• ❤ Sarah ❤

  • “Dite: E’ faticoso frequentare i bambini. Avete ragione. Poi aggiungete: perché bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi, inclinarsi, curvarsi, farsi piccoli. Ora avete torto. Non è questo che più stanca. E’ piuttosto il fatto di essere obbligati a innalzarsi fino all’altezza dei loro sentimenti. Tirarsi, allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi. Per non ferirli”. Janusz Korczack
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sara con l’acca 20/03/2013

Il mondo da chè lo conosco io è sempre esistito. Sempre uguale, paffutello, roteante, enorme e popolato. Abitato per lo più dagli esseri umani che a detta della scienza e dei grandi filosofi risultano essere la razza animale più intelligente nell’intero pianeta.

Prima dell’attuale divisione della specie umana in 5 razze il globo terrestre era popolato semplicemente da due tribù: la bianca e la nera. Il loro nome non era per nulla legato al colore della pelle, differenza che si palesa esclusivamente agli occhi degli stolti, bensì dal loro modo di pensare, di agire, di vivere. Non è dal nulla, infatti, che è nato il modo di dire “pensare sempre tutto nero”.

La tribù bianca preferendo di gran lunga il freddo e la neve si era insediata alle falde delle Alpi ed in particolare di quelle grandi montagne che oggi prendono nome di Dolomiti di Brenta.

La tribù nera, di contro, preferendo di gran lunga il mare decise di far accampare la sua gente lungo le coste vicino la sabbia e in particolare vicino quella grande distesa d’acqua che oggi viene definita Mare Mediterraneo.

La tribù bianca e quella nera vivevano serenamente e i sintonia con l’ambiente che li circondava; la prima era una tribù stanziale e per quanto poteva esserci qualcuno che amava viaggiare come il protagonista della presente storia, tutta la sua gente preferiva rimanere lì, nel luogo che aveva scelto come casa curando e perfezionando il più possibile la terra che li aveva accolti.

La tribù nera era invece una tribù nomade, amava il viaggio, gli spostamenti e dal momento che il cambiare luogo e il cambiare casa era ciò che maggiormente li contraddistingueva non dobbiamo meravigliarci se consono al loro DNA era l’arte del decoro e dell’arredo di interni, cosa tra l’altro prediletta da GiusiMV49, protagonista anch’essa del presente racconto.

Durante uno dei suoi viaggi GiusiMV49 si spostò talmente tanto che si trovò ad esplorare luoghi mai visti e assolutamente diversi rispetto la quotidiana pacatezza delle onde del mare. Un luogo a punta pieno di case a punta ed alberi a punta e di persone che entrano nella tua vita solo in punta di piedi.

Le due tribù, la bianca e la nera, si differenziavano non solo per la terra che avevano scelto di abitare ma, ripeto, per la diversità della gente. Calma, pacata, silenziosa la tribù bianca. Scompigliata, irruenta, loquace la nera.

Caso volle però che due individui GiusiMV49 e tale SommoPoeta appartenenti alle due diverse tribù unissero le loro strade e il loro pensiero.

Vi assicuro non fu cosa facile, ma è stata vera.

L’unione delle due tribù, per carità, non era cosa rara ma in questo caso era come vedere uniti la testa e i piedi, il muso e la coda o per farla semplice il Nord e il Sud di una meravigliosa terra chiamata Italia.

Acqua e fuoco, il SommoPoeta e GiusiMV49 impararono ognuno dall’altro, la pacatezza delle onde del mare e la forte terra del sud accolse sempre calorosamente il SommoPoeta che per gli amici diventò Dante. Anche la tribù bianca, a suo modo, fu ospitale e conferì dopo qualche anno una grande onoreficienza che solo in pochi di quella terra portano. Dal momento che il bene più prezioso di quel luogo è la legna ricavata dai simpatici alberi che manco a dirlo sono a punta, affettuosamente GiusiMV49 fu chiamata Pina e per tutti ancora oggi si chiama Giusep-Pina.

Ed io? Io oltre a raccontare storie, vere o inventate che siano, ho avuto la gran fortuna di essere cresciuta da entrambe le tribù Nera – Bianca e sono in grado di “pensare in grigio” creando sfumature preziose per ogni attimo di questa breve vita.

“L’amore non è vivere sempre felici e contenti, quella è una favola. L’amore è saper affrontare insieme la vita. Vi voglio bene, Sarah”

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