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  • “Dite: E’ faticoso frequentare i bambini. Avete ragione. Poi aggiungete: perché bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi, inclinarsi, curvarsi, farsi piccoli. Ora avete torto. Non è questo che più stanca. E’ piuttosto il fatto di essere obbligati a innalzarsi fino all’altezza dei loro sentimenti. Tirarsi, allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi. Per non ferirli”. Janusz Korczack
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  • «Limitarsi a vivere non è abbastanza. C’è bisogno anche del sole, della libertà e di un piccolo fiore.» (Hans Christian Andersen)
  • L'uomo ha bisogno delle favole. Il fascino dei racconti fantastici che lo seduce in millenni, ha il potere di riportarlo alla normalità.... camminando a braccetto con Cenerentola e la Bella addormentata nel bosco, può ritrovare l'identità' perduta e capire meglio la realtà della vita" R. Battaglia
  • Senza la fantasia, senza la capacità di sognare, senza la poesia, siamo solo degli uomini. Con la fantasia e la poesia possiamo invece volare o perlomeno sollevarci da terra quel tanto che basta per sentirci qualcosa di più.

  • Noi non vediamo il mondo come è, vediamo il mondo come noi siamo. Talmud ebraico
  • Ognuno ha il mondo che si merita. Io forse ho capito che il mio è questo qua. Ha di strano che è normale. A. Baricco
  • I bambini hanno bisogno di raccontare favole quando qualcosa risulta troppo difficile da accettare. Francoise Dolto

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La settimana della cultura

Giunta al 12° anno, torna la Settimana della Cultura l’evento culturale più importante della stagione che dal 16 al 25 aprile apre gratuitamente tutti i musei, i monumenti, le aree archeologiche, gli archivi, le biblioteche statali per una grande festa diffusa su tutto il territorio nazionale. Dieci giorni per conoscere e riscoprire l’arte. Dieci giorni per girare l’Italia alla ricerca di piccoli tesori nascosti e grandi capolavori conosciuti solo di nome ma mai pienamente vissuti. Dieci giorni per imparare ad amare di più il nostro Paese attraverso la sua più grande ricchezza, che ci riempie di orgoglio e viene ammirata in tutto il mondo: il patrimonio storico-artistico. In tutta Italia, oltre 2.800 appuntamenti tra mostre, convegni, aperture straordinarie, laboratori didattici, visite guidate e concerti renderanno ancora più speciale l’esperienza di tutti i visitatori. Un’occasione imperdibile per avvicinarsi alla più grande ricchezza del nostro Paese: il nostro patrimonio artistico e culturale.

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A che età il cellulare?

Sempre più bambini lo hanno: glielo comprano i genitori per sentirsi più sicuri. Gli esperti avvertono: un uso precoce del cellulare può rappresentare un’arma a doppio taglio per la loro autonomia. Sempre più bambini usano il cellulare: si va dai 2 su dieci in seconda elementare, ai 6 su 10 in quinta fino ai 9 su dieci in terza media. Questo non perché le nuove generazioni siano abituate a maneggiare la tecnologia fin da piccole ma perché i genitori si sentono più tranquilli. Che il telefonino sia una sorta di cordone ombelicale tecnologico lo confermano due ricerche presentate dalle università La Sapienza di Roma e Cattolica di Milano: sono i genitori a comprarlo, e non per esaudire una richiesta del bambino. Chi inizia a usarlo ben presto fa fatica a rinunciarci: quelli che lo hanno ricevuto a 8 anni (la maggioranza) a 12 ne hanno già cambiati 3. Ma qui non si parla di divieti a scuola, di trilli che distraggono, non tanto quindi di un problema di abuso, quanto di educazione e responsabilizzazione. Invece nonostante i divieti degli insegnanti quasi la metà lo tiene acceso in classe (alle superiori si arriva all’80%), con il beneplacito dei genitori. Lo ha evidenziato una ricerca di dicembre scorso del Centro studi minori e media di Firenze. Purtroppo emerge che il cellulare è diventato per molte famiglie una specie di cordone ombelicale verso i figli, uno strumento che supplisce all’assenza dei genitori, che invece possono motivarne l’uso massiccio col pretesto di vigilare sui figli.

Due uomini…

Due uomini, entrambi molto malati, occupavano la stessa stanza d’ospedale. A uno dei due era permesso mettersi seduto sul letto per un’ora, ogni pomeriggio, per aiutare il drenaggio dei fluidi dal suo corpo ed il suo letto era vicino all’unica finestra della stanza. L’altro uomo doveva restare sempre sdraiato.
Infine i due uomini fecero conoscenza e cominciarono a parlare per ore. Parlarono delle loro mogli e delle loro famiglie, delle loro case, del loro lavoro, del loro servizio militare e dei viaggi che avevano fatto.
Ogni pomeriggio l’uomo che stava nel letto vicino alla finestra poteva sedersi e passava il tempo raccontando all’altro tutte le cose che poteva vedere fuori dalla finestra. L’uomo nell’altro letto cominciò a vivere per quelle singole ore nelle quali il suo mondo era reso più bello e più vivo da tutte le cose e i colori del mondo esterno.
La finestra dava su un parco con un delizioso laghetto.
Le anatre e i cigni giocavano nell ‘acqua mentre i bambini facevano navigare le loro barche giocattolo. Giovani innamorati camminavano abbracciati tra fiori di ogni colore e c’era una bella vista della città in lontananza. Mentre l’uomo vicino alla finestra descriveva tutto ciò nei minimi dettagli, l’uomo dall ‘altra parte della stanza chiudeva gli occhi e immagginava la scena.
In un caldo pomeriggio l’uomo della finestra descrisse una parata che stava passando. Sebbene l’altro uomo non potesse sentire la banda, poteva vederla con gli occhi della sua mente, così come l’uomo dalla finestra gliela descriveva.
Passarono i giorni e le settimane.
Una mattina, l’infermiera di turno portò loro l’acqua e trovò il corpo senza vita dell’uomo vicino alla finestra, morto pacificamente nel sonno. L’infermierà diventò molto triste e chiamò gli inservienti per portare via il corpo.
Non appena gli sembrò opportuno, l’altro uomo chiese se poteva spostarsi nel letto vicino alla finestra. L’infermiera acconsenti ben volentieri, e dopo il cambio di letto ed essersi assicurata che stesse bene, lo lasciò solo.
Lentamente, dolorosamente, l’uomo si sollevò su un gomito per vedere per la prima volta il mondo esterno. Si sforzò e si voltò lentamente per guardare fuori dalla finestra vicina al letto.
Essa si affacciava su un muro bianco
L’uomo chiese all’infermiera che cosa poteva avere spinto il suo amico morto a descrivere delle cose così meravigliose al di fuori di quella finestra.
L’infermiera rispose che il suo amico morto era cieco e non poteva nemmeno vedere il muro. “Forse, voleva farle coraggio.” disse.
Vi è una tremenda felicità nel rendere felici gli altri, anche a dispetto della nostra situazione. Un dolore diviso è dimezzato, ma la felicità divisa è raddoppiata.

The bucket list

The Bucket list, in Italia Non è mai troppo tardi. Un magnate d’industria multimilionario (Jack Nicholson) ed un umile meccanico (Morgan Freeman) si ritrovano a condividere il medesimo triste destino: entrambi si ritrovano ricoverati nella stessa stanza d’ospedale ammalati di cancro, entrambi sono malati terminali. I due non si danno per vinti e, desiderando trascorrere al meglio il tempo che rimane loro da vivere, decidono di fare tutto ciò che non hanno mai potuto per motivi di tempo, per pigrizia o per mancanza di denaro. Insieme decidono di imbarcarsi in una straordinaria avventura on the road lungo il viaggio della vita, diventando grandi amici e vivendo al massimo fantastiche imprese. Continuando a depennare la lista delle esperienze da vivere, si paracadutano nell’immenso vuoto dei cieli, affrontano bizzarre corse automobilistiche e visitano straordinarie meraviglie come il Taj Mahal, scoprendo il Mondo e riscoprendo se stessi prima che sia troppo tardi…