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  • “Dite: E’ faticoso frequentare i bambini. Avete ragione. Poi aggiungete: perché bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi, inclinarsi, curvarsi, farsi piccoli. Ora avete torto. Non è questo che più stanca. E’ piuttosto il fatto di essere obbligati a innalzarsi fino all’altezza dei loro sentimenti. Tirarsi, allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi. Per non ferirli”. Janusz Korczack
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Bel casino 

 

Caro Diario 

  

Il paese dei balocchi

  

Il regno delle cose non accadute

Il regno delle cose non accadutedi R. Tiziana Bruno

“La vita non è la proiezione dei desideri“, soleva ripetere un sovrano alle sue due figlie. Del resto un re deve essere concreto.

La maggiore aveva preso da lui ed era altrettanto concreta e intelligente.

Sposò un principe bello e ricco, ottenendo un reame potente.Immagine La seconda, invece, si interessava solo di cose inutili e sposò un principe dall’aria bizzarra e misteriosa.

Dopo qualche anno, la sorella maggiore decise di fare visita alla sorella minore, era curiosa di visitare il suo bizzarro regno e di sapere come se la passava.

Giunta alle porte del reame trovò una scritta:

“Benvenuti nel regno delle cose non accadute”

Quando fu al cospetto di sua sorella minore, chiese spiegazioni:

-E’ dunque questo il tuo strano regno?

-Sì. Ma raccontami di te.

-Ho fatto questo e quello, tante cose.

-E poi?

-Poi basta.

-Ma dove sei stata?.

-Laggiù, lontano da qui. Ho un marito e dei figli.

-Si, ma dentro?

-Dentro cosa?

-Cos’è accaduto dentro?

-Non saprei.

-E dove andrai?

-Tornerò fuori, là dove accade la vita.

-Fuori?

-Si, lontano da qui, dalle cose non accadute.

-Ma le cose che non accadono, in realtà poi accadono lo stesso!

-Sì? E dove?

-Dentro.

Udite quelle strane parole, la sorella maggiore ripartì, fuggendo da quello regno bizzarro, pieno di pazzi e poveracci. Oggi si ha motivo di credere che le due sorelle non si siano mai più incontrate. Però è stata rinvenuta una lettera che la sorella minore scrisse poco prima di sparire, gelosamente custodita in un museo:

“Sorella adorata,

non stare in pensiero per me. Il mio regno, il regno delle cose non accadute, è affascinante e ricco quanto il tuo. Anzi di più.

E’ il regno delle cose solo immaginate, quelle che ti sei augurato che accadessero. Intensamente, di continuo, per mesi e anni o anche per ore.

Sappi che è un regno potente perché prende vita dalla tenacia del desiderio e dell’immaginazione. E’ fatto di preghiere ascoltate ed esaudite, sforzi ripagati, gesti puntuali, parole dette, frasi giuste, occasioni sfruttate, errori cancellabili, coraggio trovato, rancori dissolti, promesse mantenute, limiti scavalcati, amici ritrovati, risposte arrivate, fortune, giustizie, dolori estinti, baci, bacchette magiche, paci nel mondo, miracoli e via col vento.

Il mio regno è tutto qui, in quel sentire fedele e ostinato.

Qui, nel punto in cui il desiderio sogna e vive.

Il regno delle cose non accadute è invisibile. Tanto invisibile da sembrare inesistente. Ma è uno spazio immenso. Sono galassie e costellazioni, pianeti e soli, regioni e continenti. Città e stagioni.

Tu, sorella cara, vuoi convincerti che questo mio regno sia meno potente del tuo. Fingi che non esista, che non sia reale. Ma sei venuta a trovarmi e l’hai visto. Ti è apparso e ti ha chiamata per nome perché ti ha riconosciuta, ha riconosciuto le tue emozioni vissute. Perdute. Innegabili.

Io ho scelto di regnare nel mondo delle cose non accadute e ne sono felice.

Sono consapevole che esistono cose che è bene non far accadere mai fuori, ma solo dentro.

Il regno delle cose non accadute custodisce il segreto più profondo di tutto ciò che è.

Le cose che accadono sono soltanto cronologia, diari di bordo, rubriche.

La vita è dentro. E’ lì che accade veramente. Auguri.”

Recentemente gli storici hanno ritrovato la risposta della sorella maggiore. Stanno restaurando la lettera… speriamo di poterla leggere presto.

Mimetizzazione 

  

Ed alla fine ho scritto

Alla fine ho seguito l’istinto, si dice che ogni tanto occorre farlo…ed ho scritto…

Da quando sono diventata mamma dormo molto poco e così tra una poppata e l’altra, o sarebbe più corretto dire durante la veglia della poppata in corso, mi vengono in mente le cose più strane, tra queste il desiderio di scriverti, di raccontarti per poi farmi raccontare la vita di adesso.

Mi piacerebbe sapere di te, di come sei cambiato, di ciò che sei diventato perché di tempo ne è trascorso.

Se li contiamo tutti sono 16 anni: gli stessi che, meraviglia o sciagura a seconda di una diversa lettura della storia, Francesca e Antonio hanno trascorso insieme.

Sai, mi ha colpito il tono quasi sarcastico con cui osservavi i 16 anni della coppia.

Lo stesso pensiero a me, invece, ha fatto venire un po’ di malinconia misto ad invidia. Che cose brutte da dire! …Non prendermi alla lettera!

Sono contenta per loro ma nello stesso momento il mio pensiero è andato a quello che eravamo noi e non siamo diventati.

Comunque ogni volta che il mio pensiero mi riporta a te incredibilmente ed inevitabilmente sorrido: hai presente un vasetto di marmellata fatto in casa? Anche se il barattolino è ormai vuoto nel riadoperarlo l’odore della marmellata iniziale non andrà mai via definitivamente. Tu per me sei così! Sei quell’odore di marmellata fatta in casa.

Adesso la mia vita è diversa, il mio mondo è diverso. Sono cresciuta (spero non solo anagraficamente!) ho vissuto momenti tristi (Dante di cui mi chiedevi, è uno di questi) e momenti felici. Ho cambiato case, letture, attività, abiti, eppure credo di essere sempre io, una “ragazza” come tante, con una montagna di ricci ingestibili, che si commuove (ancora!) per certe canzoni e rimane a bocca aperta per i fuochi d’artificio.

Lascio a te la penna adesso, se hai voglia di rispondere, di raccontarti, io sono qui, magari su un nuovo binario, ma sempre sullo stesso treno.
Un abbraccio,

S.

  

Lontana dal cuore 

Che cos’è?C’è nell’aria qualcosa di freddo

Che inverno non è.

Che cos’è?

Questa sera i bambini per strada

non giocano più.

Non so perchè

l’allegria degli amici di sempre

non mi diverte più.

Uno mi ha det..to che

lontano dagli occhi,

lontano dal cuore,

e tu sei lontana,

lontana da me.

Per uno che torna

e ti porta una rosa,

mille si sono scordati di te.

Lontano dagli occhi,

lontano dal cuore,

e tu sei lontana,

lontana da me.

Ora so

che cos’è questo amaro sapore

che resta di te,

quando tu

sei lontana e non so dove sei,

cosa fai, dove vai.

E so perchè
non so più immaginare il sorriso

che c’è negli occhi tuoi

quando non sei

con me.

Lontano dagli occhi,

lontano dal cuore,

e tu sei lontana,

lontana da me.

Per uno che torna

e ti porta una rosa,

mille si sono scordati di te.