• ❤ Sarah ❤

  • “Dite: E’ faticoso frequentare i bambini. Avete ragione. Poi aggiungete: perché bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi, inclinarsi, curvarsi, farsi piccoli. Ora avete torto. Non è questo che più stanca. E’ piuttosto il fatto di essere obbligati a innalzarsi fino all’altezza dei loro sentimenti. Tirarsi, allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi. Per non ferirli”. Janusz Korczack
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  • L'uomo ha bisogno delle favole. Il fascino dei racconti fantastici che lo seduce in millenni, ha il potere di riportarlo alla normalità.... camminando a braccetto con Cenerentola e la Bella addormentata nel bosco, può ritrovare l'identità' perduta e capire meglio la realtà della vita" R. Battaglia
  • Senza la fantasia, senza la capacità di sognare, senza la poesia, siamo solo degli uomini. Con la fantasia e la poesia possiamo invece volare o perlomeno sollevarci da terra quel tanto che basta per sentirci qualcosa di più.

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  • I bambini hanno bisogno di raccontare favole quando qualcosa risulta troppo difficile da accettare. Francoise Dolto

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Lettone si Lettone no

Molto spesso i moventi che ci inducono all’abitudine di tenere con noi i bambini nel lettone sono di natura prettamente pratica o affettiva: alcuni di noi credono, infatti, che questa sia l’unica soluzione per farli dormire e per evitare a noi stessi di trascorrere notti insonni o per contrastare il senso di solitudine o di sofferenza che nostro figlio proverebbe recluso nella sua cameretta. Domandiamoci se esistono quindi delle buone ragioni per tenere con noi i nostri figli nel lettone? Se e fino a che punto è bene mantenere ferrea la regola del divieto d’accesso? Come ogni divieto assunto con intenzionalità educativa anche questo ne ha uno, che risponde alla natura stessa dei bambini. È molto importante che un bambino inizi a dormire subito nella sua stanza, se è possibile fin dal suo primo giorno in casa, di ritorno dall’ospedale. Appena nato, è bene che abbia uno spazio come persona tutto per sé nella famiglia, quale conferma della sua individualità e unicità riconosciuta dai genitori: un riconoscimento, che avviene dapprima nella nostra mente e che trova una conferma concreta, nello spazio fisico che ritagliamo per lui nell’ambiente familiare. Stiamo parlando di un luogo separato che lo aiuti ad affrancare la sua autonomia dalla nostra poco alla volta. Molto spesso, però, per alcuni di noi è molto difficile resistere al loro pianto. Il pianto, per alcuni versi definibile come un ricatto infantile, di fatto, il più delle volte è suggerito dal nostro stesso comportamento e non nasce in modo autonomo. Se la richiesta di nostro figlio diventa sempre più insistente, è perché questa è la risposta che ha ricevuto al suo pianto. È normale quindi nella sua mente trasformare questa domanda in richiesta: si tratta di un’abitudine, di un atteggiamento che si è già verificato che è bene evitare fin dall’inizio. È importante aiutarlo in questo percorso, consolandolo quando piange di notte perché si sente solo, quando ha paura oppure quando ha fatto un brutto sogno, senza cedere alla tentazione di portarlo con noi nel lettone. Hanno sicuramente bisogno di una vicinanza corporea che gli comunichi affetto, tenerezza, entro però i limiti del pudore e del rispetto per l’intimità dell’altro. Non solo, ma un motivo di turbamento per i nostri figli è l’enorme differenza tra il suo corpo, ancora piccolo, fragile e vulnerabile e il nostro che gli appare enorme e provoca in lui sentimenti misti di attrazione e di paura.

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