Il Sole e la Cometa

Molti anni fa, prima che gli antenati dei miei nonni venissero al mondo, molti anni prima che i pesci e gli uccelli si muovessero sulla Terra, molti anni prima che si formassero gli oceani, ancora prima che la Terra stessa fosse creata, il sole era l’unica materia esistente. Non c’era niente in questa parte dell’universo.

Il sole era forte e credeva di essere molto saggio. Pensava di avere tutto il potere, e che nessuno avrebbe mai sfidato la sua maestà.

Forte e orgoglioso, sapeva di vivere per l’eternità e di essere solo per sempre. In principio questa condizione non gli dava tanto fastidio, ma trascorsi migliaia e migliaia di anni, il suo orgoglio iniziò a spegnersi. Il fatto di essere la creatura più potente in questa parte di mondo non era più sufficiente. Per la prima volta dalla notte dei tempi, sentì di essere veramente solo. E questa solitudine lo fece star male, di una sofferenza mai provata prima. Si rese conto che il suo potere, il suo calore e tutta la sua energia non valevano nulla se non poteva impiegarli per gonfiarsi d’orgoglio.

Sulle prime cercò di vincere questo senso di vuoto, ma più si arrovellava contro di esso, più diventava acuta la sua pena. Il sole non sapeva di avere anche un cuore e non poteva immaginare che prima o poi lo avrebbe guidato verso il viaggio più bello: quello dell’amore.

Per uno spropositato numero di anni lottò contro questo sentimento che lo rendeva tanto triste e solo. Ogni giorno che passava il peso di vivere in eterno isolamento diventava insostenibile.

Una notte speciale, una cometa gli passò vicino. E sfiorandolo con la coda gli porse il suo saluto.

“Ciao, sole”.

“Chi sei?”

“Sono una cometa.”

“Una cometa?”

“Si. Sto viaggiando da non so quanto tempo per l’intero universo e ho osservato con mio sommo stupore tante meraviglie”.

“Ma niente in grado di eguagliare la mia forza e la mia potenza” asserì superbo il sole.

Alla cometa venne da sorridere perché aveva visto altre palle di fuoco mille volte più grandi e potenti di lui, ma non voleva urtare i sentimenti del suo interlocutore celeste, così non glielo disse.

“No, mai”, mentì.

“Naturalmente”, affermò il sole. “Sono io il più potente”.

“E anche il più solo…”

Il sole la guardò incuriosito. “Che intendi dire con questo?”

“Lo sai bene”, rispose. “Il colore del tuo calore mi rivela che il tuo orgoglio non ti permette di accettare il senso di vuoto che sta lentamente distruggendo il tuo cuore. Dovresti fare qualcosa.”

“Non ho bisogno di niente. Nemmeno di te!” replicò stizzito il sole.

“Naturalmente…” rispose la cometa. “Bene, non voglio annoiarti più a lungo, continuerò il mio viaggio. È stato bello vederti. Con un po’ di fortuna ci incontreremo ancora, quando tornerò da queste parti fra parecchi milioni di anni. Arrivederci per ora.”

“Addio” disse il sole. Poi riflettè: parecchi milioni di anni da solo! Che cosa avrebbe dovuto fare? Sapeva di essere il più potente in assoluto, ma sarebbe riuscito a sopportare la solitudine ancora per così tanto tempo?

“Ehi…aspetta un attimo per favore” gridò alla cometa.

“Che cosa c’è?” chiese lei.

“Non so cosa sia, ma mi sono reso conto che potrebbe essere insopportabile trascorrere così tanto tempo da solo. Che cosa posso fare?”

“Nei miei viaggi fra le stelle dell’universo ho visto che ci sono altri soli, proprio come te, che sono circondati da parecchi pianeti….”

“Pianeti? Che razza di cosa è un pianeta?”

“Bè, a un certo stadio della loro eterna esistenza questi soli decidono che la solitudine in cui vivono è insopportabile e così scelgono di impiegare parte della loro forza fisica e del loro potere per creare pianeti e stare così un po’ in compagnia. Ma tutto questo ha un prezzo”.

“Che prezzo?”

“Lo sforzo di creare pianeti è così intenso e ti indebolisce a tal punto che non sarai più in grado di vivere per sempre. Solo pochi milioni di anni”.

Il sole rimase in silenzio e assorto nei suoi pensieri, poi domandò: “Qual’è lo scopo della mia forza fisica se non posso divederla con gli altri?”

“Vedo che hai capito” rispose sorridendo la cometa.

“Cosa dovrei fare allora?” chiese il sole.

“A che proposito?”

“Ma… per avere dei pianeti.”

“Lo saprai quando verrà il tuo tempo”, aggiunse la cometa. “Ora devo proprio andare”. E schizzò via a gran velocità fra gli spazi siderali.

Per molti anni il sole pensò a quello che la cometa gli aveva detto. Si era concentrato a lungo su come creare dei pianeti, ma senza fortuna. Finchè un giorno, capì che la forza era dentro la sua luce. Iniziò a fare un giro e poi un altro più rapido, ruotando intorno al suo asse tanto veloce da poter distinguere solo a stento i suoi tratti. Il colore del sole cambiò e la sua corona iniziò ad espandersi sempre di più. All’improvviso una forte esplosione potè essere scorta da tutti i punti dell’universo e piccole scaglie incandescenti principiarono a staccarsi dalla massa centrale. Vennero scaraventate lontano e subito si allinearono a distanze differenti.

Lo sforzo fu grande e l’astro, terribilmente spossato, dovette riposare per parecchie migliaia di anni.

La solitudine che aveva portato il sole a prendere una tale decisione aveva dato vita ad un miracolo, ma la stella addormentata non se ne accorse.

I piccoli frammenti che appartenevano al sole adesso si stavano raffreddando, disponendosi intorno alla palla di fuoco secondo traiettorie circolari concentriche.

Eccoli diventati pianeti, il risultato della sua creazione. Quella corte celeste non avrebbe più lasciato che il sole si sentisse solo.

Quando finalmente la stella su svegliò dal suo lungo sonno e aprì gli occhi, rimase sorpreso a vedere tutta quella figliolanza che gravitava intorno a lui. Quei corpi non avevano luce propria: dipendevano dalla sua luce. Per la prima volta si sentì utile. Ora sapeva che avrebbe dovuto prendersi cura di questa girandola celeste di pianeti che gravitavano intorno a lui, e così facendo, il sole sentì di non essere solo. E fu felice.

Il sole non lo sapeva ancora, ma non aveva creato solo nuovi mondi….bensì qualcosa di più. Grazie al dono del calore e della luce, un pianeta aveva avuto il privilegio di essere la casa del più grande miracolo dell’universo, il “miracolo della vita”.

Molti anni passarono, e sebbene la nostra stella fosse felice di essere circondata da così tanti pianeti, si sentiva ancora un po’ sola perché questi mondi non parlavano con lei. Aveva fatto tanta fatica per circondarsi di altri corpi celesti, ma non aveva compagnia.

Durante questi milioni di anni, il pianeta della vita, la terra, aveva iniziato a riempirsi di magnifiche creazioni; il sole era, per così dire “all’oscuro” di quanto stava accadendo e continuava a sentirsi solo.

Un bel giorno la cometa che il sole aveva visto tanto tempo addietro ricomparve all’orizzonte.

“Ciao sole.”

“Ciao cometa.”

“Dovresti sentirti molto felice adesso che sei circondato da così tanti pianeti!”.

“Non proprio” rispose il sole.

“Perché no?” chiese la cometa.

“Mi sento molto solo, non posso parlare con i pianeti”.

“Lasciami vedere che cosa posso fare”, disse la cometa e puntò diritto verso la terra.

La cometa passò rasente la Terra e guardò estasiata tutte le magnifiche forme di vita che il sole aveva creato in cambio alla rinuncia all’eternità. Si sentiva molto felice per tutte quelle creature ma allo stesso tempo molto triste per il sole. Così radunò tutti gli abitanti della Terra e disse: “Avete ricevuto il dono della vita grazie al sole, che ha barattato la sua eternità per crearvi e instillarvi il prezioso soffio vitale, regalandovi tutte le meraviglie che l’esistenza offre. Lui è molto triste e temo che ciò lo porterà ad affievolire la sua luminosità. E se la perde tutti voi finirete male, perché è lei che vi tiene in vita”.

“Che cosa possiamo fare?” chiesero in coro tutte le creature della Terra.

“Potreste fargli un regalo”, continuò la cometa. “Vi concedo un anno per radunarvi tutti su questo lato della Terra”.

Passò un anno e tutte le creature obbedirono alla cometa che ritornò e si dispose a fare il suo regalo al sole: deviò la sua traiettoria ed entrò nell’orbita della Terra, poi puntò dritta su quella parte della Terra che non era più abitata e con tutte le forze delle sue molecole…. cercò l’impatto contro la sua superficie. La Terra tremò come mai aveva fatto prima, quando il corpo della cometa lo colpì, e la massa di quest’ultima rimbalzò portandosi dietro un frammento di crosta terrestre. Inizialmente questo nuovo aggregato si lasciò trasportare lontano in una celestiale deriva cosmica, poi all’improvviso si fermò e iniziò a ruotare ammiccante intorno alla Terra, ospite del miracolo della vita.

“Sono la Luna”, così si presentò il nuovo satellite gravitante intorno al sole. “Grazie a te, ora splendo della tua luce riflessa”.

Il sole non disse alla luna che aveva sacrificato la sua eternità per non sentirsi solo.

“Sole?”

“Si, Luna?”

“La luce di una candela non perde la sua brillantezza quando ne illumina altre”.

Il sole era sorpreso. Nessuno gli aveva mai parlato con tanta tenerezza e calore. Per la prima volta nella sua vita, non si sentì più solo e capì di essere amato. La luna notò il rialzo di temperatura del sole, e comprese che anche lui aveva sperimentato quello strano sentimento chiamato amore.

“Avevo tanta paura di rimanere solo per sempre”, ammise l’astro. “Adesso però con te, ho scoperto che non sarà così”.

E cercò di avvicinarsi alla luna.

“No”, gridò lei. “Non farlo!”.

“E perché?” chiese il sole. “C’è qualcosa di sbagliato nel cercare di toccarti?”.

“Forse non lo sai, ma il tuo calore è così forte che se io mi avvicino troppo, mi sciolgo. Inoltre, distruggerai tutti i magnifici pianeti che ora gravitano con le loro orbite intorno a te e che ti tengono compagnia”:

“Ma questo significa che non potrò mai toccarti?”

“Vorrei poterti dire che un giorno sarà possibile, ma so che non sarà così. Rimarrà il nostro segreto per il resto delle nostre esistenze; ricordiamoci quant’è forte l’amore quando è reale”.

“A..amore?” bofonchiò il sole.

La luna lo fissò e continuò: “Sole, ti amo tanto che quando corro verso l’altra faccia della Terra e non posso vederti, chiudo gli occhi e sogno di te. E quando splendo di nuovo grazie alla tua luce intensa, il tuo calore produce una sensazione di una carezza sui miei seni, perché anch’io ho i miei mari…”

Il sole sperimentò un fremito per la prima volta, e si rese conto che questo nuovo sentimento gli avrebbe portato momenti di vera illuminazione, di gioia e anche di tristezza.

“Sole?”

“Si, Luna?”

“Sai mantenere un segreto?

“Certo”.

La Luna fissò il sole con gli occhi dell’amore poi parlò: “Adesso il mio nome è Luna, ma io sono la cometa a cui tu molti anni fa facesti domande sul modo di creare i pianeti per non sentirti solo. E quando ho visto che hai barattato l’eternità per riuscirci, mi sono innamorata di te. Così mi sono ripromessa che quando sarei tornata avrei escogitato un sistema per passare il resto della nostra vita insieme. E vuoi sapere un’altra cosa?”

“Che cosa?”

“Anch’io ho barattato la mia eternità per starti vicino. So che non mi pentirò mai della mia decisione”.

Per la prima volta il sole disseminò il cielo di gocce di fuoco che sembravano lacrime.

“Grazie, Luna. Ti amo anch’io tantissimo”.

“Lo so” Rispose con un filo di tristezza.

“Potremo soltanto essere insieme in poche occasioni e sebbene il tuo calore mi mantenga viva, devo starmene accanto alla Terra così mai dimenticherò il significato della vita, e soprattutto dell’amore. Ammiro la magnifica creazione di cui hai tutta la paternità e te ne parlerò sempre”.

Il sole era felice, anche se un po’ triste. “E io ti aspetterò”.

…Potresti pensare che sebbene il sole e la luna siano amanti non stiano mai insieme…non è così! Durante l’eclissi il sole e la luna si abbracciano e anche se il loro legame non durerà che pochi istanti sarà abbastanza perché il loro amore continui a crescere almeno fino a che potranno stare di nuovo insieme ancora una volta, probabilmente più vecchi di venti o trent’anni! In quel momento sono amanti, non sapremo mai le parole che si sussurreranno l’un l’altro. Non dobbiamo mai scordare che questi rari momenti accadono soltanto poche volte nell’arco di una vita e sono unici. Capitano quando il sole e la luna si lasciano andare ad un abbraccio d’amore dimenticando tutte le meraviglie che hanno creato barattando la loro eternità…

4 Risposte

  1. Bella iniziativa 😀

  2. E’ troppo bello il vostro blog! Davvero interessante! Tutti gli articoli che pubblicate mi stanno aiutando ad accrescere la mia cultura. Grazie!

  3. Sarah con l’acca, dovresti continuare a scrivere, una leggerezza simile è molto rara …

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