• ❤ Sarah ❤

  • “Dite: E’ faticoso frequentare i bambini. Avete ragione. Poi aggiungete: perché bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi, inclinarsi, curvarsi, farsi piccoli. Ora avete torto. Non è questo che più stanca. E’ piuttosto il fatto di essere obbligati a innalzarsi fino all’altezza dei loro sentimenti. Tirarsi, allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi. Per non ferirli”. Janusz Korczack
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  • «Limitarsi a vivere non è abbastanza. C’è bisogno anche del sole, della libertà e di un piccolo fiore.» (Hans Christian Andersen)
  • L'uomo ha bisogno delle favole. Il fascino dei racconti fantastici che lo seduce in millenni, ha il potere di riportarlo alla normalità.... camminando a braccetto con Cenerentola e la Bella addormentata nel bosco, può ritrovare l'identità' perduta e capire meglio la realtà della vita" R. Battaglia
  • Senza la fantasia, senza la capacità di sognare, senza la poesia, siamo solo degli uomini. Con la fantasia e la poesia possiamo invece volare o perlomeno sollevarci da terra quel tanto che basta per sentirci qualcosa di più.

  • Noi non vediamo il mondo come è, vediamo il mondo come noi siamo. Talmud ebraico
  • Ognuno ha il mondo che si merita. Io forse ho capito che il mio è questo qua. Ha di strano che è normale. A. Baricco
  • I bambini hanno bisogno di raccontare favole quando qualcosa risulta troppo difficile da accettare. Francoise Dolto

Oppure NO

Figlio del tecnico del suono Riccardo Pizzamiglio (collaboratore anche di Antonello Venditti per le registrazioni dell’album del 1976 Ullalla), è morto poco prima di compiere trent’anni a causa dell’AIDS. Autore dei brani che interpretava, ha partecipato a tre edizioni del Festival di Sanremo: nel 1987 (Nel mio profondo fondo), nel 1992 (Con un amico vicino, cantata in duo con Andrea Mingardi) e nel 1994 (Oppure no). In quella che è stata la sua ultima esibizione era salito sul palco sanremese quando la malattia che lo aveva colpito era giunta ormai allo stadio terminale: di lì a soli tre mesi, il cantante moriva nella sua città natale, Milano, lontano dalle luci dei riflettori. Da allora riposa nel cimitero di Lierna, in provincia di Lecco. Tra la fine degli anni ’80 e gli inizi del ’90, Alessandro Bono ha aperto i concerti di artisti quali Bob Dylan, Francesco De Gregori e Gino Paoli. Tra il ’91 e il ’92 ha collaborato agli album “Stella nascente” di Ornella Vanoni scrivendo tre brani e a “Si faran… canzone” di Loretta Goggi con due brani. Risulta come ospite anche nell’album di Riccardo Cocciante del 1991 dal titolo omonimo e in Voci 2 di Mario Lavezzi, in cui duetta anche con Cristiano De André. È ricordato per lo stile spigliato che aveva sul palcoscenico e per il repertorio delle sue canzoni che lo poneva a mezza strada, in termini di linea interpretativa, fra il genere praticato da Battisti-Mogol e quello di Vasco Rossi. Come scrive Walter Gatti nel libro “Cosa sarà, la ricerca del Mistero nella canzone italiana” parlando della sua canzone più famosa, Bono si faceva notare per una canzone bellissima, Gesù Cristo, che cantava imbranato e indeciso davanti al microfono, una canzone che esprimeva con i suoi occhi chiari a volte nascosti dalla zazzera bionda. E la canzone parlava di una Milano infelice e buzzurra, di giovani che fumavano e bevevano troppo, di tante infelicità da mettere insieme Passare il tempo qui/ Tra queste facce bianche d’infelicità/ Intorno ad un biliardo/ Depressi come questa città/ Gesù Cristo ritorna/ Perché qui abbiam bisogno di te/ Per favore ritorna/ Hanno sporcato tutto quello che c’è.

tratto da wikipedia

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