• ❤ Sarah ❤

  • “Dite: E’ faticoso frequentare i bambini. Avete ragione. Poi aggiungete: perché bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi, inclinarsi, curvarsi, farsi piccoli. Ora avete torto. Non è questo che più stanca. E’ piuttosto il fatto di essere obbligati a innalzarsi fino all’altezza dei loro sentimenti. Tirarsi, allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi. Per non ferirli”. Janusz Korczack
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  • «Limitarsi a vivere non è abbastanza. C’è bisogno anche del sole, della libertà e di un piccolo fiore.» (Hans Christian Andersen)
  • L'uomo ha bisogno delle favole. Il fascino dei racconti fantastici che lo seduce in millenni, ha il potere di riportarlo alla normalità.... camminando a braccetto con Cenerentola e la Bella addormentata nel bosco, può ritrovare l'identità' perduta e capire meglio la realtà della vita" R. Battaglia
  • Senza la fantasia, senza la capacità di sognare, senza la poesia, siamo solo degli uomini. Con la fantasia e la poesia possiamo invece volare o perlomeno sollevarci da terra quel tanto che basta per sentirci qualcosa di più.

  • Noi non vediamo il mondo come è, vediamo il mondo come noi siamo. Talmud ebraico
  • Ognuno ha il mondo che si merita. Io forse ho capito che il mio è questo qua. Ha di strano che è normale. A. Baricco
  • I bambini hanno bisogno di raccontare favole quando qualcosa risulta troppo difficile da accettare. Francoise Dolto

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16.05.2011

Mangi, sei grasso. Non mangi, sei fuori di testa. Bevi, sei un alcolizzato. Non bevi, sei piccolo. Leggi, sei uno sfigato. Non leggi, sei uno stupido. Fumi, pensi di essere figo. Non fumi, sei un perdente. Ti trucchi, sei una puttana. Non ti trucchi, sei brutta. Non puoi piacere a nessuno. Sempre. Non cercare di diventare quello che non sei. Devi solo essere te stesso.

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riflessioni mattutine

Mi dispiace se spesso, anzi sempre, adopero il blog per sfogarmi, per scrivere a qualcuno che spero tanto non abbia mai smesso di leggermi, se spero sempre che anche i miei familiari ogni tanto cercassero di sapere come sto, provassero a capirmi senza considerarmi folle, ma anch’io mi sto uniformando, sto smettendo di credere ai sogni. Nella vita non si sceglie, non si sceglie proprio niente. E’ tutto il resto che sceglie te e tu devi adeguarti. Per il quieto vivere… Oppure l’unica scelta che hai è quella di sentirti te stessa fregandotene del mondo, circondandoti di quei pochi (forse nessuno) che la pensa come te. La tua scelta è rimanere o partire. Andare o restare. E cosa ti trattiene se non un mondo che non ti comprende? La paura di restar sola, veramente sola…Perdere tutti e soprattutto te, che sei entrato nella mia vita per un breve periodo. Agli inizi pensavo che il destino ci avesse unito per aiutarti a superare il tuo dolore ma adesso sono giunta alla conclusione che fosse esattamente l’opposto. Per ironia della sorte mi trovo quasi nella tua stessa situazione. Mentre scrivo combatto con il fantasma che ho amato e perduto, con fantasmi che ogni sera mi vengono a trovare. Adesso comprendo meglio le difficoltà che dovevi affrontare e mi rendo conto di quanto fosse duro per te. A volte il dolore è tanto forte e sebbene sia consapevole della situazione attuale una parte di me vorrebbe rimanere aggrappata a te per sempre. Amando un altro il mio ricordo di te potrebbe affievolirsi ma è proprio qui il paradosso: anche se mi manchi immensamente proprio grazie a te non temo il futuro (è quello che ho cercato di farti capire sabato in macchina). Dato che sei riuscito ad innamorarti di me mi hai dato speranza. Mi hai insegnato che per quanto sia grande il dolore, si può continuare a vivere. E a modo tuo mi hai indotto a credere che l’amore vero non può essere negato. In questo momento io non credo d’essere ancora pronta ma questa è una mia scelta. So con certezza che non ci perderemo mai, ci allontaneremo (forse) ma ci saremo sempre uno per l’altro. Ascoltando il mare sentirò la tua voce e contando le barchette all’orizzonte avrò ancora la sensazione di gioia che avevo con te. Questo non è un addio ma un ringraziamento. Grazie di essere venuto nella mia vita  di avermi dato gioia, grazie di avermi amata e di avermi accettata in cambio del mio amore. Grazie dei ricordi che custordirò per sempre nel mio cuore. Ma soprattutto grazie per avermi mostrato che verrà un tempo in cui infine sarò capace di lasciarti andare..

per voi che cos’è?

Cos’è l’amore? L’ho chiesto a molti… Mi è stato detto che l’amore è il sentimento più forte del mondo, il sentimento che lo fa muovere, che lo fa girare. Mi è stato detto che l’amore è un qualcosa di appiccicoso, qualcosa che attacca due persone, e può essere un bene nel senso che quei due resteranno sempre insieme, così come può essere un male perchè nello stare sempre attaccati uno dei due, prima o poi, potrà anche scocciarsi e cercare un solvente per scappare via lontano. Mi è stato detto che l’amore è la cosa peggiore che possa capitare. Mi è stato detto che l’amore è una brutta bestia… una medaglia con due volti.  Mi sono state dette un sacco di altre cose… così tante che ora non le posso ricordare tutte, così tante che non entrerebbero mai in questo piccolo blog.

Chi seguire? A chi credere? Su quale teoria appoggiarsi? Tutte? Nessuna? 

Io credo che ognuno debba farsi una propria idea dell’amore…  Credo che ognuno debba provarlo sulla sua pelle per poter dire cos’è… Credo che ognuno debba soffrire per amore… Credo che ognuno, dopo aver sofferto, debba guardare le proprie ferite ed insegnarle a qualcun altro… 

Amore é: 

Quando ti svegli la mattina con pensiero fisso… 

Quando apri l’armadio e vedi quel peluche ancora sorridente che ti guarda contento… 

Quando indossi quel braccialetto e quella collana che ti ricordano sempre la stessa persona… 

Quando ti metti le scarpe e pensi ancora a quella persona… 

Quando esci di casa e conti i minuti che mancano per incontrare quella persona… 

Quando mangi, giochi, viaggi, corri, siedi, parli, litighi, dormi, sogni, hai sempre la stessa persona davanti agli occhi… 

Quando non fai altro che pensare a quella persona… 

Quando le parole “quella persona” ti rimbombano talmente tanto nella testa da non riuscire a pensare ad altro… 

Ma non è tutto qui… Amore è: 

Quando ti svegli la mattina lacrimante con un pensiero fisso… 

Quando apri l’armadio e vedi che il peluche è caduto o si è persino girato di spalle per non guardarti in faccia da quanto fai schifo anche se non è vero.. 

Quando lanci quel braccialetto e quella collana che ti ricordano sempre la stessa persona sul peluche girato… 

Quando ti metti le scarpe e ti stanno sempre più strette… 

Quando esci di casa e conti i minuti che mancano per tornare a letto e non pensare più a quella persona… 

Quando non mangi, non giochi, non viaggi, non corri, non siedi, non parli, non litighi, non dormi, non sogni, perché hai sempre la stessa persona davanti agli occhi e ti passa la voglia di far tutto. 

Quando non fai altro che pensare a quella persona piangendoti addosso. 

Quando le parole “quella persona” ti rimbombano talmente tanto nella testa da iniziare ad odiarle e allo stesso tempo a temere che smettano di rimbombare per timore di perderle per sempre. 

Tutto questo è amore, l’amore vero. Non c’è rosa senza spine.  Sarà per questo il simbolo dell’amore per antonomasia è la rosa. Per poter dire “ho amato” bisogna prima aver detto “ho sofferto”… non si scappa a questo… è una regola di vita.  Non c’è rosa senza spine, non c’è spina senza sangue, non c’è sangue senza dolore, non c’è dolore senza sofferenza, non c’è amore senza spine, sangue, dolore e sofferenza. Ma allora perché? Perché tutti vogliono amare? Perché ogni essere vivente non ha altro scopo se non quello di trovare l’altra metà della mela? Perché tutti vogliono arrampicarsi su una rosa? La risposta è che una volta essersi arrampicati su per la rosa, una volta aver perso tutto quel tempo per risalire tutto il gambo, una volta essersi feriti lievemente o in profondità durante la scalata per le sue migliaia di spine… si riesce ad arrivare in cima, si riesce a raggiungere i petali chiusi, e una volta lì te ne freghi delle ferite, te ne freghi del dolore e della sofferenza che hai passato, te ne freghi di quello che senti, l’unico tuo pensiero è quello di usare tutte le tue ultime forze rimaste per aprire quei petali. Ti sforzi, usi tutte le tue energie, non t’importa di soffrire… non t’importa della sofferenza… non t’importa di morire. 

Perché sai… lo sai che una volta aperto quel fiore, una volta riuscito ad aprire e spiegare ogni petalo… potrai posarti al suo centro e distenderti su di esso, potrai riposarti e recuperare le forze, potrai accarezzare quei lisci e caldi petali rossi, potrai respirare solo ed unicamente il suo profumo… potrai rimanere lì immobile fino a quando non si sarà richiuso con te dentro, fino a quando non diventerai tu stesso parte della rosa.  Solo allora si raggiunge la felicità… solo allora si raggiunge l’amore.  Ma nella vita si sa che non può essere tutto semplice. Nella realtà si sa che non tutto va sempre bene. 

Odio la realtà.  Una spina potrebbe essere troppo grossa da superare. Una ferita potrebbe essere troppo profonda per farti continuare. Un colpo di vento potrebbe farti cadere proprio quando sei quasi in cima. I petali potrebbero rifiutare di aprirsi. La rosa potrebbe appassire. E allora ti ritroveresti solo, sempre più solo, vicino ad una rosa morente senza più calore, senza nessun altro posto dove andare, senza riuscire a pensare di poter scalare un’altra rosa, perchè sarebbe troppo doloroso. E allora stai lì: aspetti che piova, aspetti che arrivi la primavera, aspetti un miracolo, aspetti una qualsiasi cosa possa ridar vita a quella rosa, pur sapendo che magari non sarà mai bella e rigogliosa come prima, ma sarà pur sempre la tua rosa.