favole

I bambini hanno bisogno di raccontare favole quando qualcosa risulta troppo difficile da accettare. Francoise Dolto

Nostalgia

In greco ritorno si dice nostòs. Algos significa sofferenza. La nostalgia è dunque la sofferenza provocata dal desiderio inappagato di ritornare. Ritorno. Molte immagini riaffiorano alla mente: il figlio perduto che ritrova la strada, l’uomo che si ricongiunge all’amata, la casa natale, il sentiero riscoperto dov’è rimasta l’impronta dei passi perduti dell’infanzia. Ulisse che rivede la sua isola dopo anni di vagabondaggio: il ritorno, il ritorno, la grande magia del ritorno. L’Odissea, l’epopea fondatrice della nostalgia, è nata agli albori dell’antica cultura greca e Ulisse, il più grande avventuriero di tutti i tempi era anche il più grande nostalgico.

anche una catapecchia

Anche una catapecchia per qualcuno può essere un meraviglioso, magico castello di carta…

Quante stelle ci sono in cielo?

Ieri sono stata tutto il giorno tra le vigne. Detta così può apparire noioso o faticoso e in realtà la fatica c’è stata ma è stata ripagata da un solo sguardo nel cielo stellato. Vi siete mai accorti di quante stelle ci sono nel cielo? Vi siete mai fermati a riflettere, pensare, sognare, immaginare, alla sola luce delle stelle? …Mi raccontate i vostri pensieri?

e combatterò pure contro i mulini a vento

Il dolore mi ha fatto trovare la mia strada. Non ho mai sofferto così tanto e per tutto insieme. Che la vita ti dia momenti di tristezza lo sappiamo tutti e non è una novità, questi momenti possono essere più o meno forti, più o meno difficili da superare ma sono contornati dai sicuri appigli, da ciò a cui puoi aggrapparti con tutta la tua forza e che ti permette di andare avanti, di rialzarti, di rivedere dopo qualche tempo il mondo a colori. Ma adesso per me non è più così. Tutto e dico tutto non va bene. Nessun appiglio, nessuna forza, niente che ti permetta di vedere i tuoi amati colori. Solo i sogni. Ma si può vivere di sogni? Si può vivere aspettando che la persona che ami ti venga a prendere e combatta insieme a te? Non pensavo che la mia fantasia, preziosa compagna di un’infanzia felice, potesse essere un giorno fonte di grande dolore. Già, perchè, per star bene devo vivere di fantasia. Devo indossare un’armatura e sconfiggere il mondo. Ma perchè? Ma per chi?? Sono sola. Forse lo sarò per tutta la vita, chi lo sa. Mi sento tanto Don Chisciotte, la sua visionaria ostinazione lo ha sempre spinto a leggere la realtà con altri occhi. Scambiava i mulini a vento con giganti dalle braccia rotanti, i burattinicon demoni, le greggi di pecore con eserciti nemici. Ha combattuto i suoi avversari immaginari risultando sempre sonoramente sconfitto, e suscitando l’ilarità delle persone che hanno assistito alle sue folli gesta… Vorrei tanto sapere come andrà a finire ma io sono una scrittrice di favole e credo ancora nel lieto fine…

Ti aspetto. Alda Merini

Ti aspetto e ogni giorno
mi spengo poco per volta
e ho dimenticato il tuo volto.
Mi chiedono se la mia disperazione
sia pari alla tua assenza
no, è qualcosa di più:
è un gesto di morte fissa
che non ti so regalare.

Alda Merini, da "Clinica dell'abbandono"

Questo non è un romanzo

Questo non è un romanzo. E neppure un racconto. Questa è una storia. Inizia con un uomo che attraversa il mondo e finisce con un lago che se ne sta lì in una giornata di vento. Si potrebbe dire che è una storia d’amore. Ma se fosse soltanto quello non sarebbe valsa la pena di raccontarla. Ci sono di mezzo dei desideri e dei dolori che sai benissimo cosa sono ma un nome vero per definirli non ce l’hai. E comunque non è amore. Questa è una cosa antica. Quando non hai un nome per dire le cose allora usi delle storie. Funziona così. Da secoli. A. Baricco, Seta.

…Forse ho capito cosa voglio fare da grande…