SaraH

La mia, come quella di tanti altri, non è stata una strada facile ma piuttosto un viottolo ripido e piano di sassi comunque l’ho percorso e continuo a percorrerlo. Non ho messo la mia vita in valigia nè me la sono fatta scivolare addosso, ho sbagliato nelle scelte pagando sempre di persona. Di tutti questi anni ho poco da dire. C’è una piccola e grande storia d’amore che fino ad ora è solo un brandello della mia esistenza ma non voglio che si perda nel nulla o peggio ancora nel silenzio e nell’indifferenza. Proverò a scriverla, magari attraverso una favola che mi piacciono tanto, ma sono ancora troppa poca cosa per poterlo fare…

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Che il mio nome sia Sarah, Sara con l’acca, credo sia chiaro. Il nome, e ciò penso vale per ogni nome, è’ ciò che mi ha contraddistinto. L’acca, la mutina come si insegna ai bimbi delle elementari, io l’ho considerata per molto tempo un valore aggiunto che credevo di avere rispetto a tutte le altre Sare del mondo. Sin da piccola, per meticolosa precisione, a chi mi chiedeva il nome rispondevo: Sara…con l’acca. E così, oggi, per amici e parenti sono appunto Sara con l’acca.

Trent’anni fa non era da tutti avere un nome particolare, per lo più non si dava libero sfogo alla fantasia ma si seguiva la tradizione di dare ai nascituri il nome dei nonni. E in effetti anch’io ho questa storia alle spalle, se non fosse che in Sicilia Sara è il diminuitivo di Rosaria e alla mia mamma Rosaria non piaceva per nulla. Così come i maghi riescono ad uscire i conigli dal cappello, la mia mamma è riuscita ad uscire un’acca e attaccarla alle prime quattro lettere….

 

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