• ❤ Sarah ❤

  • “Dite: E’ faticoso frequentare i bambini. Avete ragione. Poi aggiungete: perché bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi, inclinarsi, curvarsi, farsi piccoli. Ora avete torto. Non è questo che più stanca. E’ piuttosto il fatto di essere obbligati a innalzarsi fino all’altezza dei loro sentimenti. Tirarsi, allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi. Per non ferirli”. Janusz Korczack
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  • «Limitarsi a vivere non è abbastanza. C’è bisogno anche del sole, della libertà e di un piccolo fiore.» (Hans Christian Andersen)
  • L'uomo ha bisogno delle favole. Il fascino dei racconti fantastici che lo seduce in millenni, ha il potere di riportarlo alla normalità.... camminando a braccetto con Cenerentola e la Bella addormentata nel bosco, può ritrovare l'identità' perduta e capire meglio la realtà della vita" R. Battaglia
  • Senza la fantasia, senza la capacità di sognare, senza la poesia, siamo solo degli uomini. Con la fantasia e la poesia possiamo invece volare o perlomeno sollevarci da terra quel tanto che basta per sentirci qualcosa di più.

  • Noi non vediamo il mondo come è, vediamo il mondo come noi siamo. Talmud ebraico
  • Ognuno ha il mondo che si merita. Io forse ho capito che il mio è questo qua. Ha di strano che è normale. A. Baricco
  • I bambini hanno bisogno di raccontare favole quando qualcosa risulta troppo difficile da accettare. Francoise Dolto

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La scrittrice di favole

C’era una volta in una terra lontana, una donna che a cui piaceva scrivere favole. Favole di tutti i tipi e di qualsiasi argomento. I bambini, quando la incontravano per strada le chiedevano sempre se aveva una fiaba da raccontare e lei, catturata l’attenzione di tutti, li intratteneva con favole nuove e colorate, con le quali i bambini ridevano o piangevano, e comunque, imparavano così come lei imparava ad amarli sempre di più, come fonte di innocenza e dolcezza. Venne un giorno in cui questa donna cominciò ad avere paura. Iniziò a temere che venisse il momento in cui non avrebbe più avuto idee nuove, che la favola finisse. Questa paura la attanagliava e ormai non riusciva più ad avere una vita normale. Niente riusciva a tranquillizzarla e cercava nel più breve tempo possibile di trovare un rimedio a tale grande problema. Le venne così in mente di trasformare la sua vita quotidiana in una favola, così, si disse, non potrà abbandonarmi mai. E così fece: costruì una casa di cioccolato e caramella, con i mobili di liquirizia e i lampadari di candito, cominciando a vestirsi tutti i giorni da Principessa. Costruì (o forse si fece costruire) anche un burattino di legno che mise vicino al letto sperando che non diventasse mai uomo e riempì il giardino di nani…ne mise 14 per sicurezza. Cominciò anche a non uscire più di casa poiche’ aveva paura che in sua assenza la casa potesse scomparire e con essa anche la favola. Continuava a scrivere chiusa tra le sue mura e non incontrava più i bambini cosicchè il suo animo cominciò a inaridirsi. Anche i suoi amici cominciarono a non frequentarla più e lei si sentiva sempre più sola. Un giorno guardo’ fuori dalla finestra e vide al tramonto delle nuvole illuminate di rosa dal sole che tramontava e notò che avevano la strana forma di orsacchiotti, quindi immaginò la terra come un immenso parco giochi per grossi orsacchiotti che saltellavano allegramente. Guardò il sole tramontare e lo vide come un anziano signore che lascia questo mondo per tornare a splendere, luminoso più che mai, in un altro…Con l’arrivo della notte osservo’ la luna e vide che sembrava un enorme specchio, allora immagino’ tutte le creature volanti specchiarsi nel più bell’astro del mondo. Si rese conto allora, che la favola era tutta intorno a lei, nella natura, in quello che poteva vedere, toccare, odorare e sentire. Le fiabe, nate con il mondo, sarebbero vissute almeno finchè il mondo fosse esistito. Capì anche che non si poteva incatenare una favola e che bisognava semplicemente guardare il mondo intorno come un’eterna, grandiosa favola e continuare a vivere… Solo così le favole non avrebbero mai smesso di bussare alla porta della sua creatività.

 

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Sara

Ieri sera prima di dormire stranamente ho acceso la radio e con non poca sorpresa le mie orecchie si sono immediatamente accorti della canzone che stava andando: nessuna presentazione, difficile che qualcuno non la conosca. La mia canzone per certi versi (per quanto priva di h), la canzone che molti hanno canticchiato non appena pronunciavo il mio nome, la canzone che mi faceva arrossire da piccola per la frase “ti porterei ogni giorno a far l’amore” eppure ieri sera questa canzone è riuscita ad inarcarmi le labbra e farmi sorridere. Ho ricordato momenti trascorsi che avevo riposto ordinatamente nei cassettini dei ricordi. Momenti piacevoli che in alcune circostanze possono essere di grande aiuto, una bambina con capelli ricci ricci, le ginocchia perennemente sbucciate e le guance rosse, una bambina che non trovava per nulla strano conoscere il dialetto trentino e vivere in sicilia, che amava partire e trovare ogni anno persone nuove a cui accostarsi, che crescendo immaginava il suo principe azzurro diverso dai soliti biondini slavati dagli occhi azzurri (non me ne vogliano i principi delle altre bambine!) Adesso ascolto la canzone attentamente, non mi colpisce più la frase che mi ha sempre fatto arrossire, adesso vengo attirata da altre frasi: “il tuo bambino se ci credi nascerà”…Sarà un inno all’amore che mi ha accompagnato tutta la vita me ne sto accorgendo solo adesso?

Le tue convinzioni…

“ Le tue convinzioni diventano i tuoi pensieri. I tuoi pensieri diventano le tue parole. Le tue parole diventano le tue azioni. Le tue azioni diventano le tue abitudini. Le tue abitudini diventano i tuoi valori. I tuoi valori diventano il tuo destino. Noi siamo gli artefici della nostra vita, tuttavia non ne siamo responsabili sinchè non ci rendiamo conto di questa realtà. In questo caso si potrebbe dire che “la legge ammette l’ignoranza” M. Gandhi