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  • “Dite: E’ faticoso frequentare i bambini. Avete ragione. Poi aggiungete: perché bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi, inclinarsi, curvarsi, farsi piccoli. Ora avete torto. Non è questo che più stanca. E’ piuttosto il fatto di essere obbligati a innalzarsi fino all’altezza dei loro sentimenti. Tirarsi, allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi. Per non ferirli”. Janusz Korczack
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  • «Limitarsi a vivere non è abbastanza. C’è bisogno anche del sole, della libertà e di un piccolo fiore.» (Hans Christian Andersen)
  • L'uomo ha bisogno delle favole. Il fascino dei racconti fantastici che lo seduce in millenni, ha il potere di riportarlo alla normalità.... camminando a braccetto con Cenerentola e la Bella addormentata nel bosco, può ritrovare l'identità' perduta e capire meglio la realtà della vita" R. Battaglia
  • Senza la fantasia, senza la capacità di sognare, senza la poesia, siamo solo degli uomini. Con la fantasia e la poesia possiamo invece volare o perlomeno sollevarci da terra quel tanto che basta per sentirci qualcosa di più.

  • Noi non vediamo il mondo come è, vediamo il mondo come noi siamo. Talmud ebraico
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  • I bambini hanno bisogno di raccontare favole quando qualcosa risulta troppo difficile da accettare. Francoise Dolto

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sette aprile duemiladieci

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ancora in viaggio con La mia Tata

Cari lettori grandi e piccini, eccoci arrivati, dopo qualche ora di treno, nella città di Verona. Lasciare il Trentino è sempre un pò triste, specialmente andando via in treno. I paesini adagiati sulle montagne, le fontane, le chiesette, tutto diventa dapprima piccolo piccolo per poi sparire improvvisamente lasciando a chi va via un dolce ricordo e un pò di malinconia. Ma bando alla tristezza ecco La mia Tata alla sua ultima tappa prima del rientro a casa. Siete mai stati a Verona? La città è stata dichiarata patrimonio dell’uma dall’UNESCO per la sua struttura urbana e per la sua architettura: Verona è uno splendido esempio di città che si è sviluppata progressivamente e ininterrottamente durante duemila anni, integrando elementi artistici di altissima qualità dei diversi periodi che si sono succeduti, rappresenta inoltre in modo eccezionale il concetto della città fortificata in più tappe determinanti della storia europea… e poi alcuni la considerano la Parigi Italiana, città di Romeo e Giulietta, simbolo dell’amore!

Etciù!!

Raffreddore di stagione: allergia ai pollini

Una volta si chiamava “raffreddore da fieno”, oggi si parla di “pollinosi” o “rinocongiuntivite allergica”. Chiamala come vuoi ma la sostanza non cambia: per 10 bimbi su 100, con la primavera, torna il momento di starnuti a raffica e pacchetti di fazzoletti diventano immancabili all’interno del panierino dell’asilo. Al raffreddore invernale dovuto ai virus, con l’inizio della bella stagione, si sostituisce quello primaverile causato essenzialmente dai pollini. Questo “nuovo” raffreddore non è contagioso ma comunque molto fastidioso; i sintomi assomigliano a quelli di un comune raffreddore ma si possono riconoscere perché, per esempio, il naso del bambino cola abbondantemente producendo un muco liquido e trasparente (a differenza di quello più giallo e denso dei raffreddori virali). Inoltre non mancano starnuti e un insolito prurito al naso e spesso anche la congiuntivite. Esiste sul web il sito www.ilpolline.it dell’Associazione Italiana di Aerobiologia, scienza che studia l’interazione tra fattori ambientali e lo sviluppo di malattie, che mette ogni mercoledì in rete un bollettino con le concentrazioni polliniche rilevate ed effettua una previsione degli andamenti dei principali pollini allergenici per la settimana successiva.

La vispa teresa

La vispa Teresa
avea tra l’erbetta
A volo sorpresa
gentil farfalletta
E tutta giuliva
stringendola viva
gridava distesa:
“L’ho presa! L’ho presa!”.A lei supplicando
l’afflitta gridò:
“Vivendo, volando
che male ti fò?
Tu sì mi fai male
stringendomi l’ale!
Deh, lasciami! Anch’io
son figlia di Dio!”.

Teresa pentita
allenta le dita:
“Va’, torna all’erbetta,
gentil farfalletta”.
Confusa, pentita,
Teresa arrossì,
dischiuse le dita
e quella fuggì.