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  • “Dite: E’ faticoso frequentare i bambini. Avete ragione. Poi aggiungete: perché bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi, inclinarsi, curvarsi, farsi piccoli. Ora avete torto. Non è questo che più stanca. E’ piuttosto il fatto di essere obbligati a innalzarsi fino all’altezza dei loro sentimenti. Tirarsi, allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi. Per non ferirli”. Janusz Korczack
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  • «Limitarsi a vivere non è abbastanza. C’è bisogno anche del sole, della libertà e di un piccolo fiore.» (Hans Christian Andersen)
  • L'uomo ha bisogno delle favole. Il fascino dei racconti fantastici che lo seduce in millenni, ha il potere di riportarlo alla normalità.... camminando a braccetto con Cenerentola e la Bella addormentata nel bosco, può ritrovare l'identità' perduta e capire meglio la realtà della vita" R. Battaglia
  • Senza la fantasia, senza la capacità di sognare, senza la poesia, siamo solo degli uomini. Con la fantasia e la poesia possiamo invece volare o perlomeno sollevarci da terra quel tanto che basta per sentirci qualcosa di più.

  • Noi non vediamo il mondo come è, vediamo il mondo come noi siamo. Talmud ebraico
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  • I bambini hanno bisogno di raccontare favole quando qualcosa risulta troppo difficile da accettare. Francoise Dolto

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17 maggio 2010

Cari amici de La mia Tata, avete sbirciato fuori dalle finestre? …visto che tempo pazzerello? Per questo e per far andar via l’abbiocco che questo tempo ci offre abbiamo dedicato tutti gli articoli di oggi al signor Arcobaleno, perchè, cari amici, si sa, dopo la pioggia arriva il sereno con monsieur Arcobaleno! Un bacione grande a tutti e Buon inizio di settimana, La mia Tata

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il folletto dell’arcobaleno

La leggenda di origine celtica, si dice che alla fine dell’arcobaleno ci sia una pignatta piena d’oro custodita da gnomi e elfi e chi la prende è sua. Il Leprechaun è il più popolare folletto d’Irlanda. E’ un folletto ciabattino (in irlandese Leith bhrogan, ovvero ciabattino di una sola scarpa) e quando non lavora si dedica solo a fare scherzi.Si burla soprattutto degli avari e costruisce trappole geniali per i ladri. I Leprechauns sembra vivano in solitudine e custodiscano una pentola piena d’oro nascosta alla base dell’arcobaleno. La pignatta dunque simboleggia l’irraggiungibile, il sogno umano di avverare il desiderio di ricchezza,un sogno che,simbolicamente non indica solo la ricchezza materiale (l’oro) ma anche la ricchezza spirituale (gli gnomi sono i custodi dei segreti della natura).

arcobaleno e… bimbi

La leggenda narra che, quando nasce un bambino,
Dio crea un ponte tra il cielo e la terra: l’arcobaleno,
per perpetuare un patto d’amore con il mondo e l’umanità.

Ogni bimbo è un dono di tenerezza dai colori dell’iride.
L’arco è un mezzo cerchio, una metà di bene regalata da Dio ad ogni fanciullo, il quale ha come compito, durante il percorso della vita, di completarlo in un unico insieme rotondo ed armonico.

Il cerchio dell’esistenza è concluso da un ultimo punto,
un atomo indissolubile che, alla fine della vita,con una scintilla divina ci unisce al Padre, per ritornare a Lui, tra le sue braccia.

Ogni giorno ha un regalo per i suoi figli…
Il mondo con le sue mani di vento accarezza la mente.
La natura con toni di luce illumina gli occhi dell’anima.
Il tepore del sole fa battere il cuore.
Festa, quando si nasce è un giorno di festa!
Le piante danno ossigeno al respiro.
La musica è il battito del sangue che scorre nelle vene.
Cascate di lacrime per la gioia della vita.
Il profumo della terra, appena baciata dalla pioggia,
s’impregna nella memoria, fino ad arrivare al cuore.
Come creta si plasma il ricordo di un sogno antico.
Un campo di grano bagnato, papaveri spavaldi fanno capolino qua e là, fiordalisi impauriti spuntano sparuti con il loro caldo azzurro.
Nell’aria l’odore gradevole dei fiori di campo.
Il dolce sapore del succo della frutta nutre d’ingenuità il corpo.
Vivere un’essenza concessa, esistere per il creato,riscaldati dalla rassicurante coperta della natura.
Vivere per la gente, per dare noi stessi a tutti quanti.
La volta celeste notturna è incastonata di stelle dorate.
La luna d’argento nel cielo aspetta un racconto,
un pensiero, il soffio di una favola fatata, incantata.
Ad ogni bambino piccino, si racconta così la leggenda dell’arcobaleno, come figlio di Dio, del mondo, della natura umana, si sente persona nell’universo e con il cuore in mano va incontro al destino, al domani, fino ad arrivare a concludere il suo cerchio d’amore.
Ogni tanto dalla tasca toglie il fazzoletto per asciugare le lacrime, ma quando alza gli occhi al cielo e vede l’arcobaleno,un sorriso gli si strappa dalle labbra,
rammenta che Dio è vicino a lui e che lo sta tenendo per mano.

I sette… o sei colori dell’arcobaleno?

Isaac Newton, originariamente (1672), nominò solo cinque colori primari: rosso, giallo, verde, blu e violetto. Solo più tardi introdusse l’arancione e l’indaco, dando sette colori in analogia con il numero di note in una scala musicale. In realtà oggi sappiamo che l’intervallo di lunghezze d’onda visibile all’uomo (380 – 760 nm) è suddivisibile in sei famiglie di colori, nelle quali non è compreso l’indaco. Newton parlò di sette colori, scorgendo tra il blu e il violetto un altro colore, ma forse venne influenzato dalle convinzioni e dalla religione dell’epoca.

L’arcobaleno

L’arcobaleno è un fenomeno ottico e meteorologico che produce uno spettro (quasi) continuo di luce nel cielo quando la luce del Sole attraversa le gocce d’acqua rimaste in sospensione dopo un temporale, o presso una cascata o una fontana. Visivamente è un arco multicolore, rosso sull’esterno e viola sulla parte interna; la sequenza completa è rosso, arancione, giallo, verde, azzurro, indaco evioletto. In realtà i colori dell’arcobaleno sono sei, ma viene aggiunto l’indaco, che in realtà non è un colore e che è semplicemente una sfumatura di viola, semplicemente per arrivare al numero sette che è considerato più solenne. Esso è la conseguenza della dispersione e della rifrazione della luce solare contro le pareti delle gocce stesse. In rari casi, un arcobaleno lunare, o notturno, può essere visto nelle notti di forte luce lunare. Ma, dato che la percezione umana dei colori in condizioni di poca luminosità è scarsa, gli arcobaleni lunari sono percepiti come bianchi.