• ❤ Sarah ❤

  • “Dite: E’ faticoso frequentare i bambini. Avete ragione. Poi aggiungete: perché bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi, inclinarsi, curvarsi, farsi piccoli. Ora avete torto. Non è questo che più stanca. E’ piuttosto il fatto di essere obbligati a innalzarsi fino all’altezza dei loro sentimenti. Tirarsi, allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi. Per non ferirli”. Janusz Korczack
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  • «Limitarsi a vivere non è abbastanza. C’è bisogno anche del sole, della libertà e di un piccolo fiore.» (Hans Christian Andersen)
  • L'uomo ha bisogno delle favole. Il fascino dei racconti fantastici che lo seduce in millenni, ha il potere di riportarlo alla normalità.... camminando a braccetto con Cenerentola e la Bella addormentata nel bosco, può ritrovare l'identità' perduta e capire meglio la realtà della vita" R. Battaglia
  • Senza la fantasia, senza la capacità di sognare, senza la poesia, siamo solo degli uomini. Con la fantasia e la poesia possiamo invece volare o perlomeno sollevarci da terra quel tanto che basta per sentirci qualcosa di più.

  • Noi non vediamo il mondo come è, vediamo il mondo come noi siamo. Talmud ebraico
  • Ognuno ha il mondo che si merita. Io forse ho capito che il mio è questo qua. Ha di strano che è normale. A. Baricco
  • I bambini hanno bisogno di raccontare favole quando qualcosa risulta troppo difficile da accettare. Francoise Dolto

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i sogni dei bimbi

Prima dei tre anni manca la capacità di raccontare: è dunque difficile indagare sui sogni dei bambini. Subito dopo, i piccoli fanno dei resoconti, ma spesso la fantasia e il sogno reale s’intrecciano in modo inconsapevole. Il contenuto pare essere statico, poca partecipazione personale, scarse interazioni, prevalenza di animali. Negli anni successivi c’è uno sviluppo della complessità del sogno, parallelo a quello cognitivo ed affettivo. Compaiono personaggi fantastici, luoghi immaginari, simboli.  Secondo Freud, i sogni infantili sono molto chiari, brevi e coerenti. Il loro contenuto è di solito trasparente: si tratta dell’adempimento di un desiderio diurno, o la copia fedele di vicende familiari e scolastiche. E’ solo dalla terza infanzia che inizia a formarsi il sogno simbolico, con messaggi mascherati ed enigmatici come quello degli adulti. E’ facile che il bambino, anche molto piccolo, abbia degli incubi, che non sa nemmeno raccontare. A volte si verificano dei sogni ricorrenti, quasi a riflettere un blocco che non riesce a superare. E’ importante che l’adulto accolga le sue associazioni spontanee, cioè tutte le impressioni che aggiunge di sua iniziativa: farlo raccontare, fargli disegnare il racconto, lasciar emergere senza minimizzare il nocciolo dell’angoscia dell’incubo. Ascoltare al mattino i sogni dei bambini, senza interpretarli, è un gioco utile: aiuta a valorizzare il sogno e il sonno, e a non averne paura. Un tempo si alimentavano gli incubi con minacce al momento dell’addormentamento. E’ importante invece cercare di predisporre dei “sogni d’oro”, con ninnananne rassicuranti, visualizzazioni dei colori preferiti, antidoti magici inventati insieme. E se la strega dell’incubo si fa viva lo stesso, la mattina dopo bisogna disegnarla il meglio possibile e bruciarla. Con l’unico rischio che il rituale liberatorio si riveli così divertente da indurre nuove incursioni di mostri per poterlo ripetere.

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culla Belly

Lettone si Lettone no

Molto spesso i moventi che ci inducono all’abitudine di tenere con noi i bambini nel lettone sono di natura prettamente pratica o affettiva: alcuni di noi credono, infatti, che questa sia l’unica soluzione per farli dormire e per evitare a noi stessi di trascorrere notti insonni o per contrastare il senso di solitudine o di sofferenza che nostro figlio proverebbe recluso nella sua cameretta. Domandiamoci se esistono quindi delle buone ragioni per tenere con noi i nostri figli nel lettone? Se e fino a che punto è bene mantenere ferrea la regola del divieto d’accesso? Come ogni divieto assunto con intenzionalità educativa anche questo ne ha uno, che risponde alla natura stessa dei bambini. È molto importante che un bambino inizi a dormire subito nella sua stanza, se è possibile fin dal suo primo giorno in casa, di ritorno dall’ospedale. Appena nato, è bene che abbia uno spazio come persona tutto per sé nella famiglia, quale conferma della sua individualità e unicità riconosciuta dai genitori: un riconoscimento, che avviene dapprima nella nostra mente e che trova una conferma concreta, nello spazio fisico che ritagliamo per lui nell’ambiente familiare. Stiamo parlando di un luogo separato che lo aiuti ad affrancare la sua autonomia dalla nostra poco alla volta. Molto spesso, però, per alcuni di noi è molto difficile resistere al loro pianto. Il pianto, per alcuni versi definibile come un ricatto infantile, di fatto, il più delle volte è suggerito dal nostro stesso comportamento e non nasce in modo autonomo. Se la richiesta di nostro figlio diventa sempre più insistente, è perché questa è la risposta che ha ricevuto al suo pianto. È normale quindi nella sua mente trasformare questa domanda in richiesta: si tratta di un’abitudine, di un atteggiamento che si è già verificato che è bene evitare fin dall’inizio. È importante aiutarlo in questo percorso, consolandolo quando piange di notte perché si sente solo, quando ha paura oppure quando ha fatto un brutto sogno, senza cedere alla tentazione di portarlo con noi nel lettone. Hanno sicuramente bisogno di una vicinanza corporea che gli comunichi affetto, tenerezza, entro però i limiti del pudore e del rispetto per l’intimità dell’altro. Non solo, ma un motivo di turbamento per i nostri figli è l’enorme differenza tra il suo corpo, ancora piccolo, fragile e vulnerabile e il nostro che gli appare enorme e provoca in lui sentimenti misti di attrazione e di paura.