraneo”. Il clima è influenzato dall’aria calda e secca proveniente dal Sahara durante l’estate creando temperature ideali per le vacanze, e dall’aria più umida e fredda dall’Atlantico durante l’inverno. In effetti, questo clima si è dimostrato assai favorevole allo sviluppo della civiltà umana.

Amico mare!

Martedì soleggiato martedì Amico mare! Tutto bene? Il nostro amico blu, il mare appunto, come avrete notato sta cambiando colore, diventa a poco a poco di un blu più acceso, più intenso, e tutte le sue creature si stanno svegliando dal sonno primaverile: si stanno preparando tutti quanti all’arrivo dell’estate! Sapete quando inizia l’estate? Il 21 giugno, tra soli 14 giorni!! Se mettete due bombole in spalla e scendete qua giù vi accorgerete dei colori, dello splendore che sembra quasi una festa, che dite mi venite a trovare? Oggi, cari amici, vi presento il signor Riccio! Buona lettura, Dory de La mia Tata

Riccio di mare

Gli Echinoidei rappresentano un gruppo particolare del regno animale e fanno parte del più ampio gruppo degli Echinodermi. Questi animali sono caratterizzati dalla presenza di formazioni scheletriche calcaree nel tegumento che, nel riccio di mare, sono saldate insieme a formare un guscio duro ricoperto dall’epidermide. Altra peculiarità di questo gruppo è la presenza di un insieme di canali radiali (sistema acquifero) nei quali circola un liquido simile all’acqua di mare. Questi canali presentano diramazioni a forma di tubicini terminanti con delle ventose (pedicelli ambulacrali) che, nei ricci, fuoriescono dallo scheletro e permettono la presa del nutrimento e la locomozione. Altra caratteristica evidente è la simmetria pentaraggiata. La bocca, che presenta 5 denti e una struttura scheletrica, si apre sulla porzione inferiore e il nutrimento è portato dai pedicelli ambulacrali, viceversa l’apertura anale si trova sulla parte superiore. I ricci di mare sono divisi in due gruppi: gli Echinoidei regolari e gli Echinoidei irregolari.  Gli Echinoidei regolari vivono ancorati al substrato e lo spostamento avviene molto lentamente mediante gli aculei, mentre i pedicelli ambulacrali tastano il terreno alla ricerca di cibo e grazie alle ventose aderiscono alla roccia. Gli Echinoidei irregolari vivono solitamente sui fondali sabbiosi o melmosi. I due sessi sono separati e la fecondazione avviene all’esterno.  I nemici del riccio di mare sono numerosi: aragoste, molti pesci, gli astici e soprattutto la stella marina che è il principale nemico del riccio di mare. Per lei gli aculei non sono un problema, infatti li scioglie con i succhi gastrici e mangia l’interno del riccio.

Amico mare!

Ciao Ragazzi! Trascorsa bene la settimana? Mancano veramente pochi giorni alla fine della scuola e di conseguenza il mare, con tutto ciò che stiamo pian piano scoprendo, si avvicina! Di chi vi parlo oggi? Avevo pensato di raccontarvi qualcosa delle mie amiche meduse però parlandovi del loro tocco doloroso dovrei correre il rischio di impaurirvi inutilmente. Eh si, il tocco delle meduse fa tanto male ma basta attrezzarsi portando nella borsa da mare lo stick dopo puntura (e in casi estremi anche la pipì è utile!) che il pericolo è scampato! Comunque, animaletti marini di cui parlare per fortuna non ne mancano, così, meduse a parte, oggi è la volta del Cavalluccio Marino! Un colpetto di pinna affettuoso, Dory de La mia Tata

Cavalluccio Marino: è un pesce?

Il Cavalluccio marino è un pesce? SI, anche se non si direbbe: non solo nuota in posizione eretta, ma il muso a trombetta lo fa assomigliare a un cavallino in miniatura. Il cavalluccio marino o ippocampo lo si trova nel Mediterraneo, sulle coste orientali dell’Atlantico e persino nella Manica. Questo pesce si stabilisce nei luoghi ricchi di piante acquatiche. Esso è lungo circa 15 centimetri ed ha una testa che forma un angolo retto con il corpo. Questa posizione unita alla sua forma e alla rastremazione del corpo che ricorda un lungo collo, gli conferisce una curiosa somiglianza con la testa di un cavallo. Proprio a questa somiglianza l’animale deve il suo nome. Il suo corpo è bruno o nerastro ed è coperto da placche ossee che sembrano dividere l’animale in anelli e formano robuste creste longitudinali. L’ippocampo nuota in posizione verticale, spinto in avanti dalle rapide vibrazioni della pinna dorsale, mentre la vibrazione delle pettorali e i movimenti della coda servono per gli spostamenti verticali. La lunga coda prensile, che generalmente porta arrotolata in avanti, è sprovvista di pinne ed è sempre pronta ad attorcigliarsi intorno alla prima alga che incontra; dopo di che l’ippocampo esplora l’acqua circostante alla ricerca di una preda su cui lanciarsi rapidamente. L’ippocampo possiede occhi mobili e indipendenti l’uno dall’altro, ed è soggetto a cambiamenti di colore. La sua alimentazione si compone di piccoli crostacei, ma mangia anche anche minuscoli animaletti che raccoglie sulle foglie di posidonia. Particolari sono le sue abitudini riproduttive: la femmina depone le uova nella sacca ventrale del maschio che le feconda e le cova fino a “partorire” centinaia di piccoli cavallucci marini, del tutto simili agli adulti, ma minuscoli e trasparenti.

Amico mare!

Buon martedì 25 maggio 2010! Come ogni martedì eccoci pronti con Amico mare! la rubrica dedicata ai suggestivi ambienti marini e a tutto ciò che del mare fa parte. Ancora cinque saranno i nostri appuntamenti, infatti da martedì 22 giugno, estate appena iniziata, vi lasceremo liberi di scoprire con i vostri occhi e con il vostro costumino tutto ciò di cui abbiamo parlato e ancor di più! Ovviamente se durante le vacanze estive farete conoscenza con qualche animaletto che abita i fondali o vi imbatterete in qualche conchiglia o alga dai colori più strani lo staff de La mia Tata è sempre “tutt’orecchi!”… Ma veniamo a noi… Protagonista di oggi è il signor Pescespada. Una sola curiosità: Il maschio del Pesce Spada, quando la compagna viene catturata dai pescatori, si batte ferocemente per difenderla, cercando di spaccare le reti con il suo lungo corno e questo spesso lo porta a morire stanco.

Lu pisci spada – canzone di D.Modugno

traduzione per coloro che vivono più su di Napoli

QUESTA E’ LA STORIA D’UN PESCE SPADA – STORIA D’AMORE….

DAI DAI E’ LI’, L’HO VISTO… – PRENDI LA FIOCINA, UCCIDILO UCCIDILO UCCIDILO AHH…

HANNO COLPITO LA TUA FEMMINA DRITTO DRITTO IN MEZZO AL CUORE

E PIANGEVA DI DOLORE AHI AHI AHI AHI AHI AHI AHI

E LA BARCA LA TRASCINAVA E IL SANGUE SI SPARGEVA

ED IL MASCHIO PIANGEVA AHI AHI AHI AHI AHI AHI AHI

ED IL MASCHIO PAREVA IMPAZZITO

DICEVA: “BELLA   MIA NON PIANGERE, BELLA MIA   NON PIANGERE, DIMMI PIUTTOSTO COSA

DEVO FARE?…..”

RISPONDEVA LA FEMMINA, CON UN FILO DI VOCE:

“SCAPPA SCAPPA AMORE MIO, PERCHE’ ALTRIMENTI TI UCCIDONO—-“

“NO NO NO NO NO AMORE MIO, SE TU MUORI VOGLIO MORIRE ASSIEME A TE

SE TU MUORI AMORE MIO VOGLIO MORIRE…”

CON UN SALTO SI TROVO’ ABBRACCIATO CUORE A CUORE VICINO AD ESSA

E COSI’ EBBE FINE L’AMORE DI DUE PESCI SFORTUNATI….

DAI DAI E’ LI’, L’HO VISTO – C’E’ PURE IL MASCHIO – PRENDI LA FIOCINA , UCCIDILO,UCCIDILO

UCCIDILO

AHH….

QUESTA E’  LA STORIA – D’ UN PESCE SPADA – STORIA D’AMORE……