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  • “Dite: E’ faticoso frequentare i bambini. Avete ragione. Poi aggiungete: perché bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi, inclinarsi, curvarsi, farsi piccoli. Ora avete torto. Non è questo che più stanca. E’ piuttosto il fatto di essere obbligati a innalzarsi fino all’altezza dei loro sentimenti. Tirarsi, allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi. Per non ferirli”. Janusz Korczack
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1 giugno 2010

1 giugno 2010 buona giornata! La mia Tata

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Scarpine fragoline

Le scarpine da neonato fatte a mano sono certamente una delle cose più carine che potete fare per i piccoli nati o per chi è in procinto di arrivare. Le scarpette da neonato che vediamo in foto sembrano delle fragoline e le potete fare sia con la lana che con il cotone.
Ecco quello che serve:
– 50 gr di lana o di cotone (devono corrispondere ad una lunghezza di circa 110 metri)
– Fili di lana di un colore diverso per i laccetti
– Panno lenci per fare il fiorellino
– 2 bottoni gialli
– Ferri di lana da 3,5 mm
– Ago da maglia
– Segna maglie (spille da balia o altro)
Procedimento
Per realizzare le scarpette da neonato dovete fare così:
Avviate 31 maglie nel colore principale, in questo caso rosso, e lavorate 4 ferri tutti a dritto.
Nel 5° ferro lavorate a dritto la prima maglia, un aumento prendendo il filo trasversale tra le due maglie e lavorandolo a dritto ritorto (=1 aum.), 14 maglie a dritto, 1 aum., 1 maglia a dritto, 1 aum., 14 maglie a dritto, 1 aum., 1 maglia a dritto (31 maglie iniziali + 4 aum = 35 maglie).
I ferri di ritorno, cioè il rovescio del lavoro si devono lavorare tutti e sempre a dritto.
Nei ferri di andata procediamo con gli aumenti:
7° ferro: 1 a dritto, 1 aum., 14 a dritto, 1 aum., 3 a dritto, 1 aum., 14 a dritto, 1aum., 1 a dritto (35 m. + 4 aum. = 39 m.)
9° ferro: 1 a dritto, 1 aum., 15 a dritto, 1 aum., 5 a dritto, 1 aum., 15 a dritto, 1 aum., 1 a dritto (39 m. + 4 aum. = 43 m.)
11° ferro: 1 a dritto, 1 aum., 16 a dritto, 1 aum., 7 a dritto, 1 aum., 16 a dritto, 1 aum., 1 a dritto (43 m. + 4 aum. = 47 m.)
Lavorare dal 12° al 24° ferro a dritto.
Adesso si deve diminuire il numero di maglie.
Il 25° ferro: 13 a dritto, 1 accavallata semplice (cioè, passo una maglia dal ferro sinistro al ferro destro senza lavorarla, lavoro la maglia successiva a dritto e faccio passare la maglia non lavorata su quella lavorata) per 5 volte, 1 a dritto, 2 maglie insieme a dritto per 5 volte, 13 a dritto (47 m. – 5 m – 5 m. =37).
26° e 27° ferro: cambiamo colore e lavoriamo a dritto.
28° ferro: 10 a dritto, chiudiamo le 17 maglie centrali, 10 a dritto.
29° ferro: 10 a dritto, avviamo a nuovo con il filo del lavoro 9 maglie, lavoriamo le restanti 10 maglie.
Dal 30° al 34° ferro: lavoriamo a dritto. 35° ferro: chiudiamo tutte le maglie.
Cucite la suola e il dietro della scarpina con il punto maglia e poi attaccate il fiorellino che dovete fare in questo modo. Ritagliate un fiorellino nel panno lenci bianco, poi cucite al centro il bottone giallo.

La legge protegge la gravidanza

La Costituzione italiana, all’art. 37, protegge la maternità affermando che alla donna lavoratrice devono essere assicurate condizioni di lavoro che le consentano l’adempimento della sua essenziale funzione familiare. La donna lavoratrice in gravidanza non può fare lavori pericolosi, faticosi ed insalubri che possono mettere a rischio la salute sua o quella del bambino, e non può sottostare a turni notturni. Se scopri di aspettare un bambino non hai l’obbligo di comunicarlo spontaneamente al tuo datore di lavoro. Non sei obbligata a dirlo neanche se stai facendo colloqui di lavoro e se te lo chiedono direttamente, a meno che non si tratti di un lavoro inconciliabile anche con i primi mesi di una gravidanza. Devi comunicare subito il tuo stato solo nei casi in cui la gravidanza e l’attività lavorativa (lavori fisicamente pesanti o a contatto con sostanze nocive) risultano essere incompatibili o rischiosi.

Amico mare!

Ciao Ragazzi! Trascorsa bene la settimana? Mancano veramente pochi giorni alla fine della scuola e di conseguenza il mare, con tutto ciò che stiamo pian piano scoprendo, si avvicina! Di chi vi parlo oggi? Avevo pensato di raccontarvi qualcosa delle mie amiche meduse però parlandovi del loro tocco doloroso dovrei correre il rischio di impaurirvi inutilmente. Eh si, il tocco delle meduse fa tanto male ma basta attrezzarsi portando nella borsa da mare lo stick dopo puntura (e in casi estremi anche la pipì è utile!) che il pericolo è scampato! Comunque, animaletti marini di cui parlare per fortuna non ne mancano, così, meduse a parte, oggi è la volta del Cavalluccio Marino! Un colpetto di pinna affettuoso, Dory de La mia Tata

Cavalluccio Marino: è un pesce?

Il Cavalluccio marino è un pesce? SI, anche se non si direbbe: non solo nuota in posizione eretta, ma il muso a trombetta lo fa assomigliare a un cavallino in miniatura. Il cavalluccio marino o ippocampo lo si trova nel Mediterraneo, sulle coste orientali dell’Atlantico e persino nella Manica. Questo pesce si stabilisce nei luoghi ricchi di piante acquatiche. Esso è lungo circa 15 centimetri ed ha una testa che forma un angolo retto con il corpo. Questa posizione unita alla sua forma e alla rastremazione del corpo che ricorda un lungo collo, gli conferisce una curiosa somiglianza con la testa di un cavallo. Proprio a questa somiglianza l’animale deve il suo nome. Il suo corpo è bruno o nerastro ed è coperto da placche ossee che sembrano dividere l’animale in anelli e formano robuste creste longitudinali. L’ippocampo nuota in posizione verticale, spinto in avanti dalle rapide vibrazioni della pinna dorsale, mentre la vibrazione delle pettorali e i movimenti della coda servono per gli spostamenti verticali. La lunga coda prensile, che generalmente porta arrotolata in avanti, è sprovvista di pinne ed è sempre pronta ad attorcigliarsi intorno alla prima alga che incontra; dopo di che l’ippocampo esplora l’acqua circostante alla ricerca di una preda su cui lanciarsi rapidamente. L’ippocampo possiede occhi mobili e indipendenti l’uno dall’altro, ed è soggetto a cambiamenti di colore. La sua alimentazione si compone di piccoli crostacei, ma mangia anche anche minuscoli animaletti che raccoglie sulle foglie di posidonia. Particolari sono le sue abitudini riproduttive: la femmina depone le uova nella sacca ventrale del maschio che le feconda e le cova fino a “partorire” centinaia di piccoli cavallucci marini, del tutto simili agli adulti, ma minuscoli e trasparenti.