Il latte della mamma non si scorda mai!

La campagna nasce allo scopo di sensibilizzare le neomamme del sud dell’Italia, specie delle regioni Campania e Sicilia, sui vantaggi dell’allattamento al seno sulla salute del bambino sia dal punto di vista nutrizionale che su quello affettivo-psicologico. Si tratta di una campagna itinerante sul territorio che coinvolgerà direttamente le strutture sanitarie locali e le associazioni di settore. Il tour prevede un percorso a tappe nelle città di Napoli, Caserta, Messina e Palermo dal 9 al 16 maggio 2010. Un camper allestito con l’immagine e i messaggi della campagna, farà sosta nelle principali piazze promuovendo l’allattamento al seno attraverso la distribuzione di materiale informativo e attività si sensibilizzazione sul tema (mostre, convegni, consulenze di esperti e di operatori sanitari). La partenza del tour coinciderà con la tappa nella Villa Comunale di Napoli in occasione della Festa della mamma. “Il latte della mamma non si scorda mai”, perché sappiamo che il latte materno è il miglior alimento per il neonato, fatto su misura per lui, ricco di qualità uniche, ma è anche molto di più. Il cui valore si conserva duraturo nel tempo.

Palermo

  • 15 Maggio: ore 10-18 mostra fotografica dell’allattamento al seno
  • 15 Maggio: ore 10-13 Concorso Disegni e Pensierini “ad ogni cucciolo il suo latte” per le scuole materne ed elementari
  • 15 Maggio: ore 10-18 Lettura voce alta di libri per bambini della biblioteca “Le Balate”
  • 15 Maggio: 0re 10-18 Intrattenimento bimbi con l’associazione di clowns di corsia VIP viviamo in positivo
  • 16 Maggio: ore 10-18 mostra fotografica dell’allattamento al seno
  • 16 Maggio: ore 10-12.30 tavola rotonda: sostenere l’allattamento materno
  • 16 Maggio. ore 15-17 E tutte allattarono felici e contente ninna nanne della tradizione popolare siciliana
  • 16 Maggio: ore 0re 10-18 Intrattenimento bimbi con l’associazione di clowns di corsia VIP viviamo in positivo

Allattare, un gesto d’amore

Il latte materno rappresenta la miglior fonte di sostentamento a disposizione del neonato. Attraverso il latte della mamma, infatti, non solo il piccolo riceve tutti gli nutrimenti necessari per la sua crescita, ma anche gli anticorpi indispensabili per affrontare eventuali patologie che potrebbero subentrare durante l’infanzia (il caso delle allergie è il più eclatante). Purtroppo, però, nonostante le campagne informative e il martellamento cui vengono sottoposte le neomamme durante i primi giorni di vita del piccino, sono numerose le donne chepassano al biberon e, quindi, all’allattamento artificiale, dopo sole poche settimane dalla nascita. Innumerevoli i motivi che portano a questa scelta, per lo più legati a una cattiva informazione e apregiudizi che, purtroppo, ancora oggi persistono in materia di allattamento. Se durante la gravidanza alcuni alimenti devono, per la salute del nascituro, essere esclusi completamente dalla dieta della futura mamma, anche durante l’allattamento è bene porre moltaattenzione alla scelta dei cibi in quanto alcuni alimenti possono alterare il gusto del latte, rendendolo poco appetibile per il bambino che, di conseguenza, potrebbe arrivare a rifiutarlo. Non si tratta, ovviamente, di una legge. Molti neonati si adattano perfettamente alle variazioni di sapore del latte della mamma. Per altri, però, questa cosa potrebbe costituire un problema. Tra gli alimenti incriminati, le cipolle, l’aglio, i cavoli, gli asparagi, i peperoni, i carciofi, i cibi piccanti. Via libera, invece, a tè e caffè ma solo se consumati con moderazione (non più di uno al giorno). Alcuni cibi, invece, andrebbero esclusi o consumati moderatamente per evitare che possano far insorgere nel piccolo intolleranze allergie. Rientrano in questa categoria i crostacei, i molluschi, la frutta secca, la cioccolata, le fragole, la selvaggina, le fritture, gli alimenti conservati. In compenso, va aumentato il consumo di liquidi (almeno due litri al giorno divisi tra acqua, succhi di frutta, brodi vegetali?), frutta di stagione, latte, alimenti ricchi di fibre. Per ciò che concerne, invece, l’apporto calorico giornaliero, dal momento che l’allattamento comporta unnotevole dispendio energetico, questo dovrebbe essere incrementato di circa il 20%. Importante, poi, è che la dieta della mamma sia quanto più equilibrata e variegata possibile in modo tale da dare al bambinotutti i nutrimenti (vitamine, proteine, sali minerali) di cui ha bisogno per la sua crescita. Un buon allattamento prevede una situazione di assoluta tranquillità sia per la mamma che per il bambino. Stress e stanchezza, infatti, potrebbero essere negativi per la produzione di latte che addirittura, nei casi più difficili, potrebbe cessare completamente.È bene, quindi, che nei mesi in cui allatta la donna si abitui a uno stile di vita quanto più sano e regolare possibile, eventualmente, aumentando il numero diore di sonno (soprattutto al mattino). L’organismo della donna, infatti, in questo periodo è sottoposto a un continuo stress a cui si aggiunge, nei primi mesi, quello dovuto all’iniziale e inevitabile fatica data dal prendersi cura del piccolo (levatacce notturne, poche ore di sonno continuate, rivoluzione delle proprie abitudini e del proprio stile di vita…) . Quanto più la neomamma riuscirà a trovare il tempo per riposare, quanto maggiore (e migliore) sarà la quantità di latte prodotta. 

Leggendo qua e la…

La balia è una persona di servizio che accudisce un neonato provvedendo anche al suo allattamento; la balia asciutta è invece chi accudisce uno o più neonati senza allattarli.

Fino agli inizi del Novecento era uso invalso nelle classi agiate o nei casi di necessità di affidare il neonato ad un’altra puerpera, scelta spesso tra i familiari di personale di servizio o tra i propri contadini, affinché provvedesse all’allattamento insieme al proprio figlio; la balia doveva essere sana e robusta per assicurare la capacità di allattare entrambi i neonati e per evitare la trasmissione di malattie. Questa pratica era dovuta, oltre ai casi di necessità quali il decesso della madre per cause inerenti al parto, alla scelta di sollevare la madre dalle incombenze e gravami dell’allattamento, per esigenze sociali, di salute o estetiche. Spesso si venivano a creare forti legami affettivi tra l’infante, la balia e il fratello di latte che potevano anche proseguire nel tempo. Nel diritto islamico la parentela di latte è parificata con quella di sangue, creando tra l’altro una compiuta vocazione ereditaria fra fratelli di latte. La pratica è stata via via superata grazie all’emancipazione delle classi subordinate e per l’affermarsi dell’allattamento con latte artificiale.