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  • “Dite: E’ faticoso frequentare i bambini. Avete ragione. Poi aggiungete: perché bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi, inclinarsi, curvarsi, farsi piccoli. Ora avete torto. Non è questo che più stanca. E’ piuttosto il fatto di essere obbligati a innalzarsi fino all’altezza dei loro sentimenti. Tirarsi, allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi. Per non ferirli”. Janusz Korczack
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  • «Limitarsi a vivere non è abbastanza. C’è bisogno anche del sole, della libertà e di un piccolo fiore.» (Hans Christian Andersen)
  • L'uomo ha bisogno delle favole. Il fascino dei racconti fantastici che lo seduce in millenni, ha il potere di riportarlo alla normalità.... camminando a braccetto con Cenerentola e la Bella addormentata nel bosco, può ritrovare l'identità' perduta e capire meglio la realtà della vita" R. Battaglia
  • Senza la fantasia, senza la capacità di sognare, senza la poesia, siamo solo degli uomini. Con la fantasia e la poesia possiamo invece volare o perlomeno sollevarci da terra quel tanto che basta per sentirci qualcosa di più.

  • Noi non vediamo il mondo come è, vediamo il mondo come noi siamo. Talmud ebraico
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  • I bambini hanno bisogno di raccontare favole quando qualcosa risulta troppo difficile da accettare. Francoise Dolto

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il mio primo amico non si scorda mai!

E’ la scuola la palestra dell’amicizia. Ed è tra i banchi di scuola che i bambini costruiscono i loro primi importanti rapporti di amicizia. Spesso destinati a durare nel tempo e a lasciare una traccia indelebile nella memoria della propria infanzia. E’ infatti sempre con affetto che, da adulti, quando le scelte di vita ci hanno allontanato dal nostro quartiere o dalla nostra città d’origine, si ricordano gli amici più intimi dell’infanzia. I primi rapporti con i coetanei iniziano con la scuola materna. Il più delle volte, infatti, i bambini arrivano ai tre anni sostanzialmente circondati dagli adulti: genitori, nonni, baby sitter. Stando così le cose l’ingresso alla materna può trovare il bambino non ancora pronto a rapportarsi con i coetanei. Avendo vissuto esclusivamente con gli adulti, il bambino scopre di colpo di non godere più della disponibilità gratuita alla quale era abituato, scopre di non poter più imporre il proprio punto di vista. Inevitabile dunque che i primi rapporti con i coetanei finiscano per essere segnati da una dinamica ambivalenti di incontro e di scontro. La convivenza in classe richiede un forte spirito di adattamento, finalizzato a superare le delusioni derivanti dalle sconfitte nel rapporto con altri bambini. Il bisogno di trovare un volto simpatico con cui rapportarsi diventa necessario per affrontare la paura delle nuove regole, dei nuovi spazi. Il nuovo amico o la nuova amica aiuta a sentirsi più sicuri e tranquilli. Ma quale è il processo cognitivo che guida la scelta? All’inizio, i bambini sono attratti dalla reciproca somiglianza, effetto “looking-glass”, o, al contrario, dalla totale differenza di temperamento, quasi per compensare le lacune reciproche. Qualunque sia la motivazione che stimola la nascita del rapporto, il vero legame di amicizia, si instaura spesso nei primi 10 minuti di contatto…

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I primi 10 minuti di contatto

Alcuni ricercatori della Ohio State University, hanno studiato lo sviluppo del comportamento di amicizia ed hanno scoperto appunto che: ”I primi 10 minuti passati insieme e che decorrono dal primo incontro, sono fondamentali per predire quale sarà l’esito finale della relazione, ovvero se a distanza di nove settimane l’amicizia tra due bambini si è concretizzata o meno”. Questa ricerca deve far riflettere i genitori sul proprio intervento nel promuovere o nel contrastare la nascita di un’amicizia. Quanti i genitori che accettano incondizionatamente le scelte dai bambini? Quanti i genitori che invece impongono le amicizie ai bambini perché sono amici i genitori stessi? Stando alla ricerca del Professor Artemio Ramirez dell’Ohio e del professor Michael Sunnafrank del Minnesota, i bambini, come gli adulti, in quei primi minuti elaborano tutta una serie di informazioni che, all’istante fanno emergere l’altro come: complementare o incompatibile. Da quel momento in poi la prima impressione che il bambino elabora “dell’altro”, viene fissata nel personale sistema di convinzioni. Se il risultato è positivo, il rapporto si rinforza fino a diventare una vera amicizia, se al contrario non si instaura il feeling necessario, i bambini possono rispondere utilizzando vari comportamenti, dal semplice rifiuto all’antipatia più palese.

gps in culla

Segnali acustici, monitor a raggi infrarossi, gps. Sono questi i prodotti più venduti a genitori che intendono controllare ogni movimento del loro bebè. Così la culla diventa una postazione elettronica all’avanguardia per neonati che vorrebbero solo dormire senza che questo faccia scappare dal letto mamma e papà. Sono le ultime trovate della tecnologia per la sicurezza dei bimbi, ma sarebbe meglio dire per genitori ansiosi. Mestiere difficile, quello dei genitori, sempre con il dubbio di non riuscire a fare mai abbastanza per i loro piccoli. Così quando iniziano a fare acquisti per l’erede devono scegliere: la comodità o la sicurezza? Fra attrezzature dalle forme più svariate, che serviranno solo per i suoi primi mesi di vita, i neo genitori si muovono fra gli scaffali pensando l’evento più tragico in assoluto, la morte in culla, oppure il respiro interrotto per avere ingerito qualcosa, o il pericoloso rigurgito e in ultimo il freddo della notte se il pupo si scopre. Unica soluzione quella di controllare 24 ore su 24 il neonato con sistemi di controllo da centrale di polizia. Se il pupo piange i segnali acustici danno l’allarme: se si gira nella culla e si scopre ecco i monitor che vedono nel buio ma trasformano la cameretta in un match del gioco laser game. Poi c’è il sensore del respiro, viene sistemato sotto il materasso e suona ogni venti secondi se non rileva alcun movimento. Questo si chiama Angel Care ma quello più richiesto è il Respisense, perché, oltre il controllo scrolla delicatamente il bebè finché non ricomincia a respirare.  Molti pediatri (per fortuna!) ne sconsigliano l’uso perché aumenta l’ansia piuttosto che diminuirla. Al contrario un bravo genitore deve infondere sicurezza e tranquillità.

Una marina di libri

“Una Marina di Libri” è un’iniziativa promossa dal Centro Commerciale Naturale “Piazza Marina & Dintorni”: una tre giorni di eventi legati ai libri (dal 22 aprile al 24) che animerà tutta la zona che va da via Alloro alla Cala a Piazza Marina a Palermo. Parteciperete?

dolci ricordi!