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  • “Dite: E’ faticoso frequentare i bambini. Avete ragione. Poi aggiungete: perché bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi, inclinarsi, curvarsi, farsi piccoli. Ora avete torto. Non è questo che più stanca. E’ piuttosto il fatto di essere obbligati a innalzarsi fino all’altezza dei loro sentimenti. Tirarsi, allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi. Per non ferirli”. Janusz Korczack
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A volte qualcuno si sente così

A volte qualcuno si sente come un’extraterrestre, a volte invece qualcuno chiede aiuto proprio agli extraterresti, e basandomi sulla nota canzone di Finardi che inizio oggi a scrivere il mio post. E’ strano, penso, a volte ti ritrovi a canticchiare una canzone di cui non conosci il testo ma il ritornello ti è rimasto fortemente impresso “extraterrestre portami via, voglio una stella che sia tutta mia, extraterrestre vienimi a cercare voglio un pianeta su cui ricominciare”… vi  è mai capitato di leggere il testo di questa canzone interamente? Ve lo propongo nel post successivo. Fatemi sapere che ne pensate…

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Extraterrestre

C’era un tipo che viveva in un abbaino
per avere il cielo sempre vicino
voleva passare sulla vita come un aeroplano
perché a lui non importava niente
di quello che faceva la gente
solo una cosa per lui era importante
e si esercitava continuamente
per sviluppare quel talento latente
che è nascosto tra le pieghe della mente
e la notte sdraiato sul letto, guardando le stelle
dalla finestra nel tetto con un messaggio
voleva prendere contatto, diceva:

“Extraterrestre portami via 
voglio una stella che sia tutta mia 
extraterrestre vienimi a cercare 
voglio un pianeta su cui ricominciare 

Una notte il suo messaggio fu ricevuto
ed in un istante é stato trasportato
senza dolore su un pianeta sconosciuto
il cielo un po’ più viola del normale
un po’ più caldo il sole, ma nell’aria un buon sapore
terra da esplorare, e dopo la terra il mare
un pianeta intero con cui giocare
e lentamente la consapevolezza
mista ad una dolce sicurezza
“l’universo é la mia fortezza!”

“Extraterrestre portami via
voglio una stella che sia tutta mia
extraterrestre vienimi a pigliare
voglio un pianeta su cui ricominciare!”

Ma dopo un po’ di tempo la sua sicurezza 
comincia a dare segni di incertezza 
si sente crescere dentro l’amarezza 
perché adesso che il suo scopo é stato realizzato 
si sente ancora vuoto 
si accorge che in lui niente é cambiato 
che le sue paure non se ne sono andate 
anzi che semmai sono aumentate 
dalla solitudine amplificate 
e adesso passa la vita a cercare 
ancora di comunicare 
con qualcuno che lo possa far tornare, dice: 

“Extraterrestre portami via 
voglio tornare indietro a casa mia 
extraterrestre vienimi a cercare 
voglio tornare per ricominciare! 
Extraterrestre portami via
voglio tornare indietro a casa mia
extraterrestre non mi abbandonare
voglio tornare per ricominciare!”

tratto da l’amore ai tempi del colera

Lo svegliò la tristezza. Non quella che aveva provato la mattina davanti al cadavere dell’amico, ma la nebbia invisibile che gli riempiva l’anima dopo la siesta e che lui interpretava come la notifica divina che stava vivendo i suoi ultimi pomeriggi. Fino ai cinquant’anni non era stato cosciente della misura, del peso e dello stato dei suoi visceri. A poco a poco, mentre giaceva con gli occhi chiusi, aveva cominciato a sentirseli dentro, a uno a uno, sentendo perfino la forma del suo cuore insonne, il suo fegato misterioso, il suo pancreas ermetico, e aveva scoperto che anche le persone più vecchie erano più giovani di lui, e che aveva finito per essere l’unico sopravvissuto dei leggendari ritratti di gruppo della sua generazione. Quando si era reso conto delle sue prime dimenticanze, aveva fatto appello a una risorsa che aveva sentito da uno dei suoi maestri nella Scuola di Medicina: “Chi non ha memoria se ne fa una di carta”.

Insegnami a guardare il mondo…

Insegnami a guardare il mondo 
con il tuo sguardo 
invitami agiocare rotolando sul pavimento 
aiutami a trovare la purezza e l’innocenza 
e l’immensa meraviglia che sta nell’incoscenza 
insegnami nuove parole d’amore 
e poi come prendere a calci un dolore 
a scacciare via tutti i fantasmi i mostri e le streghe 
Chiudo gli occhi e sento che 
ogni giorno insieme a te 
avrò il coraggio di sorridere 

Io una ragazza e la gente

(…) E invece voglio essere me stesso 
senza chiedere il permesso 
senza l’armistizia con la società 
forse sono un poco matto 
forse sono matto tutto 
ma sto bene proprio come sto (…)

mi dispiace…

Mi dispiace che ieri è andato via un ragazzo di soli 24 anni, mi dispiace che ieri è morto un campione dello sport, mi dispiace anche se io non sono affatto una sportiva, mi dispiace anche se infondo  lo conoscevo poco, anzi non lo conoscevo affatto. Sapevo chi era perchè una volta che si entra nello schermo della TV di casa non passi inosservato soprattutto se sulla testa ti ritrovi un cespuglio di capelli e la tua voce sembra non corrispondere alla cassa di risonanza del tuo corpo… Buon viaggio Marco.

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