• ❤ Sarah ❤

  • “Dite: E’ faticoso frequentare i bambini. Avete ragione. Poi aggiungete: perché bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi, inclinarsi, curvarsi, farsi piccoli. Ora avete torto. Non è questo che più stanca. E’ piuttosto il fatto di essere obbligati a innalzarsi fino all’altezza dei loro sentimenti. Tirarsi, allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi. Per non ferirli”. Janusz Korczack
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  • «Limitarsi a vivere non è abbastanza. C’è bisogno anche del sole, della libertà e di un piccolo fiore.» (Hans Christian Andersen)
  • L'uomo ha bisogno delle favole. Il fascino dei racconti fantastici che lo seduce in millenni, ha il potere di riportarlo alla normalità.... camminando a braccetto con Cenerentola e la Bella addormentata nel bosco, può ritrovare l'identità' perduta e capire meglio la realtà della vita" R. Battaglia
  • Senza la fantasia, senza la capacità di sognare, senza la poesia, siamo solo degli uomini. Con la fantasia e la poesia possiamo invece volare o perlomeno sollevarci da terra quel tanto che basta per sentirci qualcosa di più.

  • Noi non vediamo il mondo come è, vediamo il mondo come noi siamo. Talmud ebraico
  • Ognuno ha il mondo che si merita. Io forse ho capito che il mio è questo qua. Ha di strano che è normale. A. Baricco
  • I bambini hanno bisogno di raccontare favole quando qualcosa risulta troppo difficile da accettare. Francoise Dolto

Auguri Emmolicchia!

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AUGURI ALLA NIPOTE “PIU’ MERAVIGLIOSA” CHE ESISTA.

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per non dimenticare

 

Oggi GENNAIO 2014 cosa non dobbiamo dimenticare? Le Guerre: Egitto (rivolta popolare contro il Governo), Mali (guerra contro i tuareg e militanti islamici), Nigeria (guerra contro i militanti islamici), Repubblica Centrafricana (guerra civile), Repubblica Democratica del Congo (guerra contro i gruppi ribelli), Somalia (guerra contro i militanti islamici), Sudan (guerra contro i gruppi ribelli), Sud Sudan (guerra civile), la povertà, la disperazione, Lampedusa, le stragi, l’ignoranza…

Dieci e poi vi spiegherò cosa significa

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Non ho voglia di fare un tubo

Odio il vento quando è così forte come in queste ultime ore. Non è per niente di compagnia, infastidisce e distrae. O forse non è il vento. Forse sono io un po’ apatica questa mattina. Non ho voglia di fare nulla e le mail le invio controvoglia. Avrei un sacco di cose da fare anche in casa e non mi va di sistemare nemmeno quelle. Un matrimonio da organizzare e vorrei che qualcuno lo facesse per me… Male sono messa!!! Non ho voglia di fare un tubo, scrivo controvoglia, leggo controvoglia e controvoglia vado avanti. Non se ne parla di cucinare, di scrivere o di stirare. Non mi va di concentrarmi nemmeno sui progetti importanti . Quasi quasi scendo a fare una passeggiata magari cambio direzione …. Post scritto controvoglia ….

POST TROVATO ONLINE. …LO AVEVO DETTO IO!!!!!
Giornata nera, quella di oggi? Non c’è da stupirsi. E’ il “Blue monday”, ovvero il giorno più triste dell’anno. A certificarlo è uno studio di Cliff Arnall, psicologo dell’Università di Cardiff (Galles), che una quindicina di anni fa riuscì a elaborare un’insolita equazione matematica proprio per determinare quale fosse il periodo dell’anno peggiore. L’astruso calcolo tiene in considerazione numerose variabili, dal meteo alla depressione “post-natalizia”, passando per disponibilità economiche, cali motivazionali e via dicendo. E il risultato sembra inequivocabile: le 24 ore peggiori arrivano puntualmente il terzo lunedì di gennaio. In Gran Bretagna il tema viene preso molto sul serio, tanto che è stato calcolato che proprio in questa giornata aumenta il numero di astensioni dal lavoro e molti enti no profit, prima fra tutti Mental Health Uk, che si occupa della salute mentale, si prodigano con consigli su come superare il lunedì più deprimente dell’anno. Tra i principali vestirsi di colori brillanti, fare esercizio fisico, mangiare bene ed essere socievoli.

La mafia uccide solo d’estate

“La mafia uccide solo d’estate”, un film che diverte e commuove. Perché si può parlare di mafia, anche con un sorriso. E’ con il sorriso infatti che Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif, racconta le stragi mafiose che sconvolsero la Sicilia tra gli anni ’70 e ’90 attraverso gli occhi di un bambino, Arturo, che nasce e cresce a Palermo. Partendo dalla strage di Viale Lazio del 1969, Pif unisce elementi di finzione a immagini di repertorio e racconta l’omicidio del generale Dalla Chiesa, di Boris Giuliano, di Pio La Torre e Rocco Chinnici fino ad arrivare alle bombe di Capaci e di via D’Amelio. Filo conduttore di questa storia è l’amore di Arturo per Flora nato tra i banchi di scuola. Arturo prova a superare la timidezza e a dichiararsi a Flora, anche se sente dire dai grandi che le donne sono pericolose, perché ogni omicidio “è solo una questione di femmine”. Sarà proprio quell’amore che lo spingerà a diventare giornalista e ad aprire gli occhi pian piano sulla realtà. Non bisogna preoccuparsi degli omicidi e delle sparatorie, perché La mafia uccide solo d’estate gli assicura il padre; e Arturo ci crede. Come crede che Andreotti sia una brava persona in quanto “amico degli amici”, tanto da arrivare a chiedere a Dalla Chiesa, nella sua prima intervista: “L’onorevole Andreotti dice che l’emergenza criminalità è in Calabria e in Campania, Generale, ha forse sbagliato regione?”. Il film, vincitore del Premio del Pubblico al Torino Film Festival riesce a farci vivere la Palermo di quegli anni e merita di essere sostenuto. E non solo come tributo alla memoria dei tanti caduti per mano criminale, ma perché quella Palermo dove la mafia sembra lontana, rivive oggi in tante nostre città, solo apparentemente estranee a questo fenomeno. La mafia ci uccide tutti, un pochino, ogni giorno. Pif ha colto una verità di per sé poco appariscente, e ce la mostra da dietro una maschera di apparente ingenuità e goffaggine, che fa ridere e commuovere, di quelle lacrime che arrivano da non si sa bene dove e rimangono anche dopo che le hai asciugate.

il-poster-ufficiale-del-film-di-pif

Il velo da sposa

0_0_0_0_250_323_csupload_49486619.jpg?u=634832662149654726L’abito da sposa non è perfetto se non c’è anche il velo: ma qual è il suo significato? Ormai ha quasi solo un valore estetico e si indossa per dare al vestito il tocco finale ed essere una sposa perfetta!

Il velo da sposa ha però alle sue spalle una lunga storia che affonda le radici già nell’antichità. Quando i matrimoni erano combinati, si usava nascondere la sposa sotto un velo per coprire il suo volto: questo avveniva soprattutto quando la sposa non brillava particolarmente per bellezza. Lo sposo poteva alzare il velo solo alla fine della cerimonia.

Nell’antica Roma il velo era indossato dalla sposa come simbolo di buon augurio: durante la cerimonia veniva posto anche sulla testa dello sposo, come se si intendesse proteggere la coppia. Questo velo, detto “flemmum” era dei colori del fuoco: poteva quindi essere giallo o rosso.

La sposa dell’antica Roma indossava sopra il velo una coroncina di di mirto e fiori di arancio: questa corona era un simbolo di vittoria per la sposa che era riuscita a non cedere alle tentazioni della passione e aveva preservato la sua verginità

Con il passare dei secoli il significato del velo della sposa è cambiato: nel Medioevo il velo veniva fermato al capo con fili d’oro e perline ed era credenza comune che avesse il compito di proteggere la sposa da gli spiriti maligni o dal malaugurio.

Il significato del velo da sposa è diverso nelle varie culture in giro per il mondo: in Giappone, ad esempio, la tradizione vuole che il velo venga indossato dalla sposa per nascondere la sua gelosia.