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  • “Dite: E’ faticoso frequentare i bambini. Avete ragione. Poi aggiungete: perché bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi, inclinarsi, curvarsi, farsi piccoli. Ora avete torto. Non è questo che più stanca. E’ piuttosto il fatto di essere obbligati a innalzarsi fino all’altezza dei loro sentimenti. Tirarsi, allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi. Per non ferirli”. Janusz Korczack
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  • L'uomo ha bisogno delle favole. Il fascino dei racconti fantastici che lo seduce in millenni, ha il potere di riportarlo alla normalità.... camminando a braccetto con Cenerentola e la Bella addormentata nel bosco, può ritrovare l'identità' perduta e capire meglio la realtà della vita" R. Battaglia
  • Senza la fantasia, senza la capacità di sognare, senza la poesia, siamo solo degli uomini. Con la fantasia e la poesia possiamo invece volare o perlomeno sollevarci da terra quel tanto che basta per sentirci qualcosa di più.

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buon fine settimana

buon fine settimana a tutti! La mia Tata

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Palermo in bici

Dal Trentino Alto Adige alla Sicilia, dal Lazio  alla Sardegna, sono oltre 200 le città che quest’anno hanno aderito alla XI edizione di Bimbimbici. Nata con lo scopo di stimolare l’uso della bicicletta come mezzo di spostamento, l’iniziativa è rivolta ai bambini in età scolastica che, con la fidata due ruote, potranno  partecipare a megapedalate in giro per strade e parchi di tutta Italia. Curiose e interessanti le iniziative in programma frutto, spesso, dall’impegno di amministrazioni locali e scuole, ma anche di realtà associative votate al vivere sostenibile e alla mobilità a impatto 0. A Palermo appuntamento alle 9 in via Roma. La pedalata inizierà alle 9.30 e arriverà a Casa Natura. Contemporaneamente e lungo lo stesso itinerario si terrà “Bimbimbici”. A Casa Natura sarà allestita una mostra di disegni partecipanti al concorso “La mia città in bici: com’è adesso, come vorrei fosse domani” rivolto alle scuole che aderiscono al concorso nazionale di “Bimbimbici”. Inoltre sono previsti la visita del monumento le Torri dell’Acqua, un giro in bici all’interno del Parco della Favorita, brevi corsi di nordic walking e la degustazione di prodotti biologici.

cos’è/chi è sarchiapone??

Il sarchiapone è un animale immaginario citato da Walter Chiari in un suo famosissimo sketch televisivo tratto dal programma Rai La via del successo del 1958. Spalla di Chiari era Carlo Campanini, col quale già da tempo lavorava in coppia in una riedizione degli sketch dei Fratelli De Rege (“Vieni avanti, cretino”). Nata come scenetta veloce, da intermezzo (nella misura dell’avanspettacolo), dato il gradimento del pubblico nel corso del tempo era stata presa a canovaccio ed ampliata, dilatata, sino ad un minutaggio assai consistente. La scena televisiva, che diede fama definitiva al sarchiapone, era in realtà stata accuratamente sceneggiata ed era una riduzione, compatibile con i tempi veloci del mezzo, nella quale Chiari poteva estremizzare le chiamate comiche della sua macchietta.Il termine sarchiapone compare per la prima volta nel Cunto de li cunti del Basile (1634 – 36), all’interno della novella Peruonto, il cui protagonista viene definito «Lo chiù granne sarchiopio e lo chiù sollenne sarchiapone c’avesse creiato la natura». Successivamente compare come nome di uno dei personaggi principali della Cantata dei Pastori, opera teatrale scritta da Andrea Perrucci nel 1698. La parola “sarchiapone” è poi utilizzata a Napoli per indicare un particolare tipo di pan-pizza, ripieno di salumi e formaggi freschi, come provola e mozzarella. Si tratta quindi di una parola circolante da secoli a Napoli e utilizzata nei più diversi modi. Venendo all’origine dello sketch, Carlo Campanini raccontò che Walter Chiari si trovava nella spiaggia di Fregene quando vide un napoletano che vendeva quei fischietti chiamati “lingua di suocera” e che attirava i clienti gridando: “venite, compratevi il Sarchiapone napoletano”. I bambini che lo compravano si dicevano l’un l’altro “sai che io ho il Sarchiapone americano”; “eh ce l’ho anch’io”; “com’è?”. Walter Chiari, sentito questo dialogo, tornò a casa e in dieci minuti scrisse lo sketch.

bavarese di caffè alla vaniglia

Ingredienti per 6/8 porzioni
15 g di caffè solubile (anche decaffeinato, il sapore è più delicato e potete darla ai bambini)
200 ml di panna fresca
300 ml di latte intero
100 g di zucchero
10 g di fogli di gelatina
2 tuorli
1 bacca di vaniglia

Per decorare:
cioccolato fondente fuso
cioccolato bianco

Mettete a bagno la gelatina in acqua fredda per 10 minuti.
Sbattete i tuorli con lo zucchero fino a che non formeranno una crema omogenea.
Versate il latte in un pentolino, aggiungete la bacca di vaniglia tagliata in due per il lungo e il caffè e mescolate fino a che non inizia a bollire. Spegnete il gas, togliete la vaniglia e versate il latte nelle uova continuando a mescolare fino a che non si è amalgamato. Aggiungete la gelatina ben strizzata e rimettete il tutto sul fornello portando il composto vicino all’ebollizione. Spegnete il fuoco e lasciate raffreddare.
Montate la panna a neve con la frusta, meglio se elettrica. Aggiungete lentamente al latte continuando a mescolare con una frusta normale o con un cucchiaio di legno.
Se avete degli stampi di silicone versate il composto direttamente e riponete in frigo per almeno 3 ore, se gli stampi sono nuovi imburrateli leggermente. Se usate stampi normali, per essere certi che la bavarese si stacchi perfettamente, riempiteli di acqua ghiacciata e svuotateli al momento di riempirli con il composto.
Al momento di servire togliete le bavaresi dallo stampo, decorate con il cioccolato e con il cioccolato bianco grattugiato.