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  • “Dite: E’ faticoso frequentare i bambini. Avete ragione. Poi aggiungete: perché bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi, inclinarsi, curvarsi, farsi piccoli. Ora avete torto. Non è questo che più stanca. E’ piuttosto il fatto di essere obbligati a innalzarsi fino all’altezza dei loro sentimenti. Tirarsi, allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi. Per non ferirli”. Janusz Korczack
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  • «Limitarsi a vivere non è abbastanza. C’è bisogno anche del sole, della libertà e di un piccolo fiore.» (Hans Christian Andersen)
  • L'uomo ha bisogno delle favole. Il fascino dei racconti fantastici che lo seduce in millenni, ha il potere di riportarlo alla normalità.... camminando a braccetto con Cenerentola e la Bella addormentata nel bosco, può ritrovare l'identità' perduta e capire meglio la realtà della vita" R. Battaglia
  • Senza la fantasia, senza la capacità di sognare, senza la poesia, siamo solo degli uomini. Con la fantasia e la poesia possiamo invece volare o perlomeno sollevarci da terra quel tanto che basta per sentirci qualcosa di più.

  • Noi non vediamo il mondo come è, vediamo il mondo come noi siamo. Talmud ebraico
  • Ognuno ha il mondo che si merita. Io forse ho capito che il mio è questo qua. Ha di strano che è normale. A. Baricco
  • I bambini hanno bisogno di raccontare favole quando qualcosa risulta troppo difficile da accettare. Francoise Dolto

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Preghiera

Seigneur, apprends-moi l’art des petits pas.Je ne demande pas de miracles ni de visions,

Mais je demande la force pour le quotidien !

Rends-moi attentif et inventif pour saisir 

Au bon moment les connaissances et expériences

Qui me touchent particulièrement.
Affermis mes choix 

Dans la répartition de mon temps.

Donne-moi de sentir ce qui est essentiel 

Et ce qui est secondaire.

Je demande la force, la maîtrise de soi et la mesure, 

Que je ne me laisse pas emporter par la vie, 

Mais que j’organise avec sagesse 

Le déroulement de la journée.
Aide-moi à faire face aussi bien que possible 

A l’immédiat et à reconnaître l’heure présente 

Comme la plus importante.

Donne-moi de reconnaître avec lucidité

Que la vie s’accompagne de difficultés, d’échecs,

Qui sont occasions de croître et de mûrir.
Fais de moi un homme capable de rejoindre

Ceux qui gisent au fond.

Donne-moi non pas ce que je souhaite,

Mais ce dont j’ai besoin.
Apprends-moi l’art des petits pas!
LA TRADUZIONE IN ITALIANO
Non ti chiedo né miracoli né visioni

ma solo la forza necessaria per questo giorno!

Rendimi attento e inventivo per scegliere

al momento giusto

le conoscenze ed esperienze

che mi toccano particolarmente.
Rendi più consapevoli le mie scelte

nell’uso del mio tempo.

Donami di capire ciò che è essenziale

e ciò che è soltanto secondario.

Io ti chiedo la forza, l’autocontrollo e la misura:

che non mi lasci, semplicemente,

portare dalla vita

ma organizzi con sapienza

lo svolgimento della giornata.
Aiutami a far fronte,

il meglio possibile,

all’immediato

e a riconoscere l’ora presente

come la più importante.

Dammi di riconoscere

con lucidità

che le difficoltà e i fallimenti

che accompagnano la vita

sono occasione di crescita e maturazione.
Fa’ di me un uomo capace di raggiungere

coloro che hanno perso la speranza.

E dammi non quello che io desidero

ma solo ciò di cui ho davvero bisogno.

Signore, insegnami l’arte dei piccoli passi.

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Io ti vorrei bastare 

“Io te vurria vasà – sospira la canzone,ma prima e più di questo io ti vorrei bastare

come la gola al canto e come il coltello al pane

come la fede al santo io ti vorrei bastare.

E nessun altro abbraccio potessi tu cercare

in nessun altro odore addormentare,

io ti vorrei bastare.

Io te vurria vasà – insiste la canzone,

ma un po’ meno di questo io ti vorrei mancare,

più del fiato in salita,

più di neve a Natale,

più di benda su ferita,

più di farina e sale.

E nessun altro abbraccio potessi tu cercare in nessun altro odore addormentare.

Io ti vorrei bastare.”

( Erri De Luca)

Educare

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E quando parlerai di educare, non dimenticare che è sempre all’autonomia.
Perchè come per ogni essere vivente, educare è far crescere sulle proprie radici.
E non dimenticare neppure che educare sarà sempre alla libertà.
Educare è indicare una strada, mostrare dei punti di riferimento e lasciar partire… E da parte tua lasciar cadere l’illusione che sarà la medesima strada percorsa da te.
Come per un gabbiano, educare vorrà dire dare energia e coraggio e lanciarlo nel cielo. Senza pensare di essere il solo a educarlo, perchè l’aria e il suo coraggio lassù sosterranno il suo volo.
Non potrai formare esseri liberi se non donando libertà. E solamente vivendo il rischio della responsabilità ne farai esseri responsabili.
Stare in piedi, camminare. Aprire la bocca e parlare, esprimersi. Saranno queste per un bambino le esperienze necessarie per diventare pure lui uomo come te.
Ma da ciò riconoscerai domani il suo valore di adulto: la solidità di stare in piedi da solo e una parola aperta, che non si nutra di ambiguità.
Educare è educare alla differenza. E il primo a comprenderlo sarai proprio tu.
Come una madre vedrai l’altro diventare grande e ogni giorno di più allontanarsi da te, differente.
Educare sarà accompagnarlo per mano, ma poi seguirlo soltanto con lo sguardo… sarà farsi vicino per poi porre fra di voi una distanza, che tuttavia vi legherà diversamente. E per sempre.
Educare è costruire un essere umano. E aiutarlo ad amare cio’ che è differente, piuttosto che averne paura.
Perche’ sarà solo fra le differenze che vivrete la vostra vita di creature umane.
E mentre il simile non farà che consolidare cio’ che sei, il differente ti interpellerà e ti farà avanzare…
Educare è trasmettere un sapere o una tradizione, per veder sorgere da essa una creatività nuova e diversa: l’avvenire in questo modo prenderà forza in ciò che oggi tu saprai dare.
Ma la libertà di essere differente resterà la tua lezione più grande.

Lentamente muore

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di
respirare.
Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida
felicità.
(P. Neruda)

 

 

 

Parole per un addio

Non sono andato via sono soltanto nascosto nella stanza accanto. Io sono sempre io, tu sei sempre tu. Ciò che eravamo prima uno per l’altro, lo siamo ancora. Chiamami col mio nome che ti è familiare, parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato; non cambiare tono di voce, non assumere un aria di tristezza. Sorridi come facevi sempre ai piccoli scherzi che tanto ci piacevano quando ci vedevamo. Prega, sorridi, pensami. Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima. Pronuncialo senza traccia di tristezza perchè la vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto. C’è una continuità che non si spezza. Perchè dovrei essere fuori dalla tua mente solo perchè sono fuori dalla tua vista? Ti sto aspettando in un posto qui vicino, proprio dietro l’angolo.

Dite, è faticoso frequentare i bambini

Dite:
E’ faticoso frequentare i bambini.
Avete ragione.
Poi aggiungete:
Perché bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi, inclinarsi, curvarsi, farsi piccoli.
Ora avete torto.
Non è questo che più stanca. E’ piuttosto il fatto di essere obbligati a innalzarsi fino all’altezza dei loro sentimenti. 
Tirarsi, allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi.
Per non ferirli. (Janusz Korczak)

Un dono

Prendi un sorriso,
regalalo a chi non l’ha mai avuto.
Prendi un raggio di sole,
fallo volare là dove regna la notte.
Scopri una sorgente,
fa bagnare chi vive nel fango.
Prendi una lacrima,
posala sul volto di chi non ha pianto.
Prendi il coraggio,
mettilo nell’animo di chi non sa lottare.
Scopri la vita,
raccontala a chi non sa capirla.
Prendi la speranza,
e vivi nella sua luce.
Prendi la bontà,
e donala a chi non sa donare.
Scopri l’amore,
e fallo conoscere al mondo. (Gandhi)