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  • “Dite: E’ faticoso frequentare i bambini. Avete ragione. Poi aggiungete: perché bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi, inclinarsi, curvarsi, farsi piccoli. Ora avete torto. Non è questo che più stanca. E’ piuttosto il fatto di essere obbligati a innalzarsi fino all’altezza dei loro sentimenti. Tirarsi, allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi. Per non ferirli”. Janusz Korczack
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  • I bambini hanno bisogno di raccontare favole quando qualcosa risulta troppo difficile da accettare. Francoise Dolto

Incubi

Gli incubi sono sogni che spaventano: spesso svegliano il bambino, facendolo piangere e urlare. Solitamente gli incubi compaiono durante la seconda metà della notte e il bambino si sveglia impaurito; queste caratteristiche ci aiutano a distinguere gli incubi dagli episodi di terrore notturno, che solitamente avvengono poche ore dopo l’addormentamento del bambino e non lasciano ricordi. A tutti, adulti e bambini, capita di fare dei brutti sogni, ma i bambini fino ai cinque – sei anni tendono a rimanere più impauriti dagli incubi di quanto non accada in altre fasce di età.
Avvicinandosi ai due anni, i bambini iniziano ad acquisire la consapevolezza di sognare e, a volte, al risveglio provano a raccontare ai loro genitori i sogni che hanno fatto. A questa età i bambini non sanno ancora distinguere adeguatamente la fantasia dalla realtà, quindi per loro un brutto sogno non resta confinato al momento del sonno e può sembrare qualcosa di molto reale.
Verso i quattro-cinque anni, pur avendo compreso abbastanza bene la distinzione tra sogno e realtà, il bambino può far fatica a superare la paura provocata da un incubo. Durante la crescita del bambino ci sono delle fasi particolari durante le quali alcuni argomenti emergono più frequentemente durante gli incubi: i bambini di due-tre anni fanno spesso sogni connessi al tema della separazione (possono quindi sognare di perdersi, o di trovarsi in pericolo in assenza dei genitori), mentre verso i quattro-cinque anni sono spesso presenti figure fantastiche e cattive, quali mostri o streghe. Gli incubi possono avere diverse cause, che vanno valutate di caso in caso. I brutti sogni sono uno dei modi in cui adulti e bambini manifestano piccole o grandi preoccupazioni. Se i brutti sogni del bambino avvengono solo sporadicamente può essere che si tratti di preoccupazioni momentanee, magari legate alla visione di un programma televisivo spaventoso per il bambino o a qualcosa che ha disturbato il sonno.
Se invece i brutti sogni si ripetono frequentemente nell’arco di alcune settimane, possono essere collegati a una situazione di inquietudine che il bambino sta vivendo. Solitamente gli incubi tendono a ridursi con l’attenuarsi della preoccupazione del bambino, può essere opportuno chiedere il parere di un esperto nel caso in cui dovessero diventare particolarmente difficili da gestire o se si dovessero protrarre per più di un mese senza segni di miglioramento. Quando i bambini si svegliano dopo un brutto sogno, hanno bisogno di essere rassicurati dai genitori. Può essere utile ascoltare il loro racconto , mostrandogli che nella sua cameretta è al sicuro e che la mamma o il papà sono li con lui. Se dopo aver fatto un brutto sogno il bambino viene nel vostro letto, coccolatelo finché non si è tranquillizzato e poi riportatelo nella sua cameretta: lasciarlo dormire con voi vorrebbe dire confermargli l’idea che la cameretta è un luogo poco sicuro, magari popolato da mostri spaventosi. Nei periodi in cui il bambino fa spesso brutti sogni si può dedicare più tempo al rituale della buonanotte, cercando gradualmente di creare un’atmosfera tranquilla e rilassata che lo aiuti ad addormentarsi serenamente. Si possono utilizzare oggetti del cuore (come bambole o copertine) e insegnargli delle canzoncine da cantare sottovoce per addormentarsi. Durante il giorno si può cercare di allentare le richieste che vengono fatte al bambino: gli incubi possono essere un suo modo di dirvi che fa fatica a fare ciò che gli viene chiesto.
Un altro accorgimento consiste nelcontrollare i contenuti dei programmi televisivi o dei videogiochi che il bambino guarda in quel periodo: può essere che alcuni contenuti lo agitino e non siano quindi adatti a lui. In generale è importante che i genitori osservino i comportamenti del bambino in modo da cogliere eventuali altre manifestazioni di preoccupazione o paura ed eventualmente chiedere la consulenza di un esperto.


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