ho imparato a fare i collage!

Buongiorno a tutti cari lettori, oggi sveglia più mattutina del solito: alle 7 ero già colazionata, lavata, vestita e… in aeroporto! No, non sono andata da nessuna parte, sono sempre qui nella splendida città di Palermo anche se ogni tanto la voglia di volare da qualche parte sperduta nel mondo si fa sentire e penso che questa voglia venga un pò a tutti: voi dove andreste di bello? Ci sono volte in cui leggo su internet, come un articolo che circola adesso in libero “affitta una macchina antica e fatti un giro per colline, castelli e locande tipiche” mica male no? Sicuramente farei un giro del genere per la Toscana, regione che mi ha accolto e ospitato per un periodo della mia vita. Avevo sede fissa a Firenze. Ogni giorno a piedi passavo davanti il mercato di San Lorenzo, il Duomo, piazza della Signoria, gli Uffizi e santa Croce…ogni tanto col bel tempo allungavo il tragitto per pasare per il giardino dei Boboli e Ponte Vecchio. Ogni giorno cercavo di infilarmi in stradine nuove e percorsi alternativi per conoscere veramente il luogo che stavo vivendo. Ho imparato a mangiare il pane senza sale, il panino col lampredotto (interiora di animale) e a prendere un caffè a tre euro nel bar dei letterati (da quando i letterati possono permettersi un caffè a tre euro?! a questo non mi hanno mai saputo rispondere)… Ho fatto anche qualche gita: Pisa, Livorno, le colline senesi. Un bel periodo. ma perchè vi raccontato questo? Volevo solo farvi sapere che ho imparato a fare i collage con un nuovo programma free… Tanti cuori, uno accanto all’altro e la Toscana?? Forse una parte del mio cuoricino è rimasta lì…quasi quasi vado a riprenderlo!!

Cos’è un lago?

Cos’è un lago, Maurice? E’ un fiume che si è addormentato ed ha sognato di  diventare mare. E perché non c’è riuscito? Non tutti i sogni durano abbastanza a  lungo. Lorenzo Marini

Riconquistare un uomo…niente di più facile!

Un esercito di donne disperate ed agguerrite, pronte a tutto, anche a credere che si possano manipolare la volontà ed i sentimenti di un’altra persona, magari improvvisandosi esperte di ipnosi. Questo è il quadro che emerge considerando l’ultima moda degli e-books, libri online, che promettono di svelare, in pochi e semplici passi, una strategia vincente, o meglio, dei trucchi infallibili, per riconquistare l’amore perduto. Tutti seguono la formula del soddisfatti o rimborsati, con tanto di 15 minuti di consulenza gratuita con l’autore, che chiunque esso sia, e qualunque sia il suo background (mi sono imbattuta anche in ex ufficiali dei marines!), è descritto come il mago delle riappacificazioni. La tendenza è per lo pià americana ma sta prendendo piede anche in Italia, con le dovute differenze. Qui, il proliferare di manuali di “sopravvivenza della coppia”, che si trovano in libreria, è ancora prevalentemente legato ad una descrizione, decisamente più articolata, della psicologia delle relazioni.

Costruire un rapporto sentimentale certamente richiede impegno e sacrificio. Si investe emotivamente per sviluppare un legame stabile con quella che si pensa sia la persona giusta, accettando compromessi, pur nel rispetto e nel mantenimento di quell’“equilibrio di poteri”, tanto labile quanto indispensabile per il funzionamento della coppia. All’improvviso però, può accadere che questo meccanismo, apparentemente perfetto ed in grado, in alcuni casi, di autoalimentarsi, si interrompa, in qualche modo imploda, fino ad arrivare al tanto temuto punto della rottura. Ebbene, anche in questo caso, nulla è perduto.

A rassicurarci arrivano gli esperti di coppia, che vantano anni di esperienza nel campo della psicologia delle relazioni, e che invece di prestare i loro preziosi consigli durante consulenze pagate almeno $170 l’ora, hanno deciso di scrivere dei libri, acquistabili online per pochi dollari, che in una manciata di pagine riassumono la loro invidiabile conoscenza nel campo. Tutto questo perché  improvvisamente spinti da un amore per l’umanità. Nello specifico, si tratta di una umanità femminile, visto che la maggior parte di questi libri si rivolge a noi donne, che apparentemente siamo le uniche così tanto ostinate da voler salvare e far funzionare un rapporto a tutti i costi.

In questi manuali, la promessa è unica ed è quella di svelare una strategia potentissima ed infallibile per riconquistare il proprio uomo, con tanto di descrizione dettagliata degli steps e delle frasi da “recitare” nel momento in cui lui chiamerà. Ma entriamo nel dettaglio di questa “magia”. Per riconquistare un uomo, prima di tutto bisogna sparire dalla sua vita, almeno per un mese, per fargli sentire la nostra mancanza. Nel frattempo, ci prendiamo cura di noi stesse e non trascuriamo le nostre amicizie, tanto per dimostrare, a lui, che abbiamo una vita sociale. Dopodiché, se non lo abbiamo già dimenticato, tentiamo l’approccio telefonico per arrivare ad un appuntamento, durante il quale ci dimostreremo allegre, divertenti e spensierate come non mai, tanto da suscitare un nuovo interesse ed esserci guadagnate una serie di altri incontri, per i quali però dovremo recitare a braccio. Con alcune varianti, questa è in sintesi la magia, ovvero, tutto quello che serve per riconquistare un uomo che appena un mese prima aveva deciso di non voler condividere più nulla con noi.

Senza voler entrare nel merito di tale processo, dal quale peraltro emerge l’immagine di donne completamente disperate e di uomini privi di personalità, siamo certamente d’accordo sul fatto che un rapporto, per durare, non possa basarsi esclusivamente sui sentimenti. Di conseguenza, per recuperare una relazione, occore un minimo di lucidità, consapevolezza ed (auto) analisi per un approccio più “mentale”, verso quelle difficoltà che hanno portato due persone ad allontanarsi. Parlare però di strategie, applicabili invariabilmente ad ogni situazione, sembra onestamente inverosimile.

E’ appurato che la rottura possa essere un momento traumatico, ed avere la speranza di poter tornare con la persona amata è certamente un conforto, a patto però che tale eventualità sia plausibile e non rischi di trasformarsi in un gioco deleterio. Mi chiedo infatti se, e fino a che punto, la nostra vulnerabilità ci spinga a credere a qualunque cosa pur di alleviare il nostro dolore. Oppure, se nonostante tutto, siamo in grado di mantenere una coscienza critica che ci permetta di salvarci da ulteriori inutili sofferenze ed umiliazioni, non ultima, quella di credere ai giochi di prestigio.

a proposito di puzzle…

La Vita è troppo bella per essere insignificante! Charlie Chaplin

Ho perdonato errori quasi imperdonabili, ho provato a sostituire persone insostituibili e dimenticato persone indimenticabili. Ho agito per impulso, sono stato deluso dalle persone che non pensavo lo potessero fare, ma anch’io ho deluso. Ho tenuto qualcuno tra le mie braccia per proteggerlo; mi sono fatto amici per l’eternità. Ho riso quando non era necessario, ho amato e sono stato riamato, ma sono stato anche respinto. Sono stato amato e non ho saputo ricambiare. Ho gridato e saltato per tante gioie, tante. Ho vissuto d’amore e fatto promesse di eternità, ma mi sono bruciato il cuore tante volte! Ho pianto ascoltando la musica o guardando le foto. Ho telefonato solo per ascoltare una voce. Io sono di nuovo innamorato di un sorriso. Ho di nuovo creduto di morire di nostalgia e… ho avuto paura di perdere qualcuno molto speciale (che ho finito per perdere)… ma sono sopravvissuto! E vivo ancora! E la vita, non mi stanca… E anche tu non dovrai stancartene. Vivi! È veramente buono battersi con persuasione, abbracciare la vita e vivere con passione, perdere con classe e vincere osando, perchè il mondo appartiene a chi osa! La Vita è troppo bella per essere insignificante! Charlie Chaplin

Più lontana della luna

Ho finito adesso di leggere il libro di cui vi parlavo qualche giorno fa “Una barca nel bosco” di Paola Mastrocola e oggi ho già pronto ad attendermi sul comodino un nuovo libro della stessa autrice: “Più lontana della luna”. Prima di raccontarvi la trama (copiarvi cioè quanto scritto nel retro copertina) di questo nuovo romanzo spendo ancora due parole sul primo che infondo è stato quello che mi ha spinto a voler leggere ancora della stessa scrittrice. Ciò che mi è veramente piaciuto, a parte la crudezza della storia, la triste verità che chi è figlio di medico, avvocato, architetto ha la strada mezza (se non del tutto) spianata (e qui potremo stare ore a discutere quindi per favore se decidete di commentare o criticare questa mia affermazione che siano critiche costruttive) è stata la semplicità della scrittura, la facilità dell’espressione propria di chi sa. Poche cose ho appreso nel mio cammino universitario ma credo che una importante sia il fatto che bisogna saper esprimersi in modo tale che tutti possano capirti. Puoi parlare e discutere anche delle cose più inverosimili o inverosimilmente complicate ma se vuoi avere qualcuno che ti ascolta, se vuoi veramente far partecipe un altro dei tuoi discorsi allora devi raggiungerlo. E puoi farlo se lo metti in condizione di comprenderti. Un ultimo appunto va alle metafore delle piante. Mi è piaciuta tanto che quasi quasi la riporto:

Il fatto è che quando pianti un albero devi pensare a come diventerà: devi vedere il suo futuro, prevederlo. Fargli posto per quando sarà grande. Se no, troppo comodo: tu ti metti attorno tutti gli alberi che vuoi e poi quando sono cresciuti che non ti stanno più in casa, cosa ne fai, li butti? Bisogna farcene carico, del futuro di chi ci sta intorno. Bisogna pensarci a quel che sarà di loro. Non è che puoi fartene due baffi, amici come prima e tanti saluti.

Vengono da me perchè vogliono imparare ad aspettare, a non avere fretta. Desiderano imparare la lentezza e nulla è più lento di una pianta che cresce.

E questa sera, come anticipato inizierò “Più lontana della luna”: Anni 70, Stupinigi, dintorni di Torino, Lidia, una ragazza di 15 anni, figlia di un operaio Fiat, abita in un ex scuderia della Palazzina di caccia dei Savoia. non va più a scuola e aiuta la mamma a vendere la verdura al mercato. Un giorno appare nel tinello di casa sua un elegante venditore di enciclopedie… E la sua vita cambia: Lidia si mette in testa di diventare un trovatore, di fare come quegli antichi poeti provenzali che amano donne lontane, forse mai esistite. Così scappa di casa, non per fare politica ma per cercare l’amore da lontano. Il romanzo racconta le avventure e le scoperte di questa ragazza, così distante dalla Storia che le scorre accanto.

voi come lo chiamavate?

Non ditemi che non avete mai giocato a piedino! Magari molti di voi non lo chiamano piedino, (come lo chiamavate?) ma sicuramente molte ore delle vostre giovani estati le avrete dedicate a saltellare da un quadrato all’altro stando attente a non sbagliare salto e puntando sempre al sette al momento di gettare il sassolino! Io non ero molto brava e forse non mi piaceva nemmeno tanto come gioco ma lo ricordo con piacere. Ricordo con piacere il momento. Una strada privata, odore di gelsomino, bambini in festa: cosa c’è di più bello?? E adesso questo gioco compare per magia nelle case sotto forma di tappeto. Forse ne comprerò uno anch’io così i ricordi piacevoli arrederanno casa…e non si mai che diventi anche brava a saltellare!