Bene, grazie, tu?!?

Oggi sono veramente contenta. Una telefonata inaspettata mi ha rallegrato tanto. Mi ha riportato indietro con la mente e mi ha fatto sorridere. Eppure non  ho raccontato nulla di quanto avrei voluto, di quanto mi è successo nell’ultimo anno… Vita in Cantina, Le donne del vino, La mia prima vera vendemmia, la patente nautica, la famiglia che si allarga, la presenza di un gatto, la mia nuova postazione in ufficio, le favole, le foto, la Francia, l’America, vecchi ricordi conditi dalla musica di Rino Gaetano… Eh già! Proprio una telefonata carina. Magari una telefonata non allunga la vita ma alle volte la rallegra di tanto!

142′ anniversario della nascita di Maria Montessori

Il metodo montessoriano parte dallo studio dei bambini e delle bambine con problemi psichici, espandendosi allo studio dell’educazione per tutti i bambini. Montessori stessa sosteneva che il metodo applicato su persone subnormali aveva effetti stimolanti anche se applicato all’educazione di bambini normali. Il suo pensiero identifica il bambino come essere completo, capace di sviluppare energie creative e possessore di disposizioni morali (come l’amore), che l’adulto ha ormai compresso dentro di sé rendendole inattive. Il principio fondamentale deve essere la libertà dell’allievo, poiché solo la libertà favorisce la creatività del bambino già presente nella sua natura. Dalla libertà deve emergere la disciplina. Un individuo disciplinato è capace di regolarsi da solo quando sarà necessario seguire delle regole di vita. Il periodo infantile è un periodo di enorme creatività, è una fase della vita in cui la mente del bambino assorbe le caratteristiche dell’ambiente circostante facendole proprie, crescendo per mezzo di esse, in modo naturale e spontaneo, senza dover compiere alcuno sforzo cognitivo. Con la Montessori molte regole dell’educazione consolidate nei primi anni del secolo cambiarono. I bambini subnormali venivano trattati con rispetto, venivano organizzate per loro delle attività didattiche. I bambini dovevano imparare a prendersi cura di se stessi e venivano incoraggiati a prendere decisioni autonome. Montessori sviluppò tutto il suo pensiero pedagogico partendo da una costruttiva critica della psicologia scientifica, corrente di pensiero affermatasi nei primi anni del secolo. L’equivoco di base della psicologia scientifica era da ricercare nella sua illusione di fondo, secondo la quale erano sufficienti una osservazione pura e semplice e una misurazione scientifica per creare una scuola nuova, rinnovata ed efficiente. Il pensiero pedagogico montessoriano riparte dalla pedagogia scientifica. Infatti l’introduzione della scienza nel campo dell’educazione è il primo passo fondamentale per poter costruire un’osservazione obiettiva dell’oggetto. L’oggetto dell’osservazione non è il bambino in sé, ma la scoperta del bambino nella sua spontaneità ed autenticità. Infine, della scuola tradizionale infantile Maria Montessori critica il fatto che, in essa, tutto l’ambiente sia pensato a misura di adulto. In un ambiente così concepito, il bambino non si trova a suo agio e quindi nelle condizioni per poter agire spontaneamente. Maria Montessori definisce il bambino come un embrione spirituale nel quale lo sviluppo psichico si associa allo sviluppo biologico. Nello sviluppo psichico sono presenti dei periodi sensitivi, definiti nebule, cioè periodi specifici in cui si sviluppano particolari capacità.

il siciliano è una scoperta continua!

Cu mancia fa muddichi.

Chi mangia fa briciole ovvero chi fa

qualcosa inevitabilmente commette

qualche errore.

In nome della madre

vecchi banchi

Le vacanze sono finite e si ritorna sui banchi…dell’ufficio!

Le vacanze sono finite, almeno le mie e “da brava” sono ritornata a sedermi tra i banchi… dell’ufficio. Con non poca nostalgia l’affermazione “tornare tra i banchi” mi ha riportato indietro nel tempo, alla scuola, all’università e a tutti i banchi di studio che ho potuto conoscere. Credo di poter affermare con assoluta certezza che quei banchi lì mi mancano davvero. Mi manca l’odore della scuola, quello dei pennarelli sui diari dei compagni; il suono della campanella che scandiva il mio tempo, l’assenza assoluta di telefoni, cellulari, pc, condizionatori, stampanti, fax, macchinetta del caffè…  Adesso, invece, sono circondata da tutta questa roba poco affascinante e molto producente… Bello pensare che quando ero lì volevo essere qui!! Eterna insoddisfatta.

Cit. Roberto Benigni

Iniziare un cammino spaventa. Ma dopo ogni passo che percorriamo ci rendiamo conto di come era pericoloso rimanere fermi.