• ❤ Sarah ❤

  • “Dite: E’ faticoso frequentare i bambini. Avete ragione. Poi aggiungete: perché bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi, inclinarsi, curvarsi, farsi piccoli. Ora avete torto. Non è questo che più stanca. E’ piuttosto il fatto di essere obbligati a innalzarsi fino all’altezza dei loro sentimenti. Tirarsi, allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi. Per non ferirli”. Janusz Korczack
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  • «Limitarsi a vivere non è abbastanza. C’è bisogno anche del sole, della libertà e di un piccolo fiore.» (Hans Christian Andersen)
  • L'uomo ha bisogno delle favole. Il fascino dei racconti fantastici che lo seduce in millenni, ha il potere di riportarlo alla normalità.... camminando a braccetto con Cenerentola e la Bella addormentata nel bosco, può ritrovare l'identità' perduta e capire meglio la realtà della vita" R. Battaglia
  • Senza la fantasia, senza la capacità di sognare, senza la poesia, siamo solo degli uomini. Con la fantasia e la poesia possiamo invece volare o perlomeno sollevarci da terra quel tanto che basta per sentirci qualcosa di più.

  • Noi non vediamo il mondo come è, vediamo il mondo come noi siamo. Talmud ebraico
  • Ognuno ha il mondo che si merita. Io forse ho capito che il mio è questo qua. Ha di strano che è normale. A. Baricco
  • I bambini hanno bisogno di raccontare favole quando qualcosa risulta troppo difficile da accettare. Francoise Dolto

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Tra un pochino iniziano le vacanze…

Che sia mare oppur montagna tra un pochino inizieranno le tanto aspettate vacanze. La scuola chiuderà i battenti, almeno in Sicilia, il 12 giugno. Avete già preso impegni da qualche parte? Che farete di bello? Noi de La mia Tata, come al solito, ci divideremo: una parte rimarrà in Sicilia, l’altra si sposterà al nord Italia, ma questo, succederà solo nel mese di Agosto. Fino ad allora continueremo ad essere presenti quotidianamente nel blog, su Facebook, in giro per le vie della città e in sede, a Palermo, che ormai sapete essere in via Empedocle Restivo numero 95. Sapete che abbiamo attivato la linea telefonica? Oltre al telefono fisso, di cui vi faremo sapere quanto prima il numero potrete trovarci tutti i giorni anche ad un nuovo numero di cellulare: 388.0557748. Fatelo squillare mi raccomando! Buona giornata, La mia Tata

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montagna e bimbi

Camminare, arrampicare o sciare sulle montagne costituiscono un piacere per il bambino ed è pertanto importante adattare la lunghezza  delle attività svolte  all’età e alla forma fisica del bambino, rispettando idonei periodi di riposo. Non esistono, in linea generale,  maggiori restrizioni nell’ esporsi all’ altitudine per il bambino rispetto all’ adulto. Va tuttavia sottolineato che i bambini piccoli non sono in grado, spesso, di manifestare la presenza di sintomi legati alla quota.I bambini più a rischio (prematurità, ipotrofia, anemia) non dovrebbero andare in quota. Oltre i 3000 metri va usata particolare cautela nel portare bambini piccoli in montagna . Salire lentamente, e alla comparsa dei primi sintomi di male di montagna, il bambino deve scendere a quote inferiori. Preoccuparsi sempre dei tempi di recupero dopo un’ escursione. Prestare attenzione ai rischi di dolori alle orecchie o alle otiti che sono a maggior rischio salendo in quota a causa dello sbalzo di pressione, soprattutto con impianti di risalita. Evitare l’ esposizione a temperature troppo rigide, curando l’ adeguatezza dell’abbigliamento del bambino. Il rischio di raffreddamento o di congelamenti è più elevato nei bambini. Porre molta attenzione nel proteggere i bambini dai raggi UV solari, usando creme idonee  e cappellini, senza esagerare nell’ esposizione . Usare idonei occhiali da sole . Il bambino deve bere molto ed in modo regolare, per ridurre il rischio di disidratazione. Anche l’ alimentazione va curata, a causa del maggior  dispendio energetico.

Tutti a mare!

Una volta esisteva la “colonia elioterapica”, dove i bambini passavano le vacanze, sistemati in fila, canottiera e calzoncini o gonnellino, al sole come biscotti nel forno. Ormai delle colonie sono rimasti solo gli edifici, lungo la riviera della Romagna o vicino a qualche lago, eppure non era una trovata sbagliata: i raggi solari fanno bene ai bambini: aumentano la produzione di vitamina D (fondamentale per lo sviluppo del sistema scheletrico) stimolano il metabolismo accelerando l’attività cellulare (per questo d’estate si dimagrisce più facilmente), migliorano l’umore e, per finire, rafforzano il sistema immunitario. Quest’ultima notizia arriva con le conclusioni di una ricerca realizzata in Belgio proprio sui bambini: l’esposizione al sole, costante e per tempi prolungati, migliora la resistenza dei bambini alle malattie infettive tipiche delle comunità scolastiche. Le regole di esposizione al sole non sono molto diverse da quelle per gli adulti, anche se ci sono un po’ di novità: non è vero che le vacanze al mare per i lattanti sono da proibire (Bambino 2000, autore il pediatra dottor Giuseppe Ferrari); si può andare al mare a qualunque età, anzi spesso fa più caldo in casa che sulla riva del mare. È evidente che sotto l’anno di vita la “cottura” è vietata. Come per gli adulti le ore più rischiose vanno dalle 11 alle 17, ma anche in queste ore è sufficiente far bere spesso il bambino (acqua, succhi di frutta) e posizionare il bimbo stesso in posizione ventilata. E’ bene sempre coprire il bambino con una maglietta dicotone e con un cappellino ampio e leggero. All’età di 1-3 anni i piccoli possono cominciare a muoversi e a giocare sulla sabbia e nel mare, protetti da un filtro adeguato (occorre partire da una protezione elevata, ad esempio 30). Dopo i 3 anni e fino ai 7-8, il margine di libertà diventa più elevato, ma è comunque sempre opportuno fare una pausa all’ora di pranzo e ritirarsi all’ombra. La crema di protezione va spalmata almeno ogni due ore su tutto il corpo (ci sono molte creme colorate che consentono di controllare se la crema è stata spalmata correttamente e se è andata via dopo il bagno) e non si deve mai rinunciare alla protezione del cappello. Per i primi 3-4 giorni si può usare un indice di protezione 30 per gambe e braccia e uno schermo totale per spalle, torace e viso (attenzione anche alle orecchie ed ai piedi!); poi l’indice 30 va bene per tutto il corpo e dopo una settimana si può passare a 15-20 e così via. Attenzione anche alle irritazioni da sudore, spesso scambiate per allergie o malattie infettive. Il bagno può essere fatto quando e quanto il bimbo vuole, ma se il bambino è molto piccolo conviene gonfiare una piccola piscina di plastica, riempirla di acqua dolce e farla scaldare al sole. Comunque sono gli adulti a rischiare quando fanno il bagno lontani dalla riva dopo un pasto eccessivo; il bambino che gioca a due metri dalla riva dopo aver mangiato un pezzo di pizza non corre alcun pericolo. Quanto alla durata del bagno, non c’è una regola: si deve controllare che le labbra del bambino non cambino colore e osservare le palme delle mani, che non devono sembrare “raggrinzite”.

Storie sotto al mare

Sono un dolce pesciolino,
il mio nome è Celestino.
Vado a scuola ogni mattino
con gli amici del quartiere,
stare insieme è un gran piacere!
Suor Ginestra la maestra
è una sogliola maldestra;
dice sempre: Zitti e attenti!
Facce allegre e sorridenti!
All’uscita della scuola,
il bidello caro Alvaro
un anziano calamaro,
grida forte a squarciagola:
Non passate sull’aiuola!!
Torno a casa in tutta fretta,
mangio e faccio la lezione
col mio amico Gedeone,
un nasello bontempone;
sempre pronta ha la battuta
per Rosina la sardina
che ogni volta lo saluta.
Quando insieme andiamo al parco
per giocare una partita
con gli amici del quartiere,
abbiam sempre da ridire
su chi in porta deve stare.
C’è Gaetano, dolce medusa,
sempre la prima ad essere esclusa,
che non si offende ma anzi fa il tifo
perché in porta ci vada Enrico,
un polipetto davvero pimpante
che qualche goal lo para all’istante!
Che vinciamo o che perdiamo
mai una volta ci arrabbiamo
e felici ce ne andiamo
a mangiarci un buon panino
da Peppino, vecchia orata
che ci offre un’aranciata.
Con gli amici ci chiediamo
perché l’uomo non riesce a giocare e divertirsi,
senza uccidere o ferirsi.
Tra gli umani si distingue
tra chi è piccolo e chi è grande
ed è qui che si confonde.
Quando il grande vuol giocare
è bambino che deve ritornare!!