• ❤ Sarah ❤

  • “Dite: E’ faticoso frequentare i bambini. Avete ragione. Poi aggiungete: perché bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi, inclinarsi, curvarsi, farsi piccoli. Ora avete torto. Non è questo che più stanca. E’ piuttosto il fatto di essere obbligati a innalzarsi fino all’altezza dei loro sentimenti. Tirarsi, allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi. Per non ferirli”. Janusz Korczack
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  • «Limitarsi a vivere non è abbastanza. C’è bisogno anche del sole, della libertà e di un piccolo fiore.» (Hans Christian Andersen)
  • L'uomo ha bisogno delle favole. Il fascino dei racconti fantastici che lo seduce in millenni, ha il potere di riportarlo alla normalità.... camminando a braccetto con Cenerentola e la Bella addormentata nel bosco, può ritrovare l'identità' perduta e capire meglio la realtà della vita" R. Battaglia
  • Senza la fantasia, senza la capacità di sognare, senza la poesia, siamo solo degli uomini. Con la fantasia e la poesia possiamo invece volare o perlomeno sollevarci da terra quel tanto che basta per sentirci qualcosa di più.

  • Noi non vediamo il mondo come è, vediamo il mondo come noi siamo. Talmud ebraico
  • Ognuno ha il mondo che si merita. Io forse ho capito che il mio è questo qua. Ha di strano che è normale. A. Baricco
  • I bambini hanno bisogno di raccontare favole quando qualcosa risulta troppo difficile da accettare. Francoise Dolto

Vorrei – Francesco Guccini

Vorrei conoscer l’ odore del tuo paese,
camminare di casa nel tuo giardino,
respirare nell’ aria sale e maggese,
gli aromi della tua salvia e del rosmarino.
Vorrei che tutti gli anziani mi salutassero
parlando con me del tempo e dei giorni andati,
vorrei che gli amici tuoi tutti mi parlassero,
come se amici fossimo sempre stati.
Vorrei incontrare le pietre, le strade, gli usci
e i ciuffi di parietaria attaccati ai muri,
le strisce delle lumache nei loro gusci,
capire tutti gli sguardi dietro agli scuri

e lo vorrei
perchè non sono quando non ci sei
e resto solo coi pensieri miei ed io…

Vorrei con te da solo sempre viaggiare,
scoprire quello che intorno c’è da scoprire
per raccontarti e poi farmi raccontare
il senso d’ un rabbuiarsi e del tuo gioire;
vorrei tornare nei posti dove son stato,
spiegarti di quanto tutto sia poi diverso
e per farmi da te spiegare cos’è cambiato
e quale sapore nuovo abbia l’ universo.
Vedere di nuovo Istanbul o Barcellona
o il mare di una remota spiaggia cubana
o un greppe dell’ Appennino dove risuona
fra gli alberi un’ usata e semplice tramontana

e lo vorrei
perchè non sono quando non ci sei
e resto solo coi pensieri miei ed io…

Vorrei restare per sempre in un posto solo
per ascoltare il suono del tuo parlare
e guardare stupito il lancio, la grazia, il volo
impliciti dentro al semplice tuo camminare
e restare in silenzio al suono della tua voce
o parlare, parlare, parlare, parlarmi addosso
dimenticando il tempo troppo veloce
o nascondere in due sciocchezze che son commosso.
Vorrei cantare il canto delle tue mani,
giocare con te un eterno gioco proibito
che l’ oggi restasse oggi senza domani
o domani potesse tendere all’ infinito

e lo vorrei
perchè non sono quando non ci sei
e resto solo coi pensieri miei ed io…

volerle dare la luna e le stelle…

statistiche siciliane

Ogni tanto guardo le statistiche di questo blog (raramente perchè io e i numeri non ci siamo mai fatti simpatia) ma oggi, con non poca sorpresa, ho trovato un’onda crescente sulla Sicilia! Non mi spiego come mai fino a qualche mese fa e dal giorno in cui questo piccolo quaderno elettronico è apparso nel mondo virtuale i lettori erano prevalentemente lombardi… Bè sinceramente il dato “siculo” mi fa piacere. Grazie davvero! Non posso che ringraziarvi amici meridionali anche se, con tutta onestà, continuerei a farmi sentire, a mettere per iscritto le mie opinioni e i miei stati d’animo indipendentemente da tutto: è la mia voce e finchè avrò vita romperò le scatole… Ops, mi farò sentire! Un abbraccio, buona giornata, Sara con l’acca.

Peynet era un inguaribile romantico…malinconico come doveva essere…

PEYNET
Peynet was born in Paris in 1908 from a family of merchants and at fifteen years old he attended the Art Institute. After completing his studies began to work on advertising design.In 1936, his first drawings were published in magazines such as “The Boulvardier” and “Laughter”. At the same time he began to realize the first designs for the smallest theater in Paris “The Huchette.
The story of Peynet began in 1942 in Valence, during the war. He was in the station waiting to catch the train to Clermont Ferrand, where he was evacuated with his wife Denise and little Annie. Peynet loved her Denise, knew her since she was seven. For a bizarre and almost unbelievable twist of fate she had  Damour as surname…!
He was looking for new ideas for the cartoons to publish in magazine, “Ric & Rac. While he was lost in thought, he heard music coming from a kiosk in the gardens near the station.
He saw a long-haired young violinist playing Vivaldi with orchestra and with a romantic girl who listened to him .
For him it was like an electric shock and the beginning of his legend. He imagined that this musician was left alone in that kiosk liberty from the rest of the orchestra to play only for his love.
Peynet made a series of cartoons and sent to the editor of the magazine.
“The sweethearts” were born … like a ray of sunshine in the dark days of Nazi occupation.Within a short time became the symbol of lovers around the world and when many years later the town of Valence decided to demolish the now famous kiosk, there was a genuine popular uprising.
In 1982 it was decided to keep it as a national monument. There is a plaque with the lovers holding hands and that there are many lovers and married couples who are photographed next to the legendary kiosk.
On January 14, 1999 at ninety years, died in the hospital of Peynet Mougin three years after the death of his beloved wife. Since then he walked toward the inevitable dusk and his health gave way.
Perhaps it was inevitable its collapse. He lover of love, good feelings, he complained about the appalling growth of vulgarity and cynicism.  him without his Denise…
He was convinced that we never hear too much of love … It was an incurable romantic …sad as it should be …

Gli innamorati di Peynet

Raymond Peynet nasce il 16 novembre 1908 a Parigi. Si sposa con Denise Damour ed avrà una figlia, Annie. E’ l’ultimo giovane ammesso a Germain Pilon, il futuro istituto di Arte Applicata all’Industria ed è uno dei fratelli Lumière a consegnargli il diploma. Il suo primo impegno è presso un pubblicista e, in seguito, presso un decoratore. Infine trova lavoro presso Tolmer dove realizza manifesti, confezioni per farmaci, scatole diverse. Si prodiga, quindi, per aprire una propria agenzia, ma la guerra è alle porte. Si trasforma in disegnatore dell’esercito, realizza esposizioni itineranti per i prigionieri; poi, prigioniero a sua volta, evade. Prima della guerra aveva iniziato ad inviare dei disegni a giornali e riviste ed a illustrare libri. Nel 1942, davanti al chiosco della Musica nel parco di Valence, Peynet inventa la famosa coppietta. Manda i disegni all’amico Max Favalelli, allora redattore della rivista “Ric e Rac”, che li chiamerà “gli innamorati di Peynet”. È l’inizio di una lunga storia. I due fidanzati viaggiano in tutto il mondo. Contemporaneamente, Peynet realizza scene e costumi teatrali, disegna l’espositore e il cofanetto del profumo Succès fou di Elsa Schiapparelli, illustra libri e intensifica la sua attività nel campo della grafica. “Le Kiosque des Amoureux de Peynet” diverrà monumento storico. Muore il 14 gennaio 1999.