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  • “Dite: E’ faticoso frequentare i bambini. Avete ragione. Poi aggiungete: perché bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi, inclinarsi, curvarsi, farsi piccoli. Ora avete torto. Non è questo che più stanca. E’ piuttosto il fatto di essere obbligati a innalzarsi fino all’altezza dei loro sentimenti. Tirarsi, allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi. Per non ferirli”. Janusz Korczack
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  • «Limitarsi a vivere non è abbastanza. C’è bisogno anche del sole, della libertà e di un piccolo fiore.» (Hans Christian Andersen)
  • L'uomo ha bisogno delle favole. Il fascino dei racconti fantastici che lo seduce in millenni, ha il potere di riportarlo alla normalità.... camminando a braccetto con Cenerentola e la Bella addormentata nel bosco, può ritrovare l'identità' perduta e capire meglio la realtà della vita" R. Battaglia
  • Senza la fantasia, senza la capacità di sognare, senza la poesia, siamo solo degli uomini. Con la fantasia e la poesia possiamo invece volare o perlomeno sollevarci da terra quel tanto che basta per sentirci qualcosa di più.

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Buon fine settimana

E’ con un’immagine di biscottini che vi saluto e vi auguro di trascorrere un dolce fine settimana. Oggi solo due post, uno sui tatuaggi e uno dedicato ad un pomeriggio trascorso in compagnia di un amico. Nulla da dire, credo. Il perchè dei tatuaggi? Li trovo belli. Non tutti, alcuni. Mi era passata per la testa l’idea di farmene uno ma non mi sarei più distinta in famiglia… ci credete che tutti i miei cugini (e dico tutti) hanno un tatuaggio? No…non è nemmeno la paura del dolore che mi ha fermato, è solo la semplice constatazione che ciò che di veramente importante nella mia breve vita mi è accaduto si è “tatuato” nel cuore e nella mente e non credo ci vuole un segno, grande o piccolo che sia a rendere indelebile il ricordo. Oggi sono proprio poetica…per non dire patetica…in fondo poche lettere fanno la differenza! Baci baci e di nuovo buon fine settimana!

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psicologia del tatuaggio

Cosa spinge una persona a decidere di farsi disegnare sul proprio corpo qualcosa di indelebile e che quindi rimarrà impresso per sempre sulle proprie membra? L’arte di decorare il proprio corpo attraverso il tatuaggio ha radici molto antiche ed è rimasta un’attività ancora di moda. Nei tempi antichi il tatuaggio serviva a riconoscere a quale gruppo sociale si apparteneva, ad esorcizzare le paure, a comunicare, ad abbellirsi. In qualche modo anche oggi il tatuaggio assume tali valenze. Di fatto un disegno sulla pelle, che si è ben consapevoli rimarrà per la vita (salvo poi decidere di eliminarlo), sicuramente comunica qualcosa di sé, della propria personalità, di un evento che è stato o è ancora significativo nella propria esistenza. La scelta di dove farsi il tatuaggio, come anche il soggetto da imprimere sulla pelle, non è casuale. Secondo gli esperti che studiano la psicologia dei tatuaggi, la persona che sceglie di farsi un disegno indelebile nella parte destra del corpo è aperta, solare, realistica; mentre chi si fa tatuare nella parte sinistra del corpo è una persona con poca stima di sé, pessimista, insicura. Importante è anche che tipo di soggetto si decide di imprimere per sempre sulla propria pelle. Solitamente le donne preferiscono soggetti piccoli come farfalle, fiori, delfini, luna, sole e stelle. Gli uomini scelgono maggiormente animali che denotano grande forza come leoni, draghi, oppure guerrieri, vichinghi, disegni celtici, anche in formato piuttosto grande rispetto alle dimensioni predilette dalle donne, come a voler acquisire la forza e il potere del soggetto impresso sulla pelle. La motivazione a farsi un tatuaggio cambia con l’età e con il tempo. Un adolescente ad esempio può scegliere di farlo per affermare la propria personalità; un adulto invece potrebbe decidere di farlo per ricordare qualcosa, qualcuno o una fase importante e significativa della propria vita (ad esempio, molti si fanno tatuare il nome dei propri figli).  Di fatto farsi tatuare può essere doloroso, soprattutto rispetto alla sensibilità della zona del corpo scelta: ciò per alcuni rappresenta una prova di coraggio che dà maggior valenza al soggetto tatuato. Le occasioni che spingono a scegliere di farsi un tatuaggio possono essere le più disparate. Abbiamo detto ad esempio: la nascita di un figlio, ma anche l’inizio o la fine di un amore, il diciottesimo compleanno o la data del matrimonio. Di solito comunque i giovani si sentono orgogliosi di avere un tatuaggio ed utilizzano il proprio corpo come qualcosa che serve a comunicare con gli altri, come un vessillo di se stessi da mostrare. La persona che esibisce un tatuaggio desidera solitamente comunicare, senza aggiungere parole a ciò che già mostra agli altri, attraverso il linguaggio dei simboli e delle immagini. Quindi da una parte il tatuaggio esposto assume una dimensione pubblica, rispetto al tatuaggio nascosto e visibile solo in determinati momenti e solo da alcune persone prescelte caratterizzato invece da una valenza pur sempre comunicativa ma privata e selezionata. Nonostante queste differenze la principale caratteristica del tatuaggio è proprio il suo intento comunicativo, che sarà tanto più forte quanto più dolorosa sarà stata la pratica per realizzarlo.

fai ciò che vuoi ma sai ciò che vuoi?

Buongiorno amici cari, la frase sottostante mi è venuta in mente questa mattina dopo aver parlato ieri pomeriggio per un paio d’ore con un amico. La cosa buffa e divertente degli amici è che spiattellano palesemente la verità, te la servono chi su un piatto di carta chi su quello d’oro ma alla fine non ti fanno vivere nei sogni, ti riportano con i piedi per terra, nella vita quotidiana fatta di momenti divertenti e di casini. Grandi e piccoli casini. Ci si incontra per parlare ognuno dei propri, dell’amore impazzito, dell’amore fallito, del lavoro mancato eppure dopo due ore di conversazione, ti rendi conto che la vita è questa. Che tutti (grosso modo) puntiamo alle stesse cose, che tutti affrontiamo quotidianamente ostacoli e quel qualcuno a cui le cose sembrano andar meglio ha semplicemente più consapevolezza. E dopo i mattutini ragionamenti filosofici passo e chiudo lasciandovi meditare…

“Fate pure ciò che volete , ma siate prima di tutto di quelli che sanno volere ! Amate pure il vostro prossimo come voi stessi , ma siate prima di tutto di quelli che amano se stessi!”

Nietzsche , Così parlò Zarathustra