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  • “Dite: E’ faticoso frequentare i bambini. Avete ragione. Poi aggiungete: perché bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi, inclinarsi, curvarsi, farsi piccoli. Ora avete torto. Non è questo che più stanca. E’ piuttosto il fatto di essere obbligati a innalzarsi fino all’altezza dei loro sentimenti. Tirarsi, allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi. Per non ferirli”. Janusz Korczack
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O CADERNO

Adesso che so inserire i video di youtube mi sbizzarrisco! La conoscete questa canzoncina??

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La Cicogna

Vi chiederete come mai un articolo sulla cicogna… Il motivo è semplice, ho iniziato a scrivere una fiaba dal titolo “Viola, la Cicogna” per una nascita che arriverà a Gennaio, quindi, come per tutte le favole che si rispettino ho iniziato a documentarmi… Certo, poi ve la farò leggere!

Al contrario di quanto si possa pensare, solo le cicogne bianche e quelle nere hanno abitudini migratorie e fanno affidamento sulle numerosi correnti termiche per poter raggiungere le terre calde dove passeranno i mesi invernali, mentre le altre specie sono stazionarie.
Generalmente, tutte le specie di cicogne sono gregarie, ossia vivono in storni di numero variabile e nidificano in grandi colonie. Un’eccezione a questa regola è costituita dalla mitteria del Senegalche, abituata a convivere e a mescolarsi con gli altri uccelli palustri, preferisce tuttavia vivere in stormi poco numerosi o, ancora di più, vivere accoppiata con il proprio compagno.
Gli esemplari di tutte le specie sono monogami e, una volta scelto il proprio compagno, la coppia rimane unita tutta la vita anche all’interno dello stormo. Comportamento curioso, che visto sotto un occhio umano appare come molto romantico, è quello delle cicogne che, rimaste sole dopo la morte del compagno, o della compagna, cadono in una specie di depressione ed iniziano a girovagare senza meta tra le altre gralle con aria inconsolabile alla ricerca disperata del compagno defunto.

Le cicogne sono solite nidificare sulle alture come robusti rami o, come nel caso delle cicogne bianche e di almeno altre tre specie, sui tetti delle abitazioni umane. Fanno eccezione le cicogne maguari ed il marabù africano che, invece, costruiscono il loro nido a terra, meglio se, dato il periodo delle stagioni secche in cui avviene la deposizione delle uova di queste specie, lungo il corso di fiumi o laghi prosciugati.
I nidi però presentano tutti le stesse caratteristiche, ossia sono di notevoli dimensioni (spesso hanno un diametro di oltre un metro) e vengono costruiti intrecciando abilmente sottili ramoscelli. Qui le femmine depongono (il periodo di deposizione varia a seconda della specie e del luogo in cui vivono) dalle 3 alle 5 uova. Il periodo di incubazione è mediamente di 35 giorni durante i quali i genitori si alterneranno per covarle. Alla schiusa, il papà e la mamma si prenderanno cura dei piccoli fino a che non saranno autonomi ed in grado di affrontare la prossima migrazione.
Nelle specie migratorie, i primi 2 o 3 anni gli ultimi nati li trascorreranno in Africa dove compieranno solo piccoli spostamenti in vista della maturità sessuale che, attorno ai 4 anni, li porterà a scegliere una compagna e a migrare verso l’Europa per dare avvio ad un nuovo ciglo riproduttivo.

Viola La Cicogna

…Ecco l’inizio, fatemi sapere se continuare o no!

Il cielo, questo grande luogo posto al di sopra delle umane bassezze, è per tutti i volatili il fondamentale elemento di vita, il paesaggio di normale frequentazione, e per le cicogne luogo di riposo e di assiduo lavoro. E’ risaputo che quasi tutte le cicogne del mondo si chiamano Rosa o Azzurra a seconda del sesso del nascituro che devono istruire in un tempo massimo di nove mesi e portare poi a destinazione. La cicogna di questa storia, però, si chiama Viola. Viola Lavanda per l’esattezza. Viola era, in ordine di apparizione, una delle ultime reclute di cicogne-porta bambini del nostro Signore. Dopo tutta la schiera di Rose e l’intero staff di Azzurri, il Padreterno, ormai stufo degli stessi nomi, mise all’ultima nata il nome di Viola. Quella che a tutti sembrava una patente di anonimato, da Viola veniva vissuta come una prova di affetto e di stima, si sentiva una cicogna reale e questo le dava fiducia in sè stessa. Non era proprio bella come le altre, non aveva il collo snello e leggiadro nè le piume di un biancore unico ma era una cicogna molto preparata, dotata dei migliori studi di neonatologia in circolazione, conosceva parecchie lingue, tra le altre anche il cinese, aveva studiato usi e costumi di tutti i popoli della terra, insomma un’educatrice che ogni genitore desidererebbe per il proprio bambino. La sua preparazione l’aveva, però, resa antipatica a parecchi anche molto in alto tanto da indurla a considerare di passare all’opposizione dichiarata. Quella per intenderci, che aveva determinato la fuoriuscita dall’ambiente di parecchi cervelli considerevoli i quali, per non accettare supinamente ogni proposta senza neanche discuterla, si erano staccati dal Comitato Centrale e avevano dato vita ad un proprio club, il club de La mia Tata… (…)

ho ascoltato un fiore…

Ho ascoltato un fiore che diceva ad un altro: Solo da quando amo mi accorgo del mio profumo, dei colori dei miei petali e mi rendo conto di vivere solo da quando amo. Un mondo senza amore è come una notte senza stelle, un viaggiatore senza meta… (R. Battaglia)