• ❤ Sarah ❤

  • “Dite: E’ faticoso frequentare i bambini. Avete ragione. Poi aggiungete: perché bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi, inclinarsi, curvarsi, farsi piccoli. Ora avete torto. Non è questo che più stanca. E’ piuttosto il fatto di essere obbligati a innalzarsi fino all’altezza dei loro sentimenti. Tirarsi, allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi. Per non ferirli”. Janusz Korczack
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  • «Limitarsi a vivere non è abbastanza. C’è bisogno anche del sole, della libertà e di un piccolo fiore.» (Hans Christian Andersen)
  • L'uomo ha bisogno delle favole. Il fascino dei racconti fantastici che lo seduce in millenni, ha il potere di riportarlo alla normalità.... camminando a braccetto con Cenerentola e la Bella addormentata nel bosco, può ritrovare l'identità' perduta e capire meglio la realtà della vita" R. Battaglia
  • Senza la fantasia, senza la capacità di sognare, senza la poesia, siamo solo degli uomini. Con la fantasia e la poesia possiamo invece volare o perlomeno sollevarci da terra quel tanto che basta per sentirci qualcosa di più.

  • Noi non vediamo il mondo come è, vediamo il mondo come noi siamo. Talmud ebraico
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  • I bambini hanno bisogno di raccontare favole quando qualcosa risulta troppo difficile da accettare. Francoise Dolto

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27 marzo 2010

BUONA SERATA A TUTTI, La mia Tata

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Il mare parlò a tutti loro…

Allora il mare parlò a tutti loro: ” Alcune cose saranno sempre più forti del tempo e della distanza, più profonde del linguaggio e delle abitudini: seguire i propri sogni e imparare a essere se stessi, condividendo con gli altri la magia di quella scoperta”… da -Il delfino- di Sergio Bambarèn

La balbuzie

La balbuzie è un disturbo del linguaggio che presenta un disordine nel ritmo della parola. La prima forma di balbuzie è chiamata primaria o fisiologica, assai frequente nei bambini al di sotto dei tre anni che prolungano o ripetono le sillabe; nella maggior parte dei casi tende a risolversi con il tempo e fa parte del normale processo di apprendimento del linguaggio. Il segnale d’allarme scatta quando labalbuzie continua in modo marcato al di sopra dei quattro anni: allora è il caso di intervenire. La balbuzie secondaria o evolutiva si manifesta infatti dai quattro ai sei anni e tende a consolidarsi nel tempo. In questo tipo di balbuzie i blocchi e i prolungamenti delle sillabe sono più frequenti, accompagnati da ansia o da sintomi somatici.

il vaccino

La vaccinazione è un modo per indurre un’immunizzazione “attiva”, cioè una difesa immunitaria prodotta dall’organismo vaccinato nei confronti di una malattia infettiva. Col tempo, la preparazione dei vaccini è diventata sempre più sofisticata; oggi i vaccini disponibili sono molto diversi da quelli prodotti anche solo nei decenni appena passati; sono sempre più purificati, inducono meno effetti indesiderati e sempre più spesso sono disponibili in commercio in forma associata. Per vaccini associati intendiamo formulazioni che contengono più vaccini nella stessa fiala, con notevole risparmio di spesa, tempo, e soprattutto di stress per le mamme e i bambini cui sono riservate meno iniezioni. I centri vaccinali, al momento, propongono ancora vaccinazioni di due tipi: obbligatorie e facoltative. Le vaccinazioni obbligatorie sono quelle per Difterite, Tetano, Epatite B, Poliomielite; le vaccinazioni facoltative, proposte attivamente alla popolazione con le stesse modalità delle obbligatorie sono quelle per Pertosse, Haemophilus influenzae tipo b, Morbillo, Rosolia e Parotite. Tutte le vaccinazioni obbligatorie e facoltative proposte attivamente sono gratuite. La vaccinazione per Haemophilus influenzae tipo b attualmente viene proposta in forma associata ai vaccini per Difterite, Tetano, Pertosse, Poliomielite ed Epatite B; tale associazione ha permesso di raggiungere ottimi risultati di salute pubblica in pochissimi anni: senza ulteriori iniezioni al bambino e senza aggiuntive sedute vaccinali. Le vaccinazioni per Morbillo, Rosolia e Parotite sono ugualmente associate in una sola siringa. La vaccinazione per influenza, che non può essere iniziata prima dei 6 mesi di vita, appare sempre più indicata per tutti i bambini, anche per quelli non appartenenti a categorie a rischio. Le vaccinazioni vanno iniziate nel terzo mese, cioè a partire dai 60 giorni di vita del bambino, e prevedono 3 dosi nel primo anno (a 3, 5, 11 mesi) per Difterite, Tetano, Pertosse, Poliomielite, Epatite b, Haemophilus influenzae tipo b, con richiamo per l’anti-poliomielite nel terzo anno, e per la Difterite-Tetano-Pertosse a 5-6 e 12 anni. La vaccinazione per Morbillo, Rosolia e Parotite va praticata a 11-15 mesi, con richiamo a 5-6 anni. I figli di madre positiva all’Epatite B ricevono la prima dose di vaccino alla nascita, per ridurre il rischio di trasmissione verticale dell’infezione dalla mamma al bambino, e poi seguono uno schema vaccinale speciale per la sola vaccinazione per Epatite B. Per le prime dosi di vaccino in genere il bambino viene convocato direttamente dal centro vaccinale oppure riceve un appuntamento già alla dimissione dal nido. Ad ogni vaccinazione, viene dato l’appuntamento per la somministrazione successiva. Tutte le vaccinazioni sostenute dal bambino vengono trascritte sul suo libretto individuale. È importante che la mamma abbia sempre con sé questo libretto, non solo al momento delle visite dal pediatra di base, o da altri specialisti, ma anche quando si ricorra a prestazioni d’emergenza o di ricovero ordinario. La conferma delle vaccinazioni eseguite o non eseguite e di quelle mancanti potrà essere utile per la valutazione da parte del medico. Prima della vaccinazione non è necessario osservare alcun periodo di digiuno o dieta speciale, né è necessario un “via libera” del pediatra di base, se il bambino appare in buona salute; d’altra parte il bambino viene comunque visitato presso il centro vaccinale prima dell’esecuzione della vaccinazione. Dopo la somministrazione delle vaccinazioni è opportuno restare in attesa nel centro vaccinale per circa 15 minuti, dopo di che il bambino potrà tranquillamente ritornare alla sua vita e alimentazione normale. Per i bambini immigrati o adottati, per i quali non è noto né sempre rintracciabile tramite vie ufficiali e affidabili, lo status vaccinale, le decisioni rispetto alla continuazione e l’integrazione delle vaccinazioni vengono prese dai medici del centro vaccinale.Vale tuttavia principio generale che replicare una vaccinazione nel caso in cui ci sia il dubbio che sia stata eseguita non fa male.