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  • “Dite: E’ faticoso frequentare i bambini. Avete ragione. Poi aggiungete: perché bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi, inclinarsi, curvarsi, farsi piccoli. Ora avete torto. Non è questo che più stanca. E’ piuttosto il fatto di essere obbligati a innalzarsi fino all’altezza dei loro sentimenti. Tirarsi, allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi. Per non ferirli”. Janusz Korczack
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  • «Limitarsi a vivere non è abbastanza. C’è bisogno anche del sole, della libertà e di un piccolo fiore.» (Hans Christian Andersen)
  • L'uomo ha bisogno delle favole. Il fascino dei racconti fantastici che lo seduce in millenni, ha il potere di riportarlo alla normalità.... camminando a braccetto con Cenerentola e la Bella addormentata nel bosco, può ritrovare l'identità' perduta e capire meglio la realtà della vita" R. Battaglia
  • Senza la fantasia, senza la capacità di sognare, senza la poesia, siamo solo degli uomini. Con la fantasia e la poesia possiamo invece volare o perlomeno sollevarci da terra quel tanto che basta per sentirci qualcosa di più.

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  • I bambini hanno bisogno di raccontare favole quando qualcosa risulta troppo difficile da accettare. Francoise Dolto

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Essere adulti

“essere adulti è senza dubbio il desiderio più stupido che ho avuto da bambina”.

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Festa del papa 2018

Oggi, il giorno della festa del papà, vedo le pagine di molti amici su Facebook riempirsi di foto padri-figli e volevo ringraziare mio padre. Io con lui ho solo la foto del mio battesimo e non la pubblicherei nemmeno sotto torture cinesi. Volevo ringraziarlo, ricordarlo, lasciare un pensiero a tutti quei genitori che danno dimostrazione della propria fallibilità. I figli non hanno bisogno di eroi, ma di uomini. Mio padre è stato un uomo. Friabile e fallibile, morto a causa di un tumore ancor prima che potessi permettermi un ricordo. Uno di quelli da cui apprendere la vita nella sua meravigliosa imperfezione. Sono qui, credo sia moltissimo. Siamo qui. Non dimentichiamolo.

cercavo te

Cercavo te nelle stelle
quando le interrogavo bambino.
Ho chiesto te alle montagne,
ma non mi diedero che poche volte
solitudine e breve pace.
Perché mancavi, nelle lunghe sere
meditai la bestemmia insensata
che il mondo era uno sbaglio di Dio,
io uno sbaglio del mondo.
E quando, davanti alla morte,
ho gridato di no da ogni fibra,
che non avevo ancora finito,
che troppo ancora dovevo fare,
era perché mi stavi davanti,
tu con me accanto, come oggi avviene,
un uomo una donna sotto il sole.
Sono tornato perché c’eri tu.

Primo Levi

Credo nel grande amore

Credo nel Grande Amore.

Ma parlo, e frequento gente, come se non ci credessi.

Non nutro aspettative frivole sulle storie d’amore. Non sto cercando qualcuno che mi faccia perdere la testa. Sono una di quelle rare (e forse leggermente ciniche) persone a cui piace sul serio la cultura dell’incontro casuale e che sono felici di vivere in un’era dove la monogamia non è necessariamente la norma.

Ma credo nel grande amore perché l’ho vissuto.

Ho vissuto quell’amore forte. Quell’amore totalizzante. Quel “non posso credere che un amore simile esista nel mondo reale”.

Quel tipo di amore che esplode in un incendio incontrollabile, poi si riduce in braci e brucia in modo discreto e tranquillo per anni. Quel tipo di amore a cui si dedicano romanzi e sinfonie. Quel tipo di amore che t’insegna molto più di quanto credessi di poter mai imparare e ti restituisce molto più di quello che prende.

È “l’amore della tua vita”.

E credo che funzioni così:

Se sei fortunato, riesci a incontrare l’amore della tua vita. Riesci a stare con quella persona, imparare da lei, darle tutto te stesso e permettere alla sua influenza di cambiarti in modi imperscrutabili. È un’esperienza unica su questa terra.

Ma ecco quello che le favole non ti diranno: a volte incontriamo l’amore della nostra vita, ma non riusciamo a tenerlo al nostro fianco per sempre. Non arriviamo a sposarci, a passare i nostri anni uno accanto all’altro, a tenerci per mano sul letto di morte dopo una vita felice, vissuta insieme.

Non riusciamo sempre a tenerci stretto l’amore della nostra vita perché, nel mondo reale, l’amore non vince tutto. Non appiana differenze inconciliabili, non trionfa sulle malattie, non concilia le discrepanze religiose, non ci salva da noi stessi quando stiamo deviando.

Non riusciamo a tenerci stretto l’amore della nostra vita perché, a volte, l’amore non basta. A volte tu vuoi una piccola casa in campagna e tre bambini, mentre lui (o lei) vuole una carriera frenetica in città. A volte tu vedi davanti a te un mondo intero da esplorare, mentre l’altro ha paura di avventurarsi fuori dal suo orticello. A volte si coltivano sogni più grandi.

A volte la scelta più importante, più amorevole da fare è lasciar andare.

Altre volte, semplicemente, non hai scelta.

Ma c’è un’altra cosa che non ti diranno sull’amore della tua vita: non avere il vostro lieto fine non sminuisce il suo valore.

In un anno una persona può amarti più di quanto altri possano fare in cinquanta. In un solo giorno, una persona può insegnarti più di quanto altre potranno mai insegnarti in una vita intera.

Alcune persone entrano nella nostra vita per un determinato periodo di tempo, ma con un impatto che nessun altro potrà mai eguagliare o sostituire.

E chi siamo noi per non definire queste persone “gli amori della nostra vita?”

Chi siamo noi per minimizzarne il valore, per riscrivere il loro ricordo, per alterare il modo in cui ci hanno cambiato in meglio soltanto perché abbiamo preso strade diverse? Chi siamo noi per decidere che dobbiamo assolutamente rimpiazzarli, trovare un amore più grande, più forte, più ardente, da tenerci stretto per tutta la vita?

Forse dobbiamo solo essere grati per aver incontrato queste persone.

Per averle amate. Per aver imparato da loro. Perché, dopo averle incontrate, la nostra vita si è come ampliata, è migliorata.

Conoscere e lasciar andare il grande amore non deve per forza diventare l’unica e più grave tragedia della nostra vita.

Se lo permettiamo, può diventare la nostra fortuna più grande.

In fin dei conti ci sono persone che non lo incontrano neanche, il grande amore.

Stai con me

“Se c’è un motivo trovalo con me

Senza ingranaggi senza chiedere perché.

Dentro i miei vuoti puoi nasconderti,

Le tue paure addormentale con me

Se c’è un motivo. Due solitudini si avvolgono

Due corpi estranei s’intrecciano

Duemila esitazioni sbocciano

Stai con me.”

Mad world

And I find it kind of funny
I find it kind of sad
The dreams in which I’m dying
Are the best I’ve ever had
I find it hard to tell you
I find it hard to take
When people run in circles
It’s a very, very mad world mad world

Children waiting for the day they feel good
Happy Birthday, Happy Birthday…(…)

Amo il mare…

Amo il mare, il rumore delle onde, la spiaggia.

Detesto i quasi, i forse, i monosillabi.

Do peso alle parole.

Piango per un film, per un finale di un libro,

per le persone che vanno via.

Ho l’incazzatura abbastanza facile, ma mi basta una piccola parola per farmela passare, non riesco a tenere il muso alle persone a cui tengo.

Credo sempre che l’ultimo tentativo sia il penultimo e credo che le cose belle non si ottengono se non si lotta.

Sono per le cose complicate ma non resisto a lungo. Non so dire addio.

So solo che resto, resto se credo in qualcosa.