• ❤ Sarah ❤

  • “Dite: E’ faticoso frequentare i bambini. Avete ragione. Poi aggiungete: perché bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi, inclinarsi, curvarsi, farsi piccoli. Ora avete torto. Non è questo che più stanca. E’ piuttosto il fatto di essere obbligati a innalzarsi fino all’altezza dei loro sentimenti. Tirarsi, allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi. Per non ferirli”. Janusz Korczack
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  • «Limitarsi a vivere non è abbastanza. C’è bisogno anche del sole, della libertà e di un piccolo fiore.» (Hans Christian Andersen)
  • L'uomo ha bisogno delle favole. Il fascino dei racconti fantastici che lo seduce in millenni, ha il potere di riportarlo alla normalità.... camminando a braccetto con Cenerentola e la Bella addormentata nel bosco, può ritrovare l'identità' perduta e capire meglio la realtà della vita" R. Battaglia
  • Senza la fantasia, senza la capacità di sognare, senza la poesia, siamo solo degli uomini. Con la fantasia e la poesia possiamo invece volare o perlomeno sollevarci da terra quel tanto che basta per sentirci qualcosa di più.

  • Noi non vediamo il mondo come è, vediamo il mondo come noi siamo. Talmud ebraico
  • Ognuno ha il mondo che si merita. Io forse ho capito che il mio è questo qua. Ha di strano che è normale. A. Baricco
  • I bambini hanno bisogno di raccontare favole quando qualcosa risulta troppo difficile da accettare. Francoise Dolto

parole parole parole…

Buongiorno a tutti, vi avevo detto che ho iniziato un corso di scrittura creativa? probabilmente no.. Non chiedetemi cosa si intende per scrittura creativa perchè è una domanda di cui vorrei anch’io sentire una risposta! Siamo una classe di 18 persone e ci riuniamo ogni mercoledì sera fino alla prima settimana d’agosto per leggere testi, parlare dei generi letterari e leggere ciò che ogni aspirante scrittore porta al corso o spedisce via mail al maestro. Il fatto è che fino ad ora ho sentito incipit di romanzi “post moderni”, roba da mattone storico-letterario, fantascienza… Come posso presentarmi con le mie favolicchie?! Panico! Intanto faccio i compiti, da brava bambina, poi, casomai, le mie favole le faccio leggere prima a voi aldilà dello schermo, che ne pensate?

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30 giugno 2010

canzone di notte N.2

“E un’ altra volta è notte e suono, non so nemmeno io per che motivo, forse perchè son vivo e voglio in questo modo dire “sono” o forse perchè è un modo pure questo per non andare a letto o forse perchè ancora c’è da bere e mi riempio il bicchiere..

E l’ eco si è smorzato appena delle risate fatte con gli amici, dei brindisi felici in cui ciascuno chiude la sua pena, in cui ciascuno non è come adesso da solo con sé stesso a dir “Dove ho mancato, dov’è stato?”, a dir “Dove ho sbagliato?”

Eppure fa piacere a sera andarsene per strade ed osterie, vino e malinconie, e due canzoni fatte alla leggera in cui gridando celi il desiderio che sian presi sul serio il fatto che sei triste o che t’annoi e tutti i dubbi tuoi…

Ma i moralisti han chiuso i bar e le morali han chiuso i vostri cuori e spento i vostri ardori: è bello ritornar “normalità”, è facile tornare con le tante stanche pecore bianche! Scusate, non mi lego a questa schiera: morrò pecora nera!

Saranno cose già sentite o scritte sopra un metro un po’ stantìo, ma intanto questo è mio e poi, voi queste cose non le dite, poi certo per chi non è abituato pensare è sconsigliato, poi è bene essere un poco diffidente per chi è un po’ differente…

Ma adesso avete voi il potere, adesso avete voi supremazia, diritto e Polizia, gli dei, i comandamenti ed il dovere, purtroppo, non so come, siete in tanti e molti qui davanti ignorano quel tarlo mai sincero che chiamano “Pensiero”…

Però non siate preoccupati, noi siamo gente che finisce male: galera od ospedale! Gli anarchici li han sempre bastonati e il libertario è sempre controllato dal clero, dallo Stato: non scampa, fra chi veste da parata, chi veste una risata…

O forse non è qui il problema e ognuno vive dentro ai suoi egoismi vestiti di sofismi e ognuno costruisce il suo sistema di piccoli rancori irrazionali, di cosmi personali, scordando che poi infine tutti avremo due metri di terreno…

E un’ altra volta è notte e suono, non so nemmeno io per che motivo, forse perchè son vivo o forse per sentirmi meno solo o forse perchè a notte vivon strani fantasmi e sogni vani che danno quell’ ipocondria ben nota, poi… la bottiglia è vuota…” (F.Guccini)

Oggi ho comprato il terzo volume di Francesco Guccini “La storia” (in edicola con La Repubblica o l’Espresso ogni martedì fino al 17 agosto). Conoscevo molte delle canzoni del noto cantautore “modenese di nascita ma montanaro per vocazione” eppure il cd di oggi mi ha stupito. Via Paolo Fabbri 43 è un cd datato 1976 eppure ascoltando (o leggendo) i testi mi rendo conto di quanto le cose fossero identiche ad oggi già anni prima che nascessi io! …e non sono più tanto tanto giovincella!

“se son d’ umore nero allora scrivo frugando dentro alle nostre miserie:
di solito ho da far cose più serie, costruire su macerie o mantenermi vivo…

Io tutto, io niente, io stronzo, io ubriacone, io poeta, io buffone, io anarchico, io fascista,
io ricco, io senza soldi, io radicale, io diverso ed io uguale, negro, ebreo, comunista!
Io frocio, io perchè canto so imbarcare, io falso, io vero, io genio, io cretino,
io solo qui alle quattro del mattino, l’angoscia e un po’ di vino, voglia di bestemmiare!

Secondo voi ma chi me lo fa fare di stare ad ascoltare chiunque ha un tiramento?
Ovvio, il medico dice “sei depresso”, nemmeno dentro al cesso possiedo un mio momento.

Ma s’ io avessi previsto tutto questo, dati causa e pretesto, forse farei lo stesso,
mi piace far canzoni e bere vino, mi piace far casino, poi sono nato fesso
e quindi tiro avanti e non mi svesto dei panni che son solito portare:
ho tante cose ancora da raccontare per chi vuole ascoltare e a culo tutto il resto!”

Il vecchio e il bambino

Un vecchio e un bambino si preser per mano
E andarono insieme incontro alla sera.
La polvere rossa si alzava lontano
E tutto brillava di luce non vera.
L'immensa pianura sembrava arrivare
Fin dove l'occhio di un uomo poteva guardare,
E tutto d'intorno non c'era nessuno
Solo il tetro contorno di torri di fumo.
I due camminavano, il giorno cadeva
Il vecchio parlava e piano piangeva.
Con l'anima assente, con gli occhi bagnati
Seguiva il ricordo di miti passati.
I vecchi subiscon le ingiurie degli anni
Non sanno distinguere il vero dai sogni,
I vecchi non sanno, nel loro pensiero
Distinguer nei sogni il falso dal vero.
E il vecchio diceva, guardando lontano,
``Immagina questo coperto di grano,
Immagina i frutti, immagina i fiori
E pensa alle voci e pensa ai colori.
E in questa pianura fin dove si perde
Crescevano gli alberi e tutto era verde,
Cadeva la pioggia, segnavano i soli
Il ritmo dell'uomo e delle stagioni.''
Il bimbo ristette, lo sguardo era triste,
E gli occhi guardavano cose mai viste,
E poi disse al vecchio con voce sognante
``Mi piaccion le fiabe, raccontane altre.'' F.Guccini

eccomi qui…

Eccomi qui, forse senza voi non riesco a stare o forse scrivere è l’unico modo che ho per distrarmi da ciò che succede giornalmente, dalle brutture della vita quotidiana. Stamane al radio-giornale la prima notizia è stata quella della morte di Pietro Taricone, un ragazzo di 35 anni, atterrato male in uno dei suoi abituali lanci col paracadute. Lascia una moglie e una bimba di otto anni: tre vite spezzate, una vita finita, sfumata… a trentacinqueanni… porcamiseria! Sono queste le occasioni in cui ci dobbiamo fermare. Occasioni che inducono a riflettere. Ti fermi a pensare ad un ragazzo qualsiasi, magari a te stesso, i pensieri corrono in qualunque direzione, pensieri colorati –  pensieri in bianco e nero… Le domande in queste occasioni non mancano mai e così inizi a chiederti se sei una persona realizzata, se hai raggiunto un obiettivo che ti eri prefissato, se, insomma, puoi considerarti una persona felice. I pensieri continuano a correre, “oggi non ci voglio pensare” sarebbe la solita scusa e invece “Oggi è venuto il momento in cui devi iniziare a pensare a te stesso…”

Mi domando…

“Mi domando se le stelle stanno in cielo perchè ognuno possa un giorno trovare la sua” A. De Saint Exupery

110° anniversario della nascita di A. De Saint Exupery

Per ben settantanni erano rimaste chiuse in cassetto, quelle che probabilmente sono le ultime foto di Antoine de Saint Exupéry che il Museo dell’Areonautica di Angers ha ricevuto dalla nipote dell’autore de Il piccolo principe, Monique Catta. Si tratta di quattro immagini che ritraggono Antoine in una base aerea della Corsica nel luglio del 1944. Lo scrittore ed aviatore Saint Exupery decollò per il suo ultimo volo il 31 luglio del 1944 ma non fece mai ritorno ed il suo corpo non fu mai ritrovato anche se nel 1988 fu recuperato un braccialetto di identificazione. Solo due anni fa un ex aviatore della Luftwaffe, Horst Ripper, ormai 88enne, ammise di aver abbattuto l’apparecchio del romanziere.