Tanti auguri S.Emma

Auguri alla mia nipotina. Auguri a tutte le Emma!

Trovato il mio ruolo…adesso ho anch’io cosa scrivere sui biglietti da visita!

Benjamin Malaussène è il personaggio centrale nei romanzi del Ciclo di Malaussène di Daniel Pennac. Di professione è capro espiatorio (prima nel Grande Magazzino, sorta di “tempio” del consumismo, poi alle Edizioni del Taglione). «Pianga, Malaussène, pianga in modo convincente. Sia un buon capro», o qualcosa di simile, si sente ripetere dai suoi datori di lavoro prima di ogni nuovo incarico. Un uomo buono che finisce sempre per sembrare responsabile di qualche misfatto. E per ironia la sua vocazione lavorativa è proprio accollarsi colpe non sue portando il cliente insoddisfatto all’esasperazione della pietà fino a fargli dimenticare il motivo della sua protesta. Malaussène non è solo un capro espiatorio, è anche un “capo tribù”: il capo della sua strana famiglia fatta solo di fratelli e sorelle, e una madre sempre in fuga ed innamorata, intorno a cui ruotano personaggi, a volte di dubbia legalità, che rappresentano il carattere multietnico di Belleville. È un uomo che ama profondamente la sua donna e il bambino che gli darà e che vive le gelosie e le preoccupazioni di ogni fratello maggiore. Nei romanzi della saga di Malaussène, caratterizzati dalla comune notevole valenza stilistica, i sentimenti del protagonista sono vivissimi e intensi, Pennac si esprime con una semplicità disarmante, usa parole che non possono che essere d’amore verso la finta realtà che descrive.. Tratto da wikipedia.

…da oggi mi farò scrivere Malaussène…

mercoledì pomeriggio

A me il pesce d’aprile quest’anno è arrivato in ritardo. Oggi per l’esattezza. E sono stanca, e sono stufa, e non ne posso più…E vorri andar via e non tornare ma mi rendo conto di come sia fuggire e la mia mamma dice che così è la vita che non posso prendermi a cuore qualsiasi aspetto che mi succede che non posso preventivare, programmare, conoscere prevenire, sapere tutto, che non sarebbe umano. Ma io fino ad ora ci sono riuscita. Ho sempre voluto e sempre ottenuto il massimo da me e da ciò che mi circonda, Non ho MAI preso sottogamba gli esami, gli impegni, il lavoro, Ho sempre pensato avanti, a ciò che mi avrebbe potuto dire chi mi sta di fronte e (avevo già pensato le possibili risposte)… Sono stanca. Irrequieta. Instabile e fragile. NON NE POSSO PROPRIO PIù!!!

Sfogo improvviso delle 15.00 di questo squallido mercoledì pomeriggio.

Thomas Jefferson disse

Thomas Jefferson disse: “L’arte della vita è l’arte di evitare il dolore; il miglior capitano è chi sta il più lontano possibile dagli scogli e dalle secche di cui è circondato”