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  • “Dite: E’ faticoso frequentare i bambini. Avete ragione. Poi aggiungete: perché bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi, inclinarsi, curvarsi, farsi piccoli. Ora avete torto. Non è questo che più stanca. E’ piuttosto il fatto di essere obbligati a innalzarsi fino all’altezza dei loro sentimenti. Tirarsi, allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi. Per non ferirli”. Janusz Korczack
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lunedì 21 febbraio 2011

Oggi ho iniziato a fare le bomboniere per la mia nipotina. Ho disegnato e colorato ad acquarello quasi 50 bigliettini con su scritto “E’ nata Emma”, bigliettini che andranno tutti rigorosamente nella pattumiera appena un istante dopo aver portato la bomboniera a casa, sempre che a casa ci arrivi! Credo che le bomboniere siano quanto di più inutile possa esistere al mondo e non lo dico solo perchè mi sto ritrovando adesso materialmente a farle, è un mio pensiero da sempre. Piccoli oggetti privi di utilità che tristemente si vedono esposti in vendita a pochi centesimi di euro al mercato dell’usato. Nessuna emozione per quegli oggetti, nessun ricordo. Ci si sbarazza di loro il prima possibile addirittura vendendoli. Per questo ho pensato di creare qualcosa di minimamente utile: dei cuoricini di pannolenci da appendere nell’armadio perchè profumati. In mente nulla di meglio, eppure questo è un momento in cui mi sento particolarmente creativa. Oggi, ad esempio ho preso una bottiglia d’acqua da 5litri e l’ho trasformata in “contenitore di idee”, riempita di lucine di natale, le “idee” che illuminano la mia mente si accendono una dopo l’altra nel contenitore trasparente che non solo le contiene ma le trattiene. Dite che si tratta di follia? …Oggi ho colorato dei sassi blu mare, ho cercato una foto raffigurante spago (quella qui sopra) e ho scritto altre nuove favole…

Uso i pensieri come filo per rammendare pagine di vita.  Utilizzo le parole come bottoni per asole di storie ancora da scoprire, adopero i punti esclamativi come aghi per ricamare sui ricordi del passato, utilizzo l’ironia come piccole forbici per scucire dolori, allungo orli alle giornate per nascondere vecchie cicatrici: i miei occhi sono luci notturne passate a imbastire abiti smessi. Come metro prendo i ricordi e misuro con il silenzio quanto tessuto di vita devo ancora tagliare. Costringo il domani ad essere ditale per non macchiarlo dalle paure dell’oggi. Il tempo è un lavoro di sartoria a volte di grezzo, altre di fine cucito. Rammendo, ricamo e lascio tracce di gesso bianco sul tessuto di giorni scuri per non scordare domani quale taglio dare alla vita.

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Una Risposta

  1. Uso i pensieri come filo per rammendare pagine di vita..è un mio scritto a cui sono particolarmente legata mi fa sempre piacere vederlo riportato doppio piacere se ne fosse citata la fonte. Grazia.

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