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  • “Dite: E’ faticoso frequentare i bambini. Avete ragione. Poi aggiungete: perché bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi, inclinarsi, curvarsi, farsi piccoli. Ora avete torto. Non è questo che più stanca. E’ piuttosto il fatto di essere obbligati a innalzarsi fino all’altezza dei loro sentimenti. Tirarsi, allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi. Per non ferirli”. Janusz Korczack
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  • L'uomo ha bisogno delle favole. Il fascino dei racconti fantastici che lo seduce in millenni, ha il potere di riportarlo alla normalità.... camminando a braccetto con Cenerentola e la Bella addormentata nel bosco, può ritrovare l'identità' perduta e capire meglio la realtà della vita" R. Battaglia
  • Senza la fantasia, senza la capacità di sognare, senza la poesia, siamo solo degli uomini. Con la fantasia e la poesia possiamo invece volare o perlomeno sollevarci da terra quel tanto che basta per sentirci qualcosa di più.

  • Noi non vediamo il mondo come è, vediamo il mondo come noi siamo. Talmud ebraico
  • Ognuno ha il mondo che si merita. Io forse ho capito che il mio è questo qua. Ha di strano che è normale. A. Baricco
  • I bambini hanno bisogno di raccontare favole quando qualcosa risulta troppo difficile da accettare. Francoise Dolto

Papà in sala parto

Partorire: una faccenda per sole donne, da affrontare in un ambiente intimo e silenzioso con l’assistenza discreta di un’ostetrica… Lo si pensava in passato, e ne è convinto tuttora un autorevole ginecologo francese, Michel Odent, che ha esposto le sue osservazioni in un recente convegno internazionale. La presenza degli uomini in sala parto, secondo lo studioso, sarebbe soltanto fonte di disturbo. Il “bando” riguarda ginecologi e infermieri, ma il principale imputato, per Odent, è il papà che assiste: con le sue ansie, l’immancabile cinepresa per immortalare l’evento e le continue domande al personale, rischia di aumentare il livello di stress della compagna. Queste però sono considerazioni che non devono scoraggiare le coppie, bensì spingerle ad affrontare seriamente e con sufficiente anticipo questa scelta, chiedendosi con onestà se la presenza di lui potrà davvero costituire un aiuto per la compagna oppure un intralcio. “La valutazione deve prendere in considerazione il carattere e i desideri di entrambi”, spiega Fadin. “Molte donne non hanno piacere di essere viste dalla persona amata in un momento di difficoltà ‘antiestetica’ e fisica”. Una volta deciso di vivere l’esperienza insieme, il passo successivo è informarsi, se possibile frequentando le sessioni dei corsi preparto aperte ai mariti. Qui gli uomini avranno l’opportunità di confrontarsi tra di loro e chiedere spiegazioni al personale medico. Imparando a esercitare un po’ di autocontrollo, riusciranno a essere di conforto e incoraggiamento per la mamma durante il travaglio e il parto. Nella maggior parte dei punti nascita le due fasi si svolgono in ambienti distinti. Il futuro papà ha quindi la possibilità di scegliere se partecipare soltanto alla prima o a entrambe. “Il travaglio è la parte più ‘soft’, sebbene possa durare 6 o 7 ore. E la vicinanza di una persona cara è davvero importante, non soltanto per il sostegno morale ma anche per la semplice compagnia. Il parto vero e proprio richiede una maggiore solidità di carattere da parte dell’uomo, e la donna è forse troppo impegnata per avvertire appieno la sua presenza. Tuttavia, affrontarlo insieme è un’esperienza che rimarrà per sempre nella storia emotiva della coppia”, chiarisce Fadin.

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