• ❤ Sarah ❤

  • “Dite: E’ faticoso frequentare i bambini. Avete ragione. Poi aggiungete: perché bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi, inclinarsi, curvarsi, farsi piccoli. Ora avete torto. Non è questo che più stanca. E’ piuttosto il fatto di essere obbligati a innalzarsi fino all’altezza dei loro sentimenti. Tirarsi, allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi. Per non ferirli”. Janusz Korczack
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  • «Limitarsi a vivere non è abbastanza. C’è bisogno anche del sole, della libertà e di un piccolo fiore.» (Hans Christian Andersen)
  • L'uomo ha bisogno delle favole. Il fascino dei racconti fantastici che lo seduce in millenni, ha il potere di riportarlo alla normalità.... camminando a braccetto con Cenerentola e la Bella addormentata nel bosco, può ritrovare l'identità' perduta e capire meglio la realtà della vita" R. Battaglia
  • Senza la fantasia, senza la capacità di sognare, senza la poesia, siamo solo degli uomini. Con la fantasia e la poesia possiamo invece volare o perlomeno sollevarci da terra quel tanto che basta per sentirci qualcosa di più.

  • Noi non vediamo il mondo come è, vediamo il mondo come noi siamo. Talmud ebraico
  • Ognuno ha il mondo che si merita. Io forse ho capito che il mio è questo qua. Ha di strano che è normale. A. Baricco
  • I bambini hanno bisogno di raccontare favole quando qualcosa risulta troppo difficile da accettare. Francoise Dolto

la vita va avanti lo stesso

…………………La vita va avanti lo stesso mi dicono così e così provo a dire ma ogni giorno ne accade una. E sinceramente sono arrivata ad essere stanca sul serio. Molte cose mi scivolano addosso lasciandomi indifferente e non è la Sarah che conosco io una persona che rimane indifferente. E così, dopo una crisi superata, una malattia (per fortuna “semplice” come la celiachia) da indagare, un lavoro faticoso, ci mancava anche la mia mamma e il suo compagno. Si, perché dopo 30 anni può anche finire una relazione, non è scritto da nessuna parte che sarebbe durata per sempre, ed io non sono (e non devo nemmeno esserlo) motivo per rimanere uniti a 60 anni………………..

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Conversazione in Sicilia

conversazione in sicilia

trova qualcuno

trova qualcuno che apprezzi il peggio di te,

le cose belle piacciono a tutti. cit

foto copia 2

sara con l’acca 20/03/2013

Il mondo da chè lo conosco io è sempre esistito. Sempre uguale, paffutello, roteante, enorme e popolato. Abitato per lo più dagli esseri umani che a detta della scienza e dei grandi filosofi risultano essere la razza animale più intelligente nell’intero pianeta.

Prima dell’attuale divisione della specie umana in 5 razze il globo terrestre era popolato semplicemente da due tribù: la bianca e la nera. Il loro nome non era per nulla legato al colore della pelle, differenza che si palesa esclusivamente agli occhi degli stolti, bensì dal loro modo di pensare, di agire, di vivere. Non è dal nulla, infatti, che è nato il modo di dire “pensare sempre tutto nero”.

La tribù bianca preferendo di gran lunga il freddo e la neve si era insediata alle falde delle Alpi ed in particolare di quelle grandi montagne che oggi prendono nome di Dolomiti di Brenta.

La tribù nera, di contro, preferendo di gran lunga il mare decise di far accampare la sua gente lungo le coste vicino la sabbia e in particolare vicino quella grande distesa d’acqua che oggi viene definita Mare Mediterraneo.

La tribù bianca e quella nera vivevano serenamente e i sintonia con l’ambiente che li circondava; la prima era una tribù stanziale e per quanto poteva esserci qualcuno che amava viaggiare come il protagonista della presente storia, tutta la sua gente preferiva rimanere lì, nel luogo che aveva scelto come casa curando e perfezionando il più possibile la terra che li aveva accolti.

La tribù nera era invece una tribù nomade, amava il viaggio, gli spostamenti e dal momento che il cambiare luogo e il cambiare casa era ciò che maggiormente li contraddistingueva non dobbiamo meravigliarci se consono al loro DNA era l’arte del decoro e dell’arredo di interni, cosa tra l’altro prediletta da GiusiMV49, protagonista anch’essa del presente racconto.

Durante uno dei suoi viaggi GiusiMV49 si spostò talmente tanto che si trovò ad esplorare luoghi mai visti e assolutamente diversi rispetto la quotidiana pacatezza delle onde del mare. Un luogo a punta pieno di case a punta ed alberi a punta e di persone che entrano nella tua vita solo in punta di piedi.

Le due tribù, la bianca e la nera, si differenziavano non solo per la terra che avevano scelto di abitare ma, ripeto, per la diversità della gente. Calma, pacata, silenziosa la tribù bianca. Scompigliata, irruenta, loquace la nera.

Caso volle però che due individui GiusiMV49 e tale SommoPoeta appartenenti alle due diverse tribù unissero le loro strade e il loro pensiero.

Vi assicuro non fu cosa facile, ma è stata vera.

L’unione delle due tribù, per carità, non era cosa rara ma in questo caso era come vedere uniti la testa e i piedi, il muso e la coda o per farla semplice il Nord e il Sud di una meravigliosa terra chiamata Italia.

Acqua e fuoco, il SommoPoeta e GiusiMV49 impararono ognuno dall’altro, la pacatezza delle onde del mare e la forte terra del sud accolse sempre calorosamente il SommoPoeta che per gli amici diventò Dante. Anche la tribù bianca, a suo modo, fu ospitale e conferì dopo qualche anno una grande onoreficienza che solo in pochi di quella terra portano. Dal momento che il bene più prezioso di quel luogo è la legna ricavata dai simpatici alberi che manco a dirlo sono a punta, affettuosamente GiusiMV49 fu chiamata Pina e per tutti ancora oggi si chiama Giusep-Pina.

Ed io? Io oltre a raccontare storie, vere o inventate che siano, ho avuto la gran fortuna di essere cresciuta da entrambe le tribù Nera – Bianca e sono in grado di “pensare in grigio” creando sfumature preziose per ogni attimo di questa breve vita.

“L’amore non è vivere sempre felici e contenti, quella è una favola. L’amore è saper affrontare insieme la vita. Vi voglio bene, Sarah”

nuovo ufficio!!

Ho finalmente una mia stanza! Niente di chè ma TUTTA mia. Silenziosa, grande e luminosa. Per il silenziosa non sono stata molto onesta dal momento che all’interno c’è un pc antidiluviano la cui ventola è un continuo fruscio ma, vi assicuro, molto molto meglio che quanto sentivano prima le mie orecchie.

Il magazziniere mi ha detto: “non è non sentendo le fesserie che impedisci il farle dire” …però saggezza! Ha ragione, ma il troppo sentire mi ammala e per il mio bene sentire idiozie a piccole dosi rende la giornata molto più proficua! …e poi, riflettendoci, io non devo impedire proprio niente. Ognuno deve “dare il massimo” a suo modo, credo sia questo il vero spirito collaborativo. E non è assenza di integrazione – il mio cambio di postazione – ma proprio il contrario.

Se mi impegno (e rendo) un tot in un contesto non consono alle mie abitudini, in un contesto proficuo posso rendere il doppio e in una realtà aziendale il bene che ognuno porta non lo porta esclusivamente per sè ma per tutti ma questo è un capitolo che è meglio affrontare con calma! Baci baci e buon lavoro!

Genova in meno di 24 ore

IMG_2382Un volo di andata e ritorno a distanza di 18 ore. Un fine settimana diverso, in viaggio, in una città che è sempre stata una meta dei (miei) sogni. Un acquario per immergerti senza muta tra delfini squali e meduse, Via del Campo e Fabrizio de Andrè al 29 rosso. Adesso mi viene in mente solo La canzone dell’amore perduto e penso a quanto è buffo trovare proprio questo fine settimana una mostra di Mirò. A volte tutto ritorna a volte tutto va.

La stagione del tuo amore
non è più la primavera
ma nei giorni del tuo autunno
hai la dolcezza della sera
se un mattino fra i capelli
troverai un po’ di neve
nel giardino del tuo amore
verrò a raccogliere il bucaneve

passa il tempo sopra il tempo
ma non devi aver paura
sembra correre come il vento
però il tempo non ha premura
piangi e ridi come allora
ridi e piangi e ridi ancora
ogni gioia ogni dolore
poi ritrovarli nella luce di un’ora

passa il tempo sopra il tempo
ma non devi aver paura
sembra correre come il vento
però il tempo non ha premura
piangi e ridi come allora
ridi e piangi e ridi ancora
ogni gioia ogni dolore
puoi ritrovarli nella luce di un’ora.

Questa canzone, appena citata, è un’affettuosa serenata ad una signora che si sta affacciando alla terza età. La conoscevo già ma sentirla a Genova ha moltiplicato la sua intensità. La forte sensazione di nostalgia con cui De André cerca di acquietare le paure che si manifestano con i primi cambiamenti del corpo portati dall’invecchiamento. Il messaggio, ribadito dal ritornello, è che seppure il tempo non ci permetta di vivere per sempre le nostre gioie ed i nostri dolori, questi rimangono comunque con noi, impressi nei ricordi. Inoltre, nonostante il ricordo delle passate emozioni ci provochi nostalgia, la vita continua ad offrircene di nuove. I brividi!!!

Habemus Papam

E’ arrivata poco prima delle 19.10 l’attesa fumata bianca. Al secondo giorno, dopo cinque scrutinii e due fumate nere, c’è il successore di Benedetto XVI.  “Viva il papa, viva il papa”, è il grido che proviene da Piazza San Pietro, dove i fedeli sembrano stare in più in uno stadio che nella piazza della più grande basilica di Roma. Le campane della basilica di San Pietro suonano a festa per annunciare il nuovo papa. Lo stesso succede in piazza del Duomo a Milano, in piazza San Marco a Venezia, in tutte le chiese italiane. A minuti conosceremo il nome del successore Joseph Ratzinger. Sarà il cardinale francese Jean Luis Tauran ad annunciarlo. La notizia è finita subito su internet anche sul sito del Vaticano, dove appare lo stemma del Vaticano con la scritta ‘Habemvs Papam’.

Io non sono particolarmente religiosa ma vedere il tappeto di gente in piazza San Pietro, gente proveniente da tutto il mondo, lì insieme riunita per la stessa motivazione è davvero uno spettacolo straordinario. I flash, le luci, le bandiere sventolanti. Una festa, canti e balli. E “se mi sbaglio  mi corrigerete”…

…E un’altra emozionante pagina di storia sta per essere scritta.